ATENE-BOLOGNA: SOLIDARIETÀ CON PROSFYGIKA

Riceviamo e diffondiamo:

Nell’ambito dell’appello internazionale del Fronte Popolare Turco per uno sciopero della fame simbolico di un giorno il 15 maggio, in solidarietà con Prosfygika, un gruppo di compagni di Atene e Bologna ha deciso di aderire all’appello.
Questa giornata non è stata scelta affatto casualmente.
È il giorno in cui il compagno Aristotelis Chatzis sarà al suo 100° giorno di sciopero della fame(fino alla morte) e la compagna Suzon Doppagne al suo 15° giorno.
È anche la data dell’anniversario della “Nakba” (che in arabo significa “Catastrofe”), in cui quasi 1.000.000 di palestinesi furono espulsi dalla loro terra, con lo scopo di creare lo stato assassino di “Israele” e l’ulteriore espansione dell’entità sionista-tirannica.
Da allora ad oggi, i nostri fratelli e sorelle palestinesi non hanno mai smesso di lottare per il ritorno alla loro terra.

SOLIDARIETÀ CON PROSFYGIKA.
SOLIDARIETÀ CON GLI SCIOPERANTI DELLA FAME FINO ALLA MORTE, ARISTOTELIS CHATZIS E SUZON DOPPAGNE.
PALESTINA LIBERA, DAL FIUME FINO AL MARE.
“Vince sempre il giusto.
Un giorno vincerà l’uomo.
Un giorno la libertà vincerà la guerra.
Fratelli miei. Fratelli miei.
Un giorno vinceremo per sempre”.
Giannis Ritsos

 

Στα πλαίσια του διεθνούς καλέσματος του Λαϊκού Μετώπου Τουρκίας για μονοήμερη συμβολική απεργία πείνας την 15η Μαΐου σε αλληλεγγύη με τα Προσφυγικά,μια ομάδα συντρόφων από την Αθήνα και την Μπολόνια,αποφασίσαμε να πλαισιώσουμε το κάλεσμα.
Η συγκεκριμένη μέρα δεν επιλέχθηκε καθόλου τυχαία.
Είναι εκείνη που ο σύντροφος Αριστοτέλης Χατζής θα βρίσκεται στην 100η μέρα απεργίας πείνας μέχρι θανάτου και η συντρόφισσα Suzon Doppagne στην 15η μέρα.
Είναι επίσης η μέρα της επετείου της “Νάκμπα” (στα αραβικά σημαίνει “Καταστροφή”), όπου σχεδόν 1.000.000 Παλαιστίνιοι εκδιώχθηκαν απ’τη γη τους,με σκοπό την δημιουργία του κράτους-δολοφόνο του “Ισραήλ” και την περαιτέρω εξάπλωση του Σιωνιστικού-Τυρρανικού μορφώματος.
Από τότε έως τώρα,οι Παλαιστίνιοι αδερφοί και αδερφές μας,δεν σταμάτησαν ποτέ να μάχονται για την επιστροφή στη γη τους.

ΑΛΛΗΛΕΓΓΥΗ ΜΕ ΤΑ ΠΡΟΣΦΥΓΙΚΑ.

ΑΛΛΗΛΕΓΓΥΗ ΜΕ ΤΟΥΣ ΑΠΕΡΓΟΥΣ ΠΕΙΝΑΣ ΜΕΧΡΙ ΘΑΝΑΤΟΥ,ΑΡΙΣΤΟΤΕΛΗ ΧΑΤΖΗ ΚΑΙ SUZON DOPPAGNE.

ΛΕΥΤΕΡΙΑ ΣΤΗΝ ΠΑΛΑΙΣΤΙΝΗ,ΑΠ’ΤΟ ΠΟΤΑΜΙ ΜΕΧΡΙ ΤΗ ΘΑΛΑΣΣΑ.

“Πάντα νικάει το δίκιο.
Μια μέρα θα νικήσει ο άνθρωπος.
Μια μέρα η λευτεριά θα νικήσει τον πόλεμο.
Αδέρφια μου. Αδέρφια μου.
Μια μέρα θα νικήσουμε για πάντα”.
Γιάννης Ρίτσος

KYRIAKOS È SALPATA VERSO GAZA

Riceviamo e diffondiamo. Qui il comunicato in pdf in italiano e in inglese.

Con il nome dell’anarchico internazionalista Kyriakos Xymitiris, «Kyriakos X», naviga con Freedom Flotilla Coalition per rompere il blocco genocida che lo stato sionista impone su Gaza da decenni. In onore alla vita di Kyriakos, che fino all’ultimo giorno è stata dedicata alla lotta per la giustizia, sempre al finaco dei popoli oppressi, navighiamo in solidarietà con la legittima resistenza del popolo palestinese, che non ha mai smesso di lottare per porre fine all’occupazione colonialista della propria terra.

L’8 maggio, Kyriakos X ha lasciato il porto insieme ad altre 33 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla e ha incontrato in mare altre quattro imbarcazioni della Freedom Flotilla Coalition. La barca trasporta 10 persone con passaporti di cinque paesi diversi, tra cui Grecia, Albania, Regno Unito, Corea, Francia e Guadalupe.

Storicamente, la Grecia ha avuto un ruolo di primo piano nel movimento della flottilla sin dal suo inizio. Il 23 ottobre 2008, due piccole barche da pesca con a bordo circa 44 persone del Free Gaza Movement raggiunsero Gaza; 10 di loro avevano passaporti greci. Sono state le prime imbarcazioni a
raggiungere Gaza in circa 40 anni. Le imbarcazioni sono state accolte da decine di migliaia di palestinesi. Il movimento, che in seguito è diventato la Freedom Flotilla Coalition, ha promesso a chi l’ha accolto quel giorno sulle coste della Palestina che “non avrebbe smesso di navigare finché
l’assedio di Israele non fosse stato spezzato”.

UnA deA compagn* che ha reso possibile la partenza di Kyriakos X ricorda bene il primo arrivo della Flotilla. Quel giorno, da bambin4 palestinese Gazawi, era li ad accogliere le barche, e ricorda quanto quelle due piccole imbarcazioni abbiano significato: le persone di Gaza non erano sole, il popolo palestinese non era solo, in tutto il mondo c’era chi lottava per la liberazione.

Kyriakos X mantiene la promessa fatta allora: non smetteremo di navigare finché la Palestina non sarà libera.

Il movimento della flottiglia è un’azione non violenta che naviga legalmente nelle acque internazionali.
Il blocco israeliano dello spazio aereo, marittimo e terrestre di Gaza è illegale: Israele non ha giurisdizione sulle acque territoriali palestinesi. Nonostante ciò, le forze di occupazione israeliane hanno iniziato a intensificare gli attacchi contro le flottiglie a partire dal 2009, speronando le imbarcazioni per affondarle, rapendo, colpendo con taser e aggredendo i partecipanti, imprigionandoli illegalmente e, nel 2010, uccidendo 10 civili a bordo della “Mavi Marmara”.

La brutalità e l’impunità di Israele sono state ulteriormente messe a nudo durante il suo recente attacco terroristico alla flotta della Global Sumud Filotilla, avvenuto nella notte trail29 e il 30 aprile al largo delle coste di Creta, nella zona SAR greca, a soli 75 km dal Peloponneso e a 1240 km dalla Palestina. L’esercito di occupaizone israeliano, é arrivato dall’altra parte del mediterraneo con le sue navi da guerra, ha rapito circa 175 civili, aleun* de) qual” sono stat torturatA, aggredit* sessualmente e fisicamente.

Le forze di occupazione israeliane hanno distrutto e danneggiato 22 imbarcazioni, distruggendo i motori delle barche, e lasciandole alla deriva, e hanno rapito Saif Abu Keshek e Thiago Avila, che sono stati portati e detenuti illegalmente nella Palestina occupata. Gli avvocati di Adalah hanno riferito che all’arrivo idue attivisti presentavano segni di tortura sui loro corpi. Gli attivisti della GSF rimasti sono stati consegnati direttamente nelle mani delle autorità greche, in territorio greco, il che non solo ha messo in luce ancora una volta il totale disprezzo di Israele peri principi umanitari e il diritto internazionale, ma ha anche rivelato fino a che punto il governo greco sia disposto ad arrivare nella collaborazione diretta con un esercito genocida, agendo apertamente la sua complicità ai crimini di guerra dello stato sionista.

La missione della flottiglia non è simbolica. Si tratta di un’azione civile, diretta e non violenta, da popolo a popolo, per contrastare un sistema di apartheid, dominio, colonizzazione e oppressione che i governi di tutto il mondo hanno permesso e protetto, da cui hanno tratto impunemente profitto.

Kyriakos X invita chi sitrova a terra a mobilitarsi: la lotta per la liberazione palestinese è ovunque, laddove aziende, istituzioni, media e governi complici alimentano il genocidio di Israele con totale impunità. Israele e i suoi alleati sono responsabili dei loro crimini contro il popolo palestinese.

Kyriakos X invita le persone a concentrarsi sul sabotaggio della macchina e della catena di approvvigionamento delle armi che rende possibile il genocidio di Israele: nei porti, nelle fabbriche, negli uffici aziendali e nelle istituzioni governative. Chiediamo alle persone di tutto il mondo di interrompere il flusso di armi e costringere i governi a fare i conti con la loro complicità. Questo è un momento che richiede un’escalation.

«Salpiamo perché l’assedio illegale e il genocidio di Gaza da parte di Israele devono finire. Salpiamo per i diritti di del popolo Palestinese, e di tutti i popoli, per l’autodeterminazione di ognuno. Salpiamo perché la società civile palestinese ha chiesto al mondo di agire, e noi non possiamo non rispondere».

Mentre la Freedom Flotilla Coalition e la Global Sumud Flotilla continuano la loro navigazione, circa 10.000 palestinesi sono detenut4 nelle prigioni israeliane, la maggior parte senza accuse né processo. Molti vengono torturati, subiscono violenze sessuali e vengono uccisi. Centinaia di loro
sono bambin4. Nel frattempo, la violenza dei coloni e dei soldati israeliani in tutta la Cisgiordania continua a intensificarsi: If bambin4 palestines* vengono colpit* a scuola, le loro case vengono demolite e i loro raccolti o il bestiame distrutti. Allo stesso tempo, la “Linea Gialla” illegale di Israele si sta espandendo a Gaza, e il genocidio e i bombardamenti non si sono mai fermati. Il genocidio di Israele in Libano continua, e le sue innumerevoli violazioni dei cosiddetti cessate il fuoco vengono ignorate dai leader mondiali. Il mondo rimane in silenzio.

Su Kyriakos X non navigano eroi e eroine, siamo persone comuni che rifiutano il silenzio e la complicità: abbiamo deciso di usare i nostri corpi e i nostri privilegi per stare al fianco dei popoli oppressi, rifiutandoci di vivere in un mondo in cui il genocidio è normalizzato e tollerato.

Nessun” è libero finché la Palestina non sarà libera.

Forensic Architecture Tracker https://freedomfiotilla.org/ffo-gsf-tracker/

Live Cams Freedom Filotilla Coalition https://\mww.youtube.com/@freedomflotillacoalition6166

Instagram https://Amww.instagram.com/kyriakosx_ffc.greece

CHIAMATA INTERNAZIONALE: “RAICES Y RADICALIDAD” DA MIGUEL PERALTA E JUAN SORROCHE

Diffondiamo questa nuova chiamata alla poesia, haiku senza haiku e versi liberi e scatenati, nata come continuazione del progetto “Haiku senza haiku” del 2023.

La nuova raccolta prenderà il nome di “Raices y radicalidad”, ed e’ stata lanciata dai compagni Juan Sorroche, detenuto nel carcere di Terni (nel territorio chiamato Italia) e Miguel Peralta, che in qualche parte del mondo in questo momento sfugge alla persecuzione dello “stato messicano”.

Raices y radicalidad aspira a creare uno spazio d’incontro, convergenza ed espressione per le persone che “affrontano, resistono e lottano contro il potere ogni giorno” in diverse latitudini.

Vi invitiamo a contribuire con versi, pensieri, sentimenti, parole a questo nuovo progetto.

Diamo il benvenuto a contributi in qualsiasi idioma, lingue originarie che resistono e fioriscono nonostante l’imposizione delle lingue coloniali, così come ad ogni modalità di espressione libera.

Questa è una chiamata per non smettere di sognare, immaginare e realizzare infiniti mondi nuovi!


Dal manifesto di lancio:

Fin dalla colonizzazione, i popoli hanno sviluppato diverse forme di resistenza e sopravvivenza in risposta al modo in cui il capitale ha saccheggiato i loro territori, dall’estrazione dell’oro a quella delle terre rare, dai megaprogetti alla grande menzogna del capitalismo verde, fino alla guerra.
Quanto più il capitale rafforza il suo sfruttamento e l’imperialismo coloniale, reprimendo e sterminando, tanto più la lotta e la resistenza dei popoli per difendere i propri territori devono essere rafforzate in ogni parte del mondo.
Nella nostra vita quotidiana, attraverso l’iperconnettività digitale, abbiamo normalizzato la ricezione di informazioni da tutto il mondo in tempo quasi reale. Abbiamo anche normalizzato l’idea che un click su un “like” ci renda partecipi di una lotta. Questo fenomeno sta limitando le azioni, erodendo pratiche che sono sempre appartenute a popoli e individui e ci priva di spazi per l’autodifesa e l’azione. Con questo appello, vogliamo creare uno spazio di convergenza attraverso la solidarietà internazionalista, condividere i nostri sentimenti per entrare nel profondo delle lotte del Sud globale in una prospettiva anticoloniale, dis-imparare, solidalizzarci e liberarci. Questa è una chiamata rivolta ai popoli in resistenza, ai/lle collettivi/e, alle individualità, alle persone prigioniere, in fuga, in clandestinità, alle persone migranti senza o con i documenti, alle dissidenze sessuali, collettivx di sex workers, alle famiglie in ricerca dei/le figli/e scomparsi, alle autonomie e autodifese, agli spazi occupati, ai gruppi di sostengo per detenutx, a creatrici/ori e artistx dissidenti, a tutti coloro che quotidianamente resistono e sfidano il potere.

Vi invitiamo a contribuire con versi, pensieri, sentimenti e parole a questa raccolta che abbiamo intitolato “Raices y Radicalidad”.

Raices y radicalidad, poiché le radici rappresentano l’origine, la memoria collettiva, che si trasmette nel lungo cammino del tempo. Queste radici influenzano la formazione dell’identità, il modo in cui gli individui si riconoscono e si definiscono. A sua volta, il territorio è il luogo in cui si vive, e queste radici si sviluppano ed esprimono in diverse pratiche politiche e socioculturali. Pertanto, la radicalidad è un profondo ritorno all’origine; è come una radice che penetra la terra in cerca d’acqua, scavando in profondità e connettendosi con la memoria e il territorio, vedendo con trasparenza chi siamo e da dove veniamo. È un modo di esistere che non si ferma in superficie, ma cerca le profondità dove nascono idee, identità e cambiamenti.

Vi invitiamo a contribuire con parole, disegni e creazioni a questa raccolta di parole finalmente libere, sillabe incendiarie, haiku senza haiku e versi scatenati dalla logica della metrica e lanciati a briglia sciolta verso l’infinito, scatenati da proprietà e mercificazione. Gli scritti raccolti saranno pubblicati in cartaceo attraverso delle autoproduzioni, verranno letti durante iniziative autogestite e diffusi non solo tra tutte le persone interessate e “libere”, seppur prigioniere nelle carceri, negli istituti psichiatrici e nei centri di detenzione per migranti, ma anche a tutti coloro che sono reclusi nelle scuole, nelle fabbriche, nei quartieri e nelle campagne, ma continuano a sentirsi liberi e non credono nell’illusione che questa società ecocida possa continuare.

“Raices e radicalidad” nasce dal dialogo scritto tra Juan Sorroche, compagno incarcerato nel maggio 2019 dopo due anni di clandestinità e detenuto in un carcere di quella che chiamiamo ancora Italia e Miguel peralta, anarchico della comunità di Eloxochitlan de Flores Magon, detenuto per cinque anni nelle carceri messicane, che ora vaga da qualche parte nel mondo, ma che è ancora sotto processo…

Invia i tuoi Haiku senza Haiku a:

raicesyradicalidad@canaglie.net

oppure

Spazio di documentazione Il Grimaldello
Via della Maddalena 81r.
16124 – Genova – Italia

SALENTO: LUOGHI – CORPI – FRONTIERE. TRE GIORNI CONTRO LA MERCIFICAZIONE DEI TERRITORI

Diffondiamo:

Tre parole per provare a tracciare ed intrecciare un’idea di internazionalismo che, per diventare concreta, necessita di dare significato a ciò che siamo, entro e attraverso i luoghi che abitiamo. Animate da questa tensione stiamo organizzando un campeggio di 3 giorni, in Salento, confine meridionale della fortezza europea, nel tentativo di agevolare questa prospettiva attraverso incontri e dibattiti. Perché pensiamo che lottare contro la colonizzazione e la rapina capitalista debba necessariamente comportare l’osservazione dei luoghi come a degli organismi complessi, composti di elementi umani e non umani che viaggiano nello spazio e nel tempo, resistendo o piegandosi alla pressione esercitata dall’esterno. Esattamente come fanno i nostri corpi.

Abbiamo visto lo stravolgimento del territorio in cui viviamo sotto la violenza della ragione dello Stato e del mercato: ridotto a discarica di rifiuti della grande industria europea, spopolato dal ricatto occupazionale, stravolto dalle infrastrutture energetiche e militari e oggi venduto sul banco del turismo. Che questa sia storia antica e non solo nostra, non ci induce a consolata rassegnazione ma ci incoraggia a cercare complicità attraverso e oltre quel limes abitato da altre come noi. Sappiamo che il colonialismo, la repressione e lo sfruttamento possono realizzarsi in forme e intensità molto diverse, fino ad arrivare al genocidio e all’ecocidio, ma sappiamo anche che c’è molto che ci accomuna, perché la frontiera, che è fatta per separare, è pur sempre il luogo in cui si può anche stare di fronte, in una postura dialogica.

Radicamento e disposizione alla mobilità hanno permesso di sviluppare una capacità di condivisione che vorremmo sperimentare attraverso la realtà concreta dell’incontro. Durante i tre giorni andranno a susseguirsi interventi e dibattiti, presentazioni ed escursioni alla scoperta del territorio circostante. Parleremo e ci confronteremo su pratiche di lotta ma anche di sussistenza e di resistenza, su forme di organizzazione e modi di intendere il nostro essere nel presente. Presenteremo una rivista antimilitarista redatta in Italia, che guarda da una prospettiva internazionalista alle pratiche di insubordinazione, disfattismo e sabotaggio della macchina bellica. In continuità con questo tema discuteremo di spazio mediterraneo come spazio di guerra con particolare riferimento alle rotte migratorie e alla città di Taranto come avamposto del controllo militare.

Parleremo della terra e del lavoro che la lega agli uomini e alle donne nel passato e nel presente dei territori che viviamo: la resistenza dei contadini attraverso la rivolta contro l’usurpazione e l’esproprio dei mezzi di sussistenza; la condizione del lavoro agricolo oggi, sotto il ricatto dell’industria per la grande distribuzione. Parleremo di turismo come industria di estrazione di profitto, mettendo a confronto le diverse realtà dei nostri territori, discutendo sulle prospettive che riusciamo a rappresentare.

Si parlerà di frontiera come luogo di possibilità: cerniera che mette le comunità una di fronte all’altra, nell’organizzazione di “ecoregioni” come quella occitana premoderna in cui le Alpi occidentali furono fertile luogo di incrocio. Ancora, frontiera come luogo da attraversare, luogo di sospensione e di pericolo, in cui fondamentale è la solidarietà e l’organizzazione: ne parleremo con un compagno attivo sul confine tra Polonia e Bielorussia. E poi ancora di frontiera come spazio di comunicazione e organizzazione fra margini, tema di discussione che sarà introdotto dalla presentazione del lavoro collettivo di “Les peuples veulent”, un piccolo libro illuminante che, in qualche modo, ha dato ispirazione e impresso una forte energia all’organizzazione di questo incontro.

La tre giorni sarà ospite all’interno di un campeggio attrezzato, a circa 5 chilometri dal mar Jonio, completamente autogestita e autofinanziata.

Avremo dunque necessità di sapere quanto prima il numero delle persone partecipanti. A tal fine scriveteci all’indirizzo: maisiaturista@riseup.net

BOLOGNA: CHIAMATA ANTIFASCISTA [9 MAGGIO]

Diffondiamo:

Se la faccia democratica del razzismo, nell’evidenza più stagnante, continua a erigere lager di Stato in cui deporta e uccide sempre più persone -quando non le ammazza nel Mediterraneo-, la sua espressione concreta si perpetua da sempre all’interno di politiche di controllo e sorveglianza su corpi e territori. Con la stessa retorica di confini e identità nazionali da difendere, i nostalgici delle camice nere il 9 maggio escono dalle fogne e chiamano un presidio in città sotto lo stemma di Remigrazione e Riconquista. Burattini consapevoli, agitati dallo stesso Stato Italiano razzista e colonialista, si uniscono in una parata grigia di islamofobia e odio verso persone razzializzate, considerate come la grande minaccia alla patria e alla sua sicurezza.

Ancora una volta, la creazione del nemico pubblico trova spazio tra i più servi per distogliere l’attenzione dall’unico terrorista esistente: lo Stato. E proprio a riproduzione di questo Stato, i fascisti di Remigrazione propongono tra i loro 10 punti anche un fondo per la Natalità Italiana, il cui obiettivo sarebbe quello di sostenere nuove nascite al fine di “contrastare il declino demografico e la crisi identitaria.” I costanti attacchi all’aborto dei cattofascisti si legano a doppio filo nelle mire identitarie dello Stato Nazione: è questo il connubio in cui razzismo e controllo dei corpi delle donne si fondono al fine di riprodurre la bianchezza della popolazione.

Remigrazione e Riconquista, composta da CasaPound e Rete dei Patrioti e sostenuta dalla Lega e dal partito di Vannacci, si inserisce all’interno di un contesto globale sempre più xenofobo e razzista. Non c’è da stupirsi davanti alla comparsa di scritte sioniste o di adesivi islamofobici, come quelli rinvenuti davanti alla Moschea di via Pallavicini, quando la normalità prestabilita si compone di CPR e deportazioni. Ad aggiungersi a tutto questo, anche il nuovo patto europeo sulla migrazione e l’asilo, che entrerà in vigore da questo giugno, rendendo i confini ancora più invalicabili, permettendo la detenzione dei richiedenti asilo, facilitando le deportazioni e finanziando ulteriori centri di detenzione per migranti Per questo non gridiamo allo scandalo, perché nelle adunate di nostalgici come quella di sabato ritroviamo, in forme diverse, le stesse logiche che governano la nostra società nel suo complesso.

Non abbiamo Stati amici o presunti valori democratici a cui richiamarci, perché sappiamo che il rapporto tra il fascismo e le istituzioni democratiche è un rapporto segnato dalla continuità molto più che dalla rottura. Per questo il nostro antifascismo è militante e conflittuale rispetto all’ordine costituito, e si pratica agendo in prima persona, senza deleghe. Dalla Palestina fino ai sud globali, colpire il colonialismo e i suoi fautori è la chiara risposta di chiunque si opponga alla distruzione e alla morte, e il passo che più ci avvicina alla liberazione. Sotto una lente che si oppone a gabbie mentali e fisiche, rifiutando l’imperialismo in tutte le sue forme, non ci resta che agire sovvertendo. Per tutto questo, il nove maggio facciamo rumore contro lo Stato e i suoi patrioti. Ovunque saranno loro, troveranno anche noi.

CESENA: “DAVANTI ALLA REPRESSIONE” – DISCUSSIONE SU COME TUTELARSI IN OCCASIONE DI INTERVENTI DI POLIZIA E SITUAZIONI DI PIAZZA

Diffondiamo

SABATO 23 MAGGIO 2026
Allo Spazio Libertario “Sole e Baleno”
via Sobborgo Valzania 27, Cesena.

* Ore 18:00 – “DAVANTI ALLA REPRESSIONE”, discussione aperta assieme a legali dell’Associazione di Mutuo Soccorso Per Il Diritto Di Espressione su come tutelarsi in occasione di interventi di polizia e situazioni di piazza + approfondimenti sugli ultimi decreti repressivi del governo.

Chi si avvicina alle lotte è il primo obiettivo della repressione: con questa strategia lo Stato cerca di isolare i movimenti e scoraggiare la partecipazione e la loro crescita.
Un’infarinatura di base… in modo da non farsi prendere dal panico!

spazio-solebaleno.noblogs.org/

PRESIDIO SOTTO LE MURA DEL CARCERE DI FORLÌ

Diffondiamo:

LUNEDÌ 18 MAGGIO 2026
Presidio sotto le mura del carcere di Forlì (lato via della Rocca)

Dalle ore 18.00 alle 20.00

Per rompere l’isolamento di chi è rinchiusx, per non dimenticare che le prigioni sono il frutto di una società ingiusta, spietata, basata sul privilegio che rinchiude ed elimina chi gli é scomodx o contrarix!

BOLOGNA: PRESENTAZIONE DELL’OPUSCOLO “DEPORTAZIONI. Riflessioni per attaccare gli ingranaggi del razzismo di Stato”

Diffondiamo:

Presentazione dell’opuscolo “DEPORTAZIONI Riflessioni per attaccare gli ingranaggi del razzismo di Stato”
MERCOLEDÌ 6 MAGGIO ore 18.30

In una società sempre più carceriera e guerrafondaia, dove il concetto di confine regna eterno, sia nelle dinamiche interne che esterne, riteniamo di fondamentale importanza affrontare e discutere della repressione che ogni giorno subisce chi cerca di superare queste frontiere. Parleremo quindi di deportazioni, considerando i diversi meccanismi e attori che le rendono possibili e analizzando lo sviluppo che ha avuto l’impianto normativo che le regola negli ultimi anni, senza dimenticare il laboratorio politico che il sistema migrazioni ha rappresentato e rappresenta per le società occidentali.

Al Tribolo in via Donato Creti 69/2 (BO)

Fuoco a galere e cpr!
Libertà per tuttx
Con Sara e Sandrone nel cuore!

MESTRE: IN PIAZZA CONTRO IL 41BIS

Diffondiamo:

Sabato 2 maggio alle ore 17 in piazzetta coin a Mestre (Venezia) per insistere ancora contro la tortura di Stato e le sue carceri di guerra. Al fianco di Alfredo con Sara e Sandro nel cuore.

Entro il prossimo 4 maggio il ministro della giustizia deciderà sul rinnovo del “carcere duro” per Alfredo Cospito, anarchico detenuto da quattro anni in regime di 41bis.

Il 41bis è a tutti gli effetti una “pena di morte viva”. Un’arma di guerra che lo Stato riserva ai suoi nemici interni. Una tortura legale da cui si esce da morti o da collaboratori.

Scendiamo in piazza, di nuovo.
Solidali con Alfredo e la sua lotta.
Contro il 41bis. Contro ogni galera.

Compagne e compagni dal Veneto

https://nonriciclabile.noblogs.org/2026/04/22/in-piazza-contro-il-41-bis/