Biblioteca

Una biblioteca per mettere in discussione i paradigmi del controllo patriarcale, capitalista e istituzionale, e rovesciare i modelli dominanti spersonalizzanti in cui siamo inserit*.
Alineat@ dentro e fuori da sovrastrutture sempre più strette e spersonalizzanti che ci legano e determinano, questa raccolta vuole essere uno spunto di condivisione e riflessione, per una riappropriazione del sapere oltre lo spazio normativo dell’istituzione.

( *La raccolta, in aggiornamento, può includere anche riferimenti e link a pubblicazioni “del nemico”, naturalmente non perchè “condivisi”, ma per comprendere meglio la retorica con cui il dominio predatorio capitalista e la violenza istituzionale vengono descritti, studiati e normati, dal diritto, dal mondo accademico e universitario, dell’associazionismo ecc. )


DIVIETO DI INFANZIA
Psichiatria, controllo, profitto

Di Chiara Gazzola e Sabastiano Ortu
2018

La tendenza della cultura occidentale a medicalizzare ogni fase della vita si estende all’infanzia e all’adolescenza codificando nuove diagnosi psichiatriche, colpevolizzando espressività e comportamenti, sancendo nuovi limiti di definizione delle presunte anomalie e offrendo all’industria farmaceutica proficui sempre più copiosi. La scuola pubblica è il luogo privilegiato per avviare, attraverso strumenti approssimativi, l’iter diagnostico. L’aumento esponenziale di certificazioni, sancite per catalogare ogni difficoltà dell’età evolutiva, induce alla prevaricazione dell’approccio clinico danneggiando la relazione educativa. Quali le possibilità di opposizione alla diffusione degli screening e a obiettivi formativi che limitano la libertà professionale degli insegnanti? Quali le alternative per i genitori? Affinché la fantasia, il senso critico e la libertà di scelta continuino a caratterizzare l’infanzia, tutta la comunità adulta dovrà difendere le nuove generazioni e la propria responsabilità tornando a riflettere sull’importanza dell’ambito sociale e relazionale.

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DISCOLA
Descolarizzare ancora la società

Di Bianca Bonavita
2019

In che modo la scuola ha formato e condizionato il nostro modo di essere e il mondo in cui viviamo? Quanto, nel bene e nel male, ha pesato nella vita di ciascuno di noi? Cosa ci ha dato? Cosa ci ha tolto? Riusciamo ancora a pensare un’educazione distinta dalla scuola o che, addirittura, ne possa fare a meno? Cinquant’anni dopo le riflessioni di Ivan Illich sulla descolarizzazione, Discola continua a pensarla possibile.

 

 

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ELETTROSHOCK
La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute

A cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
2014

Questo libro propone un viaggio nella storia delle shock terapie, che precedono e accompagnano l’applicazione della corrente elettrica al cervello degli esseri umani, per provocare uno shock, ritenuto appunto “terapeutico”. Il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud documenta come l’elettroshock non sia un metodo desueto, ma come esso continui ad essere utilizzato anche in Italia, dove lo si pratica in più di novanta strutture pubbliche e private. Per sfatare il mito che le shock terapie, comprese quelle elettroconvulsive, siano barbarie di altri tempi, gli autori propongono le testimonianze di persone in carne ed ossa, vive e vegete, che sono state sottoposte all’elettroshock. Inoltre ci informano che viviamo in un Paese nel quale vietare queste pratiche è stato dichiarato incostituzionale. Questo lavoro vuole essere uno strumento per ampliare la riflessione e il confronto sul delicato tema dei metodi terapeutici ai quali le persone, soprattutto quelle vittime di etichette psichiatriche, vengono costrette, il più delle volte senza esserne nemmeno informate.

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LA VITA QUOTIDIANA COME STORIA
Senza paura e senza psichiatria

Antologia di scritti di Antonietta Bernardoni, a cura del collettivo Bernardoni
2018

Antonietta Bernardoni (1919 – 2008) critica del sistema economico sociale vigente, fece costante riferimento al movimento operaio e alle sue organizzazioni, partecipò alla lotta partigiana, fu insegnate, medico condotto, terapeuta e ricercatrice. Avuti in mano i titoli accademici e il sapere ad essi legato non ci mise molto a constatare la miseria del paradigma medico/psichiatrico e a interrogarsi sul ruolo dello “specialista”. In questo testo la speciale esperienza di autogestione della salute dell’Attività Terapeutica Popolare a Modena.

La vita quotidiana come storia.
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CRIMINI DI PACE
Ricerche sugli intellettuali e sui tecnici come addetti all’oppressione

A cura di Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia
1975

F. Basaglia, F. Basaglia Ongaro, V. Dedijer, M. Foucault, R. Castel, R. Lourau, V.Accattatis, E. Wulff, N. Chomsky, R. Laing, E. Goffman, T. S. Szasz, S. Cohen, J. McKnight

Una riflessione a più voci sul ruolo dell’intellettuale e del ‘tecnico’ come funzionario del consenso e addetto all’oppressione.

 

CRIMINI DI PACE.
Ricerche sugli intellettuali e sui tecnici
come addetti all’oppressione – PDF


SALUTE/MALATTIA
Le parole della medicina

Di Franca Ongaro Basaglia
1982

“Salute” e “malattia” non possono più essere considerati fenomeni naturali, avverte l’autrice fin dalle primissime righe del suo libro, ma sono questioni che chiedono – entrambe – uno sguardo storico e critico.

[…] L’uomo, espropriato del corpo nel mondo del lavoro, nella vita sociale, determinato nell’individuazione stessa dei propri bisogni da una logica che non ha niente a che fare con la propria vita e a cui questa viene totalmente subordinata, è ora alla mercé di una medicina che produce più malattia di quanta ne riesca a curare e che copre con un intervento farmacologico – esteso e capillare, secondo le esigenze dell’industria farmaceutica – ciò che nell’organizzazione del lavoro e della vita sociale produce malattia.»

Quando le conoscenze scientifiche cominciano a strutturarsi in un corpo organico, di pari passo con lo strutturarsi del nuovo corpo sociale, la malattia – individuata, indagata, denudata agli occhi della scienza – comincia ad assumere un altro significato e attorno ad esso si comincia ad organizzare la terapia: la cura viene cioè ad assumere un modo diverso di esprimersi, con i suoi tecnici e gli spazi ad essa specificamente deputati. […] La malattia, nel diventare di pertinenza esclusiva di una medicina organizzata come corpo separato, non è che l’espressione dell’organizzarsi del corpo sociale a partire dalla divisione del lavoro e dalla divisione in sfere separate di tutti i fenomeni umani.”

Per uno sguardo sul testo: Rileggere F. O. Basaglia


NEMESI MEDICA
L’espropriazione della salute

Di Ivan Illich
1976

Una serrata analisi critica che demitizza l’istituzione medica. L’estrema medicalizzazione della società e la gestione professionale del dolore e della morte appaiono a lllich come l’esempio paradigmatico di un fenomeno di dimensioni più ampie. La “nemesi medica”, cioè la “vendetta”, la minaccia per la salute quale conseguenza di una crescita eccessiva dell’organizzazione sanitaria, è infatti solo un aspetto della più generale “nemesi industriale”, cioè degli effetti paradossali e delle ricadute negative di uno sviluppo abnorme della tecnologia e dei servizi.

 

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MEDICINA MALEDETTA E ASSASSINA

n’Dréa, 1992

La scrittura di Andréa si impone come strumento di riappropriazione dell’esprienza personale. Privato e politico si compenetrano per individuare le diverse forme di oppressione ed espropriazione che scienza e medicina, subordinate al Capitale, attuano su vite e corpi. Annichilita dall’alienazione della medicalizzazione del corpo ad Andréa non rimane altro che rimettere al centro del discorso politico, come sempre, la libertà, la scoperta di sé, oltre le gabbie istituzionali e i ruoli sociali imposti e previsti. Una presa di parola sul proprio corpo e sulla propria vita, sulla possibilità di un “discorso” del corpo e dell’esperienza fuori dal linguaggio e dallo sguardo scientifico e statale, ‘burocrazia del male’, che oggettiva ed espropria.

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UN CRIMINE CHIAMATO LIBERTÀ
Os Cangaceiros

Os Cangaceiros è un gruppo clandestino francese che si autodefinì come i Cangaceiros brasiliani, uno dei fenomeni di banditismo sociale più importanti della storia recente del Brasile. Nel rifiuto dello sfruttamento anche a livello individuale, il gruppo degli Os Cangaceiros in Francia attuava la pratica collettiva dell’esproprio, del furto e della rapina, senza rivendicarne una ‘trama politica’, ma considerando l’esproprio appropriativo e il riappropriamento individuale e collettivo, una pratica già politica, sociale e sovversiva in sè. La loro attività va dal 1984 ai primi anni ’90. Significative e numerose sono le azioni pubbliche a sostegno delle rivolte nelle prigioni e contro la repressione e, quelle ‘private’, per così dire, in sostegno ad evasioni o latitanze o comunque in   forme di concreta solidarietà con i reclusi. Accanto a ciò, pubblicavano  testi, sostanzialmente clandestini. Banditi sociali, alcuni dei quali pregiudicati per reati di tipo comune, tutti a perenne rischio di venire ospitati nelle patrie galere. “I nostri strumenti d’azione sono quelli che utilizza qualsiasi proletario: sabotaggio e vandalismo. Non facciamo azioni simboliche; creiamo disordine, come sanno fare correntemente gli operai in lotta, che bloccano strade e ferrovie, sabotano materiali, ripetitori della televisione, ecc..” Os  cangaceiros sfugge le classificazioni rigide, numericamente piuttosto ridotto, ma forte di una solida identificazione reciproca, il gruppo era caratterizzato da  un’importante amicalità tra i partecipanti. La loro pratica sovversiva ha il merito di non essersi limitata ad esprimere solo una critica teorica dell’esistente ma di aver alimentato e propagato anche una critica pratica conseguente.

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CRAVING FOR A REASON
Storia immaginaria di un annientamento reale

Di Elisa Bosisio ed Elena Mistrello
2019

Un fumetto che attraverso la storia di Valerie Solanas mette in luce quali dispositivi di potere hanno attraversato e letteralmente smembrato i corpi delle donne. Il fumetto indaga sulle ragioni che hanno portato alla schedatura psichiatrica di una  femminista radicale che ha premuto il grilletto, fino ad arrivare all’isterectomia forzata e al totale travisamento o misconoscimento della sua opera scritta: a parlarne c’è Eve, infermiera, un personaggio fittizio, una donna che si interroga sull’annientamento di un’altra donna.

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IL CARCERE MANICOMIO
Le carceri in Italia tra violenza, pietà, affari e camicie di forza

Di Salvatore Verde
2011

Questo libro denuncia la proliferazione di nuovi luoghi dell’internamento, indotta dal precipitare verso la forma carcere/manicomio di quel vasto panorama di istituzioni sociali nate con l’affermarsi dello stato sociale, e che avevano il compito di governare il disagio, la sofferenza, la devianza, la diversità.

 

 

Il carcere manicomio. Le carceri in Italia tra violenza, pietà, affari e camicie di forza by Salvatore Verde (z-lib.org)


41 bis
Il carcere di cui non si parla

M. Rita Prette
2012

Gli anni nei quali è stato scritto il testo dell’art. 41 bis dell’Ordinamento penitenziario sono quelli di confine tra l'”emergenza terrorismo” e l'”emergenza mafia, criminalità organizzata”. Non si vuole qui dare giudizi sui fenomeni sociali e politici richiamati. Si vuole invece portare l’attenzione sugli interrogativi suscitati dalle misure “emergenziali” adottate in relazione ad essi, in un Paese che si definisce democratico e che disattende la propria legge fondamentale. In questo libro si percorrono la storia recente del carcere e dei suoi dispositivi punitivi, seguendo la traccia delle emergenze che di volta in volta ne hanno determinato – o pretestuosamente consentito – l’evoluzione. Prendendo l’esperienza armata degli anni settanta come analizzatore, si presenta la nascita del 41 bis e del corollario di articoli di legge che, dal 1986 ad oggi, sono in uso per privare di ogni diritto quei detenuti dei quali si vuole, con la forza, cancellare l’identità per sostituirla con un’altra.

41 bis. Il carcere di cui non si parla by M. Rita Prette (z-lib.org)


Carcere e globalizzazione
Il boom penitenziario negli Stati Uniti e in Europa

Lucia Re
2010

Negli Stati Uniti, dal 1980 a oggi, la popolazione penitenziaria si è più che triplicata, superando i due milioni di detenuti. È un record mondiale, legato a un modello di repressione della criminalità ispirato alla ‘Tolleranza zero’. Questo modello si sta affermando anche in Europa e in molti altri paesi del mondo. La sua diffusione è indice di una ‘globalizzazione penitenziaria’ che minaccia le libertà individuali e l’uguaglianza sociale.

 

Carcere e globalizzazione.
Il boom penitenziario negli Stati Uniti e in Europa  – PDF


Asylums
Le istituzioni totali: i meccanismi dell’esclusione e della violenza.

Erving Goffman
1961

“Rovesciare la pretesa che le istituzioni dettino la loro logica alle scienze sociali, far «parlare» attraverso la rievocazione sociologica di semplici gesti la dimensione tipicamente umana della resistenza all’oppressione.”