Vignola: arriva il daspo urbano

Dal 1° settembre in tutta l’area dell’Unione Terre di Castelli (Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Guiglia, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola, Zocca) sarà possibile per le forze dell’ordine utilizzare il daspo urbano per allontanare soggetti indesiderabili,  individualità dissidenti e marginalità sgradite.

La misura, voluta dalla sindaca di Vignola Emilia Muratori (PD) in qualità di assessore dell’Unione con delega alla Sicurezza, potrà essere applicata a luoghi pubblici come le autostazioni, le stazioni dei treni, i centri storici, i servizi sanitari, le scuole,  le fiere, oltre che ai mercati e agli spettacoli, ai parchi, ai centri sportivi e ai luoghi della cultura.

Link: https://www.comune.vignola.mo.it/comune/sindaco/vignola_informa/entra_in_vigore_dal_1settembreil_daspo_urbano.htm


Arriverà quella soglia di saturazione in cui l’insieme delle oppressioni e delle discriminazioni sistemiche diventerà inaccettabile?

Il tema del “decoro”,  trasversale a tutte le forze politiche destre e sinistre, continua ad alimentare una macchina della sicurezza sempre più infame e affamata: ad ogni provvedimento restrittivo ne consegue un altro più duro.

Il disciplinamento esasperato di ogni aspetto della vita sta alimentando sempre nuovi ‘mostri’ su cui scaricare insicurezza e timori: sicurezza, controllo, disciplinamento e sanzionamento preventivo,  diventano i nuovi paradigmi su cui fondare relazioni e legami in una sempre piu ampia disumanizzazione delle relazioni sociali.

Mentre nei programmi scolastici le istanze femministe e transfemministe vengono depoliticizzate, strumentalizzate e spogliate della loro intrinsceca conflittualità (chi propone il daspo urbano è lo stesso che vuole “cambiare una mentalità patriarcale e retriva”), l’asse portante del controllo patriarcale attraverso cui si perpetra la riduzione strumentale e svilente delle persone a oggetti diventa sempre più forte.

La dottrina della “tolleranza zero”,  la retorica militare della “guerra” al “crimine”, al “nemico”, all'”invasore”, all'”alieno”, la “difesa” e “riconquista” (fortificazione/colonizzazione) dello spazio (riqualificazione e messa a profitto) si accompagnano alla morale “disinfettante” della “pulizia” e del “decoro”.

Neoliberismo e iper-regolazione penale vanno di pari passo: naturalizzare le ingiustizie sociali e puntare sulla “sicurezza” è utile a legittimare e fomentare tutte quelle paure che possono essere strumentalizzate in funzione di consenso.

Normare in senso punitivo serve a garantire la necessità neoliberista di  manodopera salariata sottopagata: l’essere inseritx o meno nella catena dello sfruttamento diventa condizione/presupposto minimo per esistere. Chi è contro, fuori, sotto, o ai margini di questa condizione deve essere neutralizzato poichè mette in discussione l’ordine costituito.

Gli spazi pubblici, inibiti all’incontro libero e generativo, diventano il bersaglio di una macchina repressiva  sempre più specializzata nel rendere invisibili le contraddizioni sociali prodotte dal capitalismo:  identificare, preventivamente allontanare, rinchiudere e castigare tutte quelle soggettività che queste contraddizioni subiscono ed esprimono serve ad impedire qualsiasi possibilità di liberazione,  autodeterminazione e messa in discussione dei rapporti di potere ed oppressione che attraversano le città e le nostre esistenze.

Resistere a tutto questo è una responsabilità di tutte e tutti.

Bologna e Imola: lo “street tutor”, la nuova ronda cittadina

Ronde istituzionalizzate? No, qui li chiamano “facilitatori di strada per le zone della movida” per “attività di prevenzione dei rischi e di mediazione dei conflitti”.

Come cambiano le carte in tavola quando si gioca con le parole! Succede che ti trovi le ronde per le strade e nessunx si è oppostx.

Sul sito del ministero dell’Interno che ne dà notizia è possibile leggere che “l’iniziativa rientra nell’ambito dell’accordo sulla sicurezza integrata stipulato tra Regione Emilia Romagna e prefettura di Bologna, nonché della normativa nazionale sulla sicurezza urbana e di quella regionale che ha previsto, nell’ambito della riforma della polizia locale del 2018, l’introduzione di tale figura professionale.”

Per istituire questa ‘nuova figura professionale’che solcherà le strade della città vetrina bolognese e imolese sono stati previsti ‘finanziamenti ad hoc’.

“Con un apposito corso sono stati formati i primi 18 aspiranti street tutor con la collaborazione della scuola interregionale di polizia locale. In qualità di docenti anche dirigenti della Polizia di Stato e ufficiali dell’Arma dei carabinieri.”

Una bella formazione con dirigenti della polizia e carabinieri come  ‘docenti’ per 18 aspiranti sbirri di quartiere (120 euro, 10 ore di lezione e passa la paura, anche le guardie mancate potranno avere il loro riscatto, in rete si trovano enti di formazione che propongono il corso ‘professionalizzante’).

“Opereranno, già dalla fine di giugno, in spazi adiacenti ai locali, nelle aree più delicate della città individuate dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e in luoghi nei quali si svolgono eventi pubblici.”

La Lega, in linea di continuità, va già oltre chiedendo che si abbandoni l’ipocrisia dell’impiego degli street tutor soltanto per locali, ‘movida’ e iniziative pubbliche legate all’intrattenimento, per estendere la possibilità del loro impiego in maniera generica alle ‘aree più turbolente della città’.

Le vie bolognesi nel mirino al momento sono via delle Moline e via Mascarella, assieme a piazza San Francesco.

A Imola verranno impiegati nell’area del centro storico (con particolare attenzione a piazza Matteotti e piazza Gramsci, via San Pier Grisologo, Vicolo Giudei, al Centro Intermedio in viale Carducci), nella zona della stazione ferroviaria e nel quartiere Pedagna (in particolare piazza Mozart).

Sempre il sito del ministero dell’interno fa presente che “l’impiego delle nuove figure assume grande rilevanza nell’attuale contesto di vigilanza per il rispetto delle norme di comportamento richiesto per la prevenzione della diffusione dell’epidemia da Covid-19.”

E che fai! Le norme anticovid non gliele metti?! Una chiara iniziativa con intento sanitario!

In Piazza San Francesco proprio in questi giorni a Bologna un esempio di salute pubblica: uno street tutor fa intervenire la polizia che denuncia un uomo “di origine messicana” perchè “infastidiva un cliente seduto ad un dehor”.

Il ‘buttafuori per risolvere i conflitti di strada’ è in realtà un buttadentro vestito di democratica retorica.

A quanto pare i nuovi paladini della strada “saranno in contatto tra loro tramite auricolare e avranno un referente alla polizia locale, con cui comunicare direttamente in caso di necessità.” (qui)

Bolzano: carabinieri con cani antidroga allo Skatepark

Da: https://oltreilponte.noblogs.org

Nel pomeriggio di venerdì 16 aprile, sui prati del Talvera di Bolzano è stata messa in scena dall’Arma dei carabinieri un’operazione antidroga con l’impiego delle unità cinofile. Militi con cani antidroga al seguito sono arrivati in forze allo skatepark, particolarmente affollato da ragazzi e ragazze che si stavano godendo la giornata di sole, effettuando perquisizioni a ragazzini spesso minorenni, in cerca di qualche grammo di fumo.

Piazza verdi: uomo schiacciato a terra

Liberiamo nelle brughiere…

Mentre l’indignazione da social si scatena per i fatti terribili che avvengono altrove, nessuno pare abbia voglia e intenzione di prendere atto invece di quanto sta accadendo proprio qui, e andando proprio verso quella direzione.

La militarizzazione della città ha dato campo libero alle forze dell’ordine di scaricare l’emergenza su chi vive già in condizioni di marginalità, isolamento ed esclusione.

L’emergenza è stata sfruttata per ripulire le strade da indecorose presenze quali senza fissa dimora, ambulanti, senza documenti, sexworkers e tutte quelle persone non gradite alle città vetrina.

In piazza verdi l’altro ieri uno schieramento di forze dell’ordine si è accanito su un uomo per un commento ironico rivolto alle divise. La persona è stata accerchiata e ammanettata.
Il tentativo di non farsi portare in questura dell’uomo ha scatenato l’ira degli agenti:  strattonato, spintonato per terra, è stato infine caricato in macchina con la forza, sotto lo sguardo basito degli avventori.

Le foto non rendono giustizia dell’ingente schieramento di polizia e della brutalità dell’intervento che ci viene raccontato da un passante, ma si vede bene la sproporzione della forza su un uomo disarmato,  l’uomo è a terra e gli agenti sono piegati su di lui.

 

Bologna: multe antibivacco e accattonaggio in via Indipendenza

03 Aprile 2021

Fonte: https://bologna.repubblica.it/cronaca/2021/04/03/news/bologna_multe_anti_bivacco_in_via_indipendenza-294943119/

BOLOGNA – I carabinieri di Bologna, insieme alla polizia locale, hanno sanzionato sei clochard durante un servizio finalizzato alla tutela della salute pubblica, con riferimento alla norma che vieta “bivacco e accattonaggio” e che prevede una multa che va dai 100 ai 500 euro. L’intervento, si legge in una nota, “è stato necessario per risolvere una situazione che stava turbando i residenti per la presenza assidua dei sei clochard, di nazionalità rumena, che si erano accampati con materassi, coperte e cartoni in vari punti di via Indipendenza, rifiutandosi di ricevere gli aiuti sociali”


Rastrellamenti a Catania, violenza poliziesca nel quartiere San Berillo

Rastrellamenti sulle marginalità oppresse,  guerra ai poveri sempre più violenta.

Fonte: lasiciliaweb.it

“Gravissima violenza a San Berillo: lavoratrici del sesso massacrate dalla polizia”

CATANIA: “Ieri nel quartiere abbiamo assistito a una dimostrazione di spropositata e gratuita violenza poliziesca” Racconta lo Sportello sociale San Berillo, associazione dello storico quartiere catanese.

“Alcune lavoratrici della zona sono state buttate a terra e percosse coi manganelli da numerosi poliziotti contemporaneamente. E’ solo un miracolo che nessuna sia rimasta gravemente ferita”

L’associazione spiega che “da mesi, oramai, il quartiere, colpevole di ospitare comunità di migranti e lavoratrici sessuali, è soggetto a quotidiane incursioni delle forze dell’ordine. Ma se di solito questo accanimento viene esercitato con l’intimidazione che chi veste una divisa può agevolmente esercitare nei confronti di individui che la nostra società spinge ai margini, stavolta le forze dell’ordine hanno voluto mostrare i muscoli. Sono stati violentemente picchiati gli abitanti del quartiere, colpevoli di avere osato riprendere col cellulare l’operato delle forze dell’ordine”.

In particolare, prosegue il racconto, “si è assistito a tre poliziotti che si accanivano sul corpo di una donna trans e la madre che disperata tentava di filmare quello che vedeva non potendo fare altro. Ma questo, evidentemente, non è bastato alle squadre di polizia che, per cancellare le prove di quanto appena fatto, hanno cominciato a fare irruzione e a perquisire, senza alcun mandato, la casa di una lavoratrice sessuale, all’interno della quale hanno continuato a picchiare chiudendo le imposte che davano sul balcone di fronte da cui si sarebbe potuto vedere”.

Inoltre, secondo l’associazione, “sono stati portati in questura anche i semplici passanti, ai quali sono stati sequestrati i cellulari. Abbiamo assistito a una sospensione dei diritti gravissima”.