BRESCIA: PRESIDIO AL CARCERE [25 LUGLIO]

Diffondiamo:

Giornata di chiusura estiva del circolo anarchico Bonometti. Presidio al carcere di Brescia, sabato 25 luglio

sabato 25 luglio , Giornata di chiusura estiva del circolo anarchico Bonometti
ORE 11- Presidio al carcere di Brescia
ORE 13- Paninata benefit al circolo
ORE 15- Musica e caciara

Nelle scorse torride giornate, dentro le mura di Canton Mombello, si è innescata la scintilla della rabbia di alcunx detenutx che vivono in una delle carceri più sovraffolate d’ italia.
Ancora una volta, il fuoco dei materassi marci sui quali dorme chi è statx privatx della libertà, fa meno rumore dei giorni di prognosi che vengono regalati alle guardie dopo le rivolte.
A fare notizia, ancora una volta, non è stata la condizione micidiale di chi sta dietro le sbarre, ma il secondino rimasto “ferito” durante quelle che vengono definite operazioni per riportare la situazione sotto controllo.

Sotto quello stesso controllo che spesso e volentieri uccide, sotto i manganelli, in solitudine, nella sporcizia delle celle, soffocando nel contare i respiri.
Tutte le carceri e i cpr sono luoghi in cui si muore, o meglio, si viene assassinatx dallo stato e Canton Mombello, con il suo tasso di sovraffollamento del 203%, non fa certo eccezione.
Infatti, l’ agosto scorso, dietro quelle mura, una persona è stata suicidata dallo stato nella sua cella rovente, riuscendo a uscirne soltanto con l’ inutile tentativo di raggiungere l’ ospedale.
E se nelle gabbie dello stato lo spazio è già infinitamente insufficiente, a toglierne ulteriore ci pensano i decreti legislativi di un governo che fa dei suoi vessilli sicurezza e repressione.

L’ ultimo, approvato qualche giorno fa, estende il fermo preventivo, già in vigore nel pacchetto sicurezza, anche ai minori di 18anni.
Lo scopo è palesemente quello di profilare razzialmente quella fascia di giovani che fino ad ora venivano “soltanto” fermati dagli sbirri e sparati a sangue freddo nei parchi di Rovereto,come Abderrahim Mansouri, o investiti sotto le gazzelle delle guardie, come Ramy.
In materia di misure preventive il governo Meloni ha dimostrato di averle adottate come strumento prediletto per affogare il dissenso con punizioni esemplari, inasprendo sempre di più le pene ed estendendo il potere d’ intrepretazione della legge a sbirri sempre più armati e legittimati.

Ed è proprio nel colpire chi lotta che queste misure trovano la loro massima espressione,come il rinnovo del regime di tortura del 41bis ad Alfredo.
Come il carcere preventivo a Luigi e Bak che da 8 mesi sono agli arresti in attesa di giudizio.
Come le indagatx del 16 giugno rilasciatx settimana scorsa dopo due settimane agli arresti con la sola “prova” di possedere fanzine di carta, operazione evidentemente costruita con la squallida scusa di sgomberare lo spazio del Bencivenga.
O ancora come le 91 persone schedate per aver espresso solidarietà a Sara e Sandro sul luogo della loro morte.

Se il potere costituito si illude di riuscire ad affogare la libertà sotto una pioggia di decreti legislativi attraverso il ricatto della prigione, resistere in questa tempesta liberticida, oltre ad essere una necessità inalienabile, è un compito indispensabile alla frantumazione di un sistema sempre più elitario e fascista.
Quando la repressione è legge la rivolta è dovere

Contro ogni frontiera e ogni prigione
Libertà per tuttx!

 A fianco di Alfredo, Anna, Juan, Bak, Luigi, Pietro, tuttx le indagatx del 16 giugno e tuttx lx detenutx

SULL’OPERAZIONE ANTIANARCHICA DEL 16 GIUGNO 2026

Riceviamo e diffondiamo dall’Assemblea NO CPR Milano:

L’operazione del 16 giugno 2026 non può lasciarci indifferenti. In quanto persone che si organizzano contro i CPR, ci fa rabbia e ci spinge all’azione ogni strumento che lo stato adopera per bloccare i corpi dentro le strette maglie di ciò che è permesso e di ciò che non lo è, in nome di un ordine democratico da difendere e dei suoi confini da salvaguardare.
Sappiamo bene quanto questo fantomatico ordine da difendere sia basato su gerarchie razziste e classiste, e per questo non possiamo che essere profondamente solidalx con chi cerca di metterlo in discussione. Ma, oltre al desiderio di esprimere solidarietà, questo testo punta anche a mettere in luce alcuni aspetti in comune tra la repressione che subiscono alcune figure che lo stato identifica come nemiche. Che si tratti di persone in movimento o di chi crede che lo Stato sia una contingenza storica oppressiva e non necessaria, quello che constatiamo con angoscia è la continuità dei dispositivi tecnologici e di controllo che vengono adoperati. Infatti, se di per sé non sono niente di nuovo le operazioni ‘anti-anarchiche’ e le indagini per 270, se è vero che non c’è alcuna novità particolare nel fatto che lo Stato cerchi di controllare chi può attraversare e stanziare nel suo territorio e chi no (si tratta di uno dei suoi obiettivi fondanti), quello che rappresenta una novità è la capillarità con cui alcune nuove tecnologie si diffondono silenziosamente nelle vite di tutti i giorni, fornendo materiale per operazioni giudiziarie fondate sul nulla, controllando ogni azione che avviene durante un corteo, o ancora tracciando gli indesiderati da rispedire oltre i confini della Fortezza Europa.

Qui il testo PDF

AGGIORNAMENTI IPOGEO: X COMPAGNX SONO FUORI DAL CARCERE!

Diffondiamo:

Dopo il rinvio a giudizio al 15 settembre deciso dal giudice all’ultima udienza del 14 luglio, gli avvocati hanno richiesto istanza di scarcerazione per x nostrx compagnx. Siamo felici di comunicare che Luigi è stato scarcerato, con obbligo di firma e di dimora e restrizioni notturne. Ad Ale, è stata revocata la misura dei domiciliari con obbligo di firma e di dimora e restrizioni notturne. Bak è tornato ai domiciliari per le cautelari del processo relativo ai fatti del carnevale no ponte e l’avvocato farà presto istanza per la loro revoca; purtroppo per B. dobbiamo ridimensionare l’entusiasmo, per ora!  […]

Continua: https://epigea.noblogs.org/aggiornamenti-ipogeo-x-compagnx-sono-fuori-dal-carcere

AGGIORNAMENTO OPERAZIONE IPOGEO: BAK E LUIGI SONO FUORI DAL CARCERE

Diffondiamo:

Dopo il rinvio a giudizio al 15 settembre deciso dal giudice, gli avvocati hanno richiesto istanza di scarcerazione per i nostrx compagnx, siamo felici di comunicare che Bak e Luigi sono statx scarceratx, con obbligo di firma, di dimora e restrizioni notturne.
Ad Ale è stata revocata la misura dei domiciliari con obbligo di firma e di dimora e restrizioni notturne.

Tuttx liberx!!
Palestina Libera!!
No 41bis!!
No ponte!!
Fuoco a tutte le galere!!!

PALERMO: PRESENTAZIONE DELLA RIVISTA “IL MOVENTE”

Diffondiamo:

«Chiedendo “cosa ci muove?” impariamo cosa ci paralizza e costringe – i loro come. Chiedendo “cosa ci muove?” sperimentiamo e mettiamo alla prova chi siamo e chi possiamo essere – i nostri come. Nel porci la domanda, evadiamo la banalità mortifera delle certezze e apriamo alla condivisione di intuizioni, strumenti e tentativi di risposta. Cosa ti muove?»

Puoi leggere la rivista integrale qui: ilmoventerivista.noblogs.org/chi-siamo/ o acquistarla cartacea presso il banchetto distro, insieme a molti altri testi di critica radicale – benefit cassa antirepressione VUMSeC

a seguire APERITIVO BENEFIT in sostegno dellx compagnx inguaiatx a seguito degli arresti per “terrorismo” dello scorso 16 giugno + AGGIORNAMENTI SULLA SENTENZA di primo grado per l’Operazione Ipogeo

venerdì 17 luglio dalle 18.00 – Piazza Sant’Agata alla Guilla (Palermo)

DA NORD A SUD: CHI DEVASTA E SACCHEGGIA É LO STATO. CON BAK, LUIGI E LE IMPUTATX DELL’OPERAZIONE IPOGEO

Diffondiamo:

Oggi 14 luglio alcunx nostrx compagnx verranno giudicatx per un corteo avvenuto a Catania nel maggio 2025, contro l’inasprimento delle misure repressive introdotto dal DL sicurezza. Tra le accuse anche “devastazione e saccheggio”, quel reato di fascisti natali volto a colpire pochx per la rabbia di moltx, e a fare in modo che il conflitto non dilaghi per le strade.
Bak e Luigi stanno affrontando mesi di detenzione preventiva per aver scelto da che parte stare. Li vogliamo liberi subito. É bene che lo Stato sappia che non staremo fermx a guardare mentre ci stringe il cappio intorno al collo. La determinazione di quel corteo ci appartiene. Siamo complici e solidali con chi si rivolta a questo presente di gabbie, guerra, sfruttamento e miseria.

Chi devasta e saccheggia é lo Stato.

Al fianco di Bak, Luigi e lx imputatx dell’operazione Ipogeo.

Liberx tuttx

Compagnx da Bologna

IN ESTATE CI SONO DUE CERTEZZE: IL CALDO E UN’INCHIESTA ANTI-ANARCHICA. UN TESTO DA NAPOLI

Diffondiamo da Napoli:

“Odio l’estate”

Sulle note di Bruno Martino

Niente di nuovo sotto al Sole.

In estate ci sono due certezze: il caldo e un’inchiesta anti-anarchica.

Le giornate che si allungano, l’asfalto che brucia e, con puntuale infamità, la Magistratura Antimafia e Antiterrorismo (DNAA) che si premura di mandare qualcuno al fresco.

A prima (s)vista sembrerebbe l’ennesimo gioco d’animazione che, almeno dagli anni ’90 li fa divertire ogni stagione. Se non fosse che …

Qualcosa di nuovo sotto al Sole c’è sempre

A questo nuovo giro di vite, tra le 5 e le 6 di mattina del 16 giugno, la Procura di Roma ha sguinzagliato digos e polizia per tutta Italia con 18 mandati di perquisizione (per case di compagnx, familiari e due spazi occupati) e 7 mandati di arresto per compagne e compagni per un’inchiesta per associazione con finalità di terrorismo (270 bis) e con l’accusa di aver sabotato la linea dei Treni ad Alta Velocità (TAV) in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Approfittando ulteriormente della già infame inchiesta, al termine delle perquisizioni, ci vengono strappati altri due compagni, imprigionati con l’accusa di 270 quinquies TER per il ritrovamento di alcuni opuscoli.

Il reato di autoaddestramento (270 quinquies) è stato usato per decenni nei confronti dei cosiddetti terroristi islamici, perlopiù persone arabo-islamiche sbattute in galera per aver scritto o consultato sui social cose che non piacciono agli stati occidentali. Questo nuovo strumento repressivo doveva servire a colpire quelli che sono stati definiti semplicisticamente e opportunisticamente “lupi solitari” che si radicalizzano da soli, ma in sostanza ad avere nuovi strumenti per colpire ogni “terrorista” senza ricorrere all’impianto associativo. È così che Ahmed Salem è stato condannato a 4 anni di galera per la presenza sul suo telefono di alcuni video della resistenza palestinese.

Circa tre anni fa, abbiamo iniziato ad assistere all’ulteriore espansione di questo dispositivo repressivo. Era la prima volta che questa accusa veniva utilizzata nella storia della repressione antianarchica quando a Napoli un compagno veniva accusato di 280 bis (attentato con finalità di terrorismo) aggravato, appunto, da 270 quinquies. Cogliamo l’occasione per aggiornare sul fatto che questo processo a Zac, che si era concluso nel luglio 2024, ricomincerà il prossimo 16 luglio, perché il PM, evidentemente indispettito dall’esito, ha presentato appello contro l’assoluzione.

In quel contesto scrivevamo: “Nei decreti sicurezza di prossima introduzione si prevede l’inserimento del reato di <detenzione di materiale con finalità di terrorismo>: in parole povere, uno stesso materiale letto da una persona qualunque e letto da un anarchico, diventa reato nel secondo caso. Riuscirà Willy il coyote (proprio il cartone animato) guardato da un anarchico, a sfuggire alla finalità di terrorismo?”

[Warner Bros. annuncia uscita Coyote Vs. Acme nel 2023 – Lo Spazio Bianco][willy coyote][154 immagini, foto stock e illustrazioni esenti da diritti d’autore a tema Wile coyote | Shutterstock]

Più che facili previsioni, facevamo i conti con una realtà. Quel pacchetto sicurezza è infatti poi diventato legge, comprendendo il nuovo articolo 270 quinquies TER, che ha determinato un’ulteriore estensione della sua già arbitraria applicabilità.Con il reato di 270 quinquies era punito il fatto di aver acquisito anche autonomamente istruzioni per la fabbricazione di armi, materiali esplosivi, sostanze chimiche/batteriologiche e altre pratiche e metodi finalizzate ad atti di “terrorismo” inclusi i sabotaggi, ma la detenzione di materiale di questo tipo doveva essere unita sul piano probatorio ad altre condotte concretamente collegabili con la finalità di terrorismo. Con la nuova fattispecie, invece, è punita direttamente e per sé la sola detenzione di materiale contenente questo tipo di istruzioni o informazioni, o anche per il solo fatto che provengano da gruppi considerati terroristici. Data l’estrema indeterminatezza, ci sembra evidente la funzione preventiva e deterrente di questa norma, funzionale a garantire con molta più facilità l’arresto immediato di chiunque venga trovato in possesso di materiali cartacei o digitali considerati pericolosi.

Allora vediamo che ad ogni nuova operazione antianarchica qualcosa di nuovo da sperimentare sotto al sole c’è sempre. In genere si tratta piuttosto della combinazione tra vecchi e nuovi strumenti repressivi. Stare a vedere cosa ci combinano questa volta gli scienziati della DNAA riguarda tutti coloro che scelgono di lottare contro un mondo di guerra e sopraffazione. Perché ogni arma puntata oggi contro qualcuno, domani potrebbe cambiare la mira. Il lavoro per mettere fuori gioco chi si mette di traverso ai calcoli del potere si ristruttura di continuo: in una società sempre meno pacificata, le strategie repressive diventano sempre meno selettive, e il mirino può allargarsi fino a includere tutti i nemici e le nemiche dell’autorità. È successo col 270 bis, con l’Alta sicurezza, col 270 quinquies, col 41 bis, col Daspo, con la Sorveglianza speciale. Questa lista si allungherà se lo sconfinamento delle armi del potere non trova argine.

Per ravvivare una narrazione triste.

La narrazione acchittata dai media non sembra affatto casuale, ma semmai diretta emanazione della superprocura nazionale che indaga per reati di mafia e terrorismo (DNAA). Il codice dell’antiterrorismo, basato sulla punizione dell’autore per ciò che è e per ciò che rappresenta, non è molto diverso da quello dell’antimafia, tanto quanto il linguaggio usato. Se al TG1 gli anarchici diventano “pianificatori della strategia della tensione” che si riuniscono in “covi come la mafia”, il popolo dovrebbe necessariamente pensare che valga la pena “metterli in galera e buttare la chiave”, come del resto accetta che venga fatto coi “mafiosi”. Tanto di guadagnato per la magistratura che a combattere anarchici, mafiosi e islamici tutti insieme ci guadagna finanziamenti e salti di carriera senza incontrare ostacoli.

L’altro ieri i rivoluzionari come bruti sanguinari, ieri gli anarchici come kamikaze, oggi anarchici come mafiosi. Ogni relazione in lotta per la libertà viene impigliata nella narrazione di una rete associativa con finalità di “terrorismo” con metodi “mafiosi”, e i terroristi-kamikaze-mafiosi disegnati come mostri a tre teste. Loro non possono immaginare e proporre altro da questo. Noi dal canto nostro non possiamo che immaginare una vita libera da ogni forma di oppressione imposta e non possiamo che proporre di agire per realizzarla. Con ogni mezzo conseguente a questo fine. Oggi come ieri e l’altro ieri, qualcuno trova dentro di sé e con altri aneliti di anarchia per cui vale la pena vivere. Questo siamo. Alla malora il resto.

Per non credere alle favole.

Crediamo dunque nel caos, ma non nel caso. Non è un caso neppure che le richieste di arresto presentate al GIP due mesi fa siano state firmate proprio nei giorni in cui si discuteva il ricorso per l’applicazione del 41bis ad Alfredo, infine rigettato come da copione. A beffarsi di chi negli ultimi mesi ha creduto nelle favole sulla riforma della giustizia, sulla differenza tra giudici buoni e cattivi, sulla giustizia della giustizia, la realtà dimostra che le bugie hanno le gambe corte.

Il magistrato è di nuovo nudo, e fa pure schifo. Il sistema giustizia è irrimediabilmente al servizio della politica. Non c’è controriforma che possa salvarlo dal diventare peggiore di quello che è. I tribunali, rossi o neri che siano, servono a punire chi non sta alle regole del gioco. Le parabole con cui raccontano e ingabbiano le nostre esistenze in quelle aule grigie non sono mai a lieto fine. Innocenti, colpevoli, assoluzioni e condanne sono il vocabolario morto di una lingua di legno, che in ogni caso si traduce in anni di udienze, carcere, preventivi, misure di sorveglianza, domandine, colloqui, microspie, videocamere, eccetera, eccetera, eccetera. Il processo rituale della giustizia, esercitato da uomini e donne in toghe nere e fasce tricolore sarà sempre e comunque la perversa riproduzione del trionfo della loro civiltà (anche se in quegli istanti ci sembra di vedere neanderthaliani vestiti di pellicce che pronunciano parole incomprensibili agitando e sbattendo una clava).

Ma dove corre quella bugia con le sue gambe corte…

Sappiamo molto bene che è lo Stato a seminare terrore indiscriminato come qualunque religione, a estorcere soldi a chiunque come una mafia, e a compiere stragi come…qualunque Stato. (Proprio in questi mesi il caso Delmastro fa da parafulmine a un intero sistema che funziona così; nessuno sdegno se proprio in questi giorni si propongono risibili condanne agli stragisti del ponte Morandi, mentre chi si è ribellato al Ponte sullo stretto è ancora in galera).

Quando tra un piagnisteo e un altro, Salvini prova a ripulirsi di tutta la merda che gli è stata lanciata negli ultimi anni sul pessimo funzionamento dei trasporti, dicendo che gli anarchici seminano il panico tra la povera gente che deve andare a lavorare…diciamo solo due cose. La prima è che la povera gente solo raramente prende la TAV per andare a lavorare. La seconda è che la sua “povera” TAV è a tutti gli effetti un’infrastruttura di guerra. È per questo che da anni azioni, blocchi e scioperi mettono in crisi il suo già inutile ministero…e il militarismo europeo.

Dal 2016, i Piani d’azione per la mobilità militare dell’Unione europea hanno iniziato a prevedere che tutte le infrastrutture dei trasporti venissero convertite in funzione dual use (civile e militare), in vista di una possibile guerra con la Russia. L’ultimo accordo del 2024 tra Rete Ferroviaria Italiana e Leonardo s.p.a. per la militarizzazione digitale delle ferrovie dice tutto: far viaggiare armi sempre più pesanti su treni sempre più veloci.

È per questo che con particolare foga si reprimono le lotte contro ponti, ferrovie… e olimpiadi…di guerra. E sì, è piena la storia di parate mondiali che a colpi di giochi e a suon di concerti, applausi e fuochi d’artificio distolgono lo sguardo dei popoli da bombe che cadono altrove. (Lo sanno bene anche le periferie di Napoli dove l’Occidente in guerra sta acchittando la prima mondiale dell’America’s Cup, una competizione velistica di lusso su un territorio già devastato dall’industria).

Vite di lavoratori, ettari di boschi e interi palazzi sono caduti per permettere a quei treni di passare e a questi circhi internazionali di illudere che tutto scorra sui binari morti della normalità. Ma dove oggi viaggiano gli atleti, domani viaggeranno i militari.

E non finisce qui

Tornando al 16 giugno…Nel corso di quella giornata di merda, oltre a 7 compagnx in carcere e 2 compagne confinate ai domiciliari, con un altro infame colpo di coda il Bencivenga occupato viene sgomberato. Il mandato di perquisizione e arresto sopraggiunto sul posto a carico di due compagni inquisiti si trasforma magicamente nell’espulsione di tutti gli abitanti, nella messa al bando di uno spazio di vita e di lotta per tutti coloro tra noi che nei suoi 25 anni di storie siamo cresciuti anche tra quelle mura spesse, tra quei pavimenti di cemento abbiamo coltivato relazioni, davanti al fuoco ci siamo scaldati dell’amore per una vita diversa e della rabbia per quella complice indifferenza che manda avanti il mondo così com’è. Inutile dire che murare le sue porte e sporcarle con un ridicolo vessillo dell’Italia unita non potrà mai rimuovere l’esperienza di chi ha scelto di vivere pezzi di vita libera insieme. Né tutto ciò che ne rimane; che non è poco in un mondo dove si muore di apatia e solitudine.

Per non concludere.

Per ogni posto e compagn che ci viene strappato siamo sicure di incontrarne ancora altri. Per continuare a lottare per la liberazione di chi è dentro tanto quanto per la nostra. La solidarietà verso i compagni prigionieri è solidarietà verso noi stessi, che per sempre più motivi potremmo finire da quella parte, e che da qua fuori viviamo l’oppressione contro cui loro hanno lottato fino a essere repressi. È per questo che solidarietà significa continuare le lotte, ogni giorno con un motivo in più.

Con Sara e Sandro nel cuore,

Al fianco di Bibi, Micol, Nico, Toni, Arnau, Ste, Pietro, Giulia e Luna. Contro ogni prigione. Per l’anarchia.

Compagne e compagni a Napoli

FERRARA: RESOCONTO DEL PRESIDIO AL CARCERE DI VIA ARGINONE DI VENERDÌ 10 LUGLIO

Diffondiamo:

Venerdì 10 luglio si è tenuto a Ferrara un presidio sotto alle mura del carcere dove fino a giovedì 9 luglio era tenuto prigioniero il nostro compagno Nico, trasferito lì in AS2 a seguito degli arresti del 16 giugno.
Nonostante il rilascio di Nico insieme allx altrx compagnx per cui il riesame ha disposto la revoca delle misure cautelari, si è deciso comunque di portare la nostra solidarietà a tutte le persone detenute nel carcere di via Arginone.

Per un paio d’ore il presidio ha rotto l’isolamento con musica e interventi, scatenando una bella risposta da dentro. Abbiamo ripercorso i fatti del 16 giugno, ricordando i nostri compagni Tony e Pietro ancora in carcere con l’accusa di 270 quinquies-ter, “terrorismo della parola”, perché oggi anche solo immaginare di rivoltarlo questo mondo è qualcosa che lo stato non intende permettersi, così anche la detenzione di qualche opuscolo o video ritenuto “pericoloso”, basta a rinchiudere compagnx e nemici interni nelle patrie galere.

Siamo andati sotto al carcere di Ferrara, per dire che no, non ci annichiliscono.

È stata portata solidarietà a Ra’ed Dawoud, prigioniero palestinese nell’alta sicurezza ferrarese, arrestato lo scorso 27 dicembre con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo internazionale.
Vi sono stati interventi di solidarietà rivolti a tutte le persone che affrontano sulla propria pelle il razzismo di stato e l’oppressione carceraria, e che continuano a rivoltarsi da dentro, ma anche a chi resiste al di fuori delle mura di questa società carcere militarizzata in cui si consumano guerre, genocidi e devastazioni in nome del cosiddetto “ordine democratico dello Stato“.

Fa paura a chi detiene il monopolio della violenza pensare che si capisca che chi ha il potere non è intoccabile.

Lx prigionierx si sono fatti sentire con urla e fischi, e sebbene le loro parole non ci arrivassero chiare, ci è arrivata tutta la determinazione delle loro voci!

Ricordiamo il presidio al carcere di Ferrara sabato 18 luglio alle 18, al fianco di Dawoud e tuttx le prigionierx palestinesx

Con Pietro e Tony, con Alfredo. Con Bak e Luigi, con Dawoud

TUTTX LIBERX

SICILIA: PROIEZIONI DI “181 GIORNI CONTRO IL 41 BIS”

Diffondiamo:

Proiezioni di “181 giorni contro il 41 bis”, documentario che racconta la mobilitazione e le proteste in solidarietà con Alfredo Cospito, e il suo lungo sciopero della fame contro 41 bis ed ergastolo ostativo.

MESSINA
Sabato 11 luglio h.19
Piazza Casa Pia
Cena benefit, proiezione del documentario e dibattito

CATANIA
Domenica 12 luglio h.19
Parco Falcone
Hummus e birrette benefit inguaiatx
Chiacchiere su carcere e repressione

CHIUDERE IL 41 BIS 
LIBERX TUTTX

BOLOGNA: CONTRO QUESTO MONDO, CONTRO LE OLIMPIADI Di GUERRA, SOLIDARIETÀ AX NOSTRI COMPAGNX

Diffondiamo:

Ieri un gruppo di compagnx ha interrotto rumorosamente la placida attesa dei bolognesi che aspettavano l’inizio di uno spettacolo della rassegna del cinema sotto le stelle in Piazza Maggiore. L’intento è stato quello di urlare la solidarietà ax compagnx arrestatx il 16 giugno, con volantini, torce e un grande striscione con scritto: contro le olimpiadi di guerra. Con Mic, Ste, Nico, Arnau, Toni, Bibi, Pietro, Giulia, Luna.

Di seguito il testo dei volantino distribuito:

Siamo qui oggi per portare tutta la nostra solidarietà ai compagnx arrestati il 16 giugno a seguito di un’operazione repressiva che ha coinvolto diverse città, tra cui la nostra. Sono accusati di associazione con finalità di terrorismo, inoltre, tra i capi di imputazione compare un sabotaggio all’alta velocità in concomitanza di quella macchina di distruzione chiamata Olimpiadi. Quell’evento che dietro la facciata dello sport e del dialogo, nasconde gli interessi dei signori della guerra e della devastazione. Un momento in cui mentre si celebra la “multiculturalità” si ignora che le frontiere sono luoghi di morte e respingimento, come le nostre città, dove esistono luoghi in cui rinchiudere le persone che non hanno i documenti giusti e chi lotta contro quest’ordine di cose. Lo stesso trucco che usa la città di Bologna, che si maschera di inclusione e veste di grandi eventi, ma lascia senz’acqua ad asfissiare le persone detenutx alla Dozza in condizioni disumane. Le roventi strade che attraversiamo ci ricordano come gli eventi climatici estremi di questi giorni ricadano sulla pelle di pochx e siano il risultato diretto di politiche di sfruttamento di corpi e territori.

I nostrx compagnx sono accusati di voler sovvertire questo mondo e noi siamo al loro fianco. Sappiamo che non c’è fatto più spaventoso per lo stato di sapere che esiste la possibilità di pensare e creare un altro presente, qui e ora.

Con Mic, Ste, Nico, Arnau, Toni, Bibi, Pietro, Giulia, Luna e tuttx lx prigionierx