FORLÌ: PRESIDIO AL CARCERE OGNI PRIMO LUNEDÌ DEL MESE

Riceviamo e diffondiamo:

Dal 7 settembre e d’ora in poi OGNI PRIMO LUNEDÌ DEL MESE torna il presidio di solidarietà anticarcerario sotto le infami mura della Rocca a Forlì!!

Dalle 18:00 alle 20:30, lato via della Rocca: per rompere l’isolamento delle galere, per portare solidarietà a chi resiste dentro, per non lasciare annegare nell’indifferenza le carognate che accadono tra quelle mura!!

FUOCO ALLE GALERE!
PIETRO LIBERO!
COMPAGNX LIBERX!
TUTTX LIBERX!

PRESIDIO IN SOLIDARIETÀ AI RECLUSI NEL CPR DI GRADISCA D’ISONZO (GO)

Riceviamo e diffondiamo:

Che cadano, pezzo dopo pezzo, le mura della reclusione e le strutture coloniali del razzismo di stato.

Domenica 6 settembre ritorniamo davanti al CPR di Gradisca d’Isonzo per portare la nostra solidarietà a chi, là dentro, è rinchiuso e torturato, nel silenzio di media e comunicati ufficiali.

Nonostante l’attenzione morbosa dedicata alle cronachette quotidiane, alle baruffe e ai piccoli espedienti di chi in strada prova a sopravvivere, quasi nessuna voce pare, infatti, levarsi per denunciare i luoghi di sistematica violenza e sopraffazione.

A Gradisca, vi è uno di questi luoghi, ed è governato dallo stato italiano.

Un luogo di botte, minacce e ricatti.

Un luogo di psicofarmaci somministrati a forza, per ammansire i reclusi, nascosti nel cibo avariato e nelle bottigliette d’acqua.

Un luogo di torture orchestrate e di soprusi continui, al di fuori di qualunque “garanzia” dello “stato di diritto”, così da costringere le vittime delle retate di stato ad accettare la deportazione volontaria: soffrire e morire altrove, fra qualche tempo, per non soffrire e morire ora, in questo inferno.

Un luogo non così difficile da attraversare, se ciò che si ha in tasca non è molto più che un permesso di soggiorno per motivi lavorativi e il lavoro lo si perde o lo si abbandona, per tentare di sfuggire allo sfruttamento e alla violenza di altri luoghi ancora.

Mentre a Bologna i sicari di stato lanciano un monito chiaro ammazzando Fakir e mentre a Ceuta gli imperialismi regionali utilizzano gli esseri umani come strumento di pressione reciproca – al prezzo di decine di morti innocenti – le galere amministrative chiamate CPR appaiono sempre più un nodo strategico della catena razzista di ristrutturazione della società, da parte di governo e padronato.

Legittimare le peggiori retoriche deportative nella “opinione pubblica”, alimentare la condizione di ricattabilità di massa delle persone straniere, finanziare enormemente i centri – dentro e fuori i confini europei – dove tutto, contro i reclusi, è consentito: ecco ciò che accade proprio ora, attorno a noi.

A Gradisca come altrove, decine di persone, tuttavia, continuano a resistere e a lottare. Per le proprie esistenze e per abbattere, ancora una volta, quelle mura.

Domenica 6 settembre, ritorniamo davanti al CPR per portare la nostra vicinanza a quelle lotte, per amplificarne le voci e le testimonianze.

Contro lo stato razzista e le sue galere.

Per la libertà da ogni sfruttamento e oppressione.

Con la Palestina nel cuore.

Fuoco ai CPR!

https://nofrontierefvg.noblogs.org/post/2026/08/24/presidio-in-solidarieta-ai-reclusi-6-settembre/

CIAO ANNA!

Diffondiamo:

Questa notte Anna Cipriani, che in moltx hanno avuto modo di conoscere in diverse occasioni tra cui le presentazioni del libro del figlio Claudio, è venuta a mancare in ospedale a Napoli.
Abbiamo percorso con lei un pezzo profondo e importantissimo, reciprocamente l’una a fianco all’altra anche nei momenti più duri, inclusa la repressione dex compagnx.
Ce la vogliamo ricordare come era: forte, energica e divertente, con il suo sguardo e battute a volte taglienti a mettere un po’ di pepe alle nostre discussioni.
La ricordiamo con l’affetto infinito di chi si era fatta adottare da lei e come una compagna che aveva scelto da che parte stare.

La nostra vicinanza a Diego e Claudio, al quale vi invitiamo a scrivere per fargli sentire tutto il nostro calore oltre le maledette sbarre:

Claudio Cipriani c/o C.C. Secondigliano via Roma verso Scampia 350 80144 Napoli

Ciao Anna, sempre con noi
Le compagne

https://nextstopmodena2020.noblogs.org/2026/08/01/ciao-anna/


Qui la puntata di Ponte Radio dove Anna ha preso parola (minuto 35.25)

CREMONA: IN SOLIDARIETÀ ALLE ARRESTATX DEL 16 GIUGNO

Riceviamo e diffondiamo:

Il giorno primo luglio abbiamo manomesso una cabina elettrica. La fortuna ha voluto che una parte del centro di Cremona sia andata al buio. Niente luce in strada.
Senza volto, si è diffuso un blackout durato qualche ora.
L’energia è legata alla guerra, la guerra alla repressione e repressione vuol dire carcere.
Con questo gesto abbiamo voluto agire per esprimere solidarietà agli anarchici arrestati il 16 giugno.
Un saluto a tutti i ribelli del mondo, sia chi sta dentro e chi lotta fuori.
Dati i tempi di orrori, non possiamo dimenticare Ramy e Fakir.

PER L’AUTODIFESA COLLETTIVA E QUEER! CORAGGIO!

Riceviamo e diffondiamo:

Scriviamo questo testo coi cuori pieni di rabbia, tristezza e tenerezza.
Quello che ѐ successo a Berlino durante il Christopher Street Day, Sabato 25 luglio 2026 ci ha scioccato ma temevamo anche che potesse succedere. Questo ci dimostra una volta ancora che abbiamo bisogno di organizzarci per proteggere le nostre vite.
Questa ѐ una chiamata all’autodifesa collettiva e a riprenderci le strade – a prescindere da quello che lo stato e la polizia hanno da dire al riguardo. Non potranno mai “garantire la nostra sicurezza” nemmeno quando per una volta non sono loro ad agire la violenza anti-queer.
Le nostre vite queer, migranti, trans, disabili e di donne sono sotto attacco di persone, gruppi e strutture violente patriarcali, fasciste e fondamentaliste.
Per questo chiamiamo tutt* noi ad organizzarci e a lottare contro questo attacco con tutta la nostra determinazione, cura reciproca, solidarietà e con ogni mezzo militante necessario.
Vogliamo posizionarci chiaramente contro la strumentalizzazione anti-musulmana e razzista di questo fatto.
Mandiamo coraggio e tanta forza alle persone colpite, in lutto e che lottano e resistono.

Piú rivolte queer!
Ricordiamoci di Stonewall!
Con solidarità e amore,
partecipanti del LesBiSchwulTransQueer* Tortenessen Berna (Svizzera) 26.7.2026

LE PAROLE SONO PIETRE, LE PIETRE SONO PAROLE

Riceviamo e diffondiamo:

Dopo il riesame negativo di Pietro, compagno anarchico arrestato nell’operazione del 16 giugno

Mentre scorrono ancora sugli schermi di tutta Italia le immagini dell’omicidio per mano di due poliziotti di Abderrahim Fakir al Pilastro; mentre gli sbirri assassini che hanno ammazzato Fakir godranno dello “scudo penale” introdotto da questo governo per le forze dell’ordine; mentre un bottegaio milionario che ha assassinato due persone sparando loro alle spalle, il “gioielliere Roggero”, diventa l’icona pop di un fascismo suprematista che nulla ha da invidiare al trumpismo; mentre nel “paese del Duce” centinaia di fascisti in camicia nera sfilano per commemorare il compleanno di un dittatore; mentre il governo “licenzia” l’ennesimo pacchetto di leggi liberticide contro “i maranza”, per annichilire definitivamente ogni spinta di ribellione giovanile, ecco, mentre tutto questo accade (e purtroppo ce ne sarebbero molte altre da dire) il tribunale del Riesame di Bologna decide (23/07) che un comapagno anarchico debba restare in cella nel carcere di Alta Sicurezza di Terni per “detenzione di opuscoli terroristici”.

Senza voler sminuire l’importanza della parola scritta e della sua diffusione e senza voler cedere all’indignazione democratica, ci pare però doveroso (oltre che necessario per sfogare un pò di nausea) concentrare le nostre energie su questa fotografia: il paese in cui viviamo è uno stato di polizia sempre più attrezzato all’eliminazione del dissenso interno (eliminazione anche fisica) e sempre più razzista, colonialista, fascista.
Questo dato di fatto, che non è nuovo per nessunx che abbia avuto negli anni un certo sguardo critico sul mondo, con la contestazione sempre più frequente (specialmente per quelle persone accusate di “terrorismo islamico”) del 270quinques ter. sta davvero segnando una svolta repressiva inaudita anche per queste desolate terre italiche.
Il “terrorismo della parola” sta colpendo principalmente lx anarchicx e lx solidalx palestinesi, ma, come sempre, dopo gli apripista facili da sbattere sul giornale, si passerà alla sua più larga attuazione.

In questo momento di rabbia e di incredulità, dobbiamo mantenerci saldx, con l’esempio che ci mandano lx compagnx prigionierx in tutto il mondo (dal Cile alla Grecia alla Palestina passando per l’Italia) che resistono fermamente nonostante la situazione più sfavorevole possibile, come il compagno Alfredo Cospito, tumulato nel 41bis.
Saldx e serenx e fierx di questx compagnx e delle idee che portano nel cuore, idee, che sulla carta stampata, adesso valgono la galera: difenderle è ancora più importante e necessario.

Il nemico è sempre più spietato, sta a noi essere sempre più unitx nella diversità ma accumunatx dalla gioia rabbiosa di voler veder cancellato questo mondo di sopruso e oppressione come il più infame degli incubi del genere umano.

Che la calura dell’estate non ci ottenebri i pensieri e i sogni, che la rabbia non ci accechi ma ci faccia affinare la mira, che la tristezza per l’ennesimo fratello dietro le sbarre non ci immobilizzi, ma ci sproni a proseguire con gioia nelle (anche)sue scelte di lotta e di vita!

Pietrino libero e selvaggio!! 🙂
Tuttx liberx!
Forza amicx, compagnx, sorelle e fratelli, avanti tutta!!

– Cassa Antirepressione Capitano ACAB –
capitanoacab@insiberia.net

ARRESTI DEL 16 GIUGNO. IL RIESAME HA CONFERMATO IL CARCERE PER PIETRO

Diffondiamo:

Il Tribunale del Riesame, chiamato il 23 luglio ad esprimersi sulla misura della detenzione, ha confermato le misure cautelari in carcere per Pietro, arrestato nell’ambito dell’operazione antianarchica del 16 giugno scorso.
Non abbiamo parole.
Mentre tuttx le altre persone arrestate sono state già scarcerate dal riesame di Roma, quello di Bologna (competente per territorio) ha deciso di far proseguire la reclusione del nostro compagno!
Ricordiamo che Pietro era stato arrestato con l’accusa di “terrorismo della parola” (270 quinquies comma terzo), reato introdotto dal penultimo decreto sicurezza, per alcuni opuscoli sequestrati durante la perquisizione.
Toni, detenuto con la medesima accusa, era già stato scarcerato nei giorni scorsi dal Riesame di Roma. Pietro resta invece tutt’ora rinchiuso nel carcere di Terni nel circuito dell’Alta Sorveglianza.
A questo punto gli avvocati faranno ricorso per Cassazione e nel mentre, quando si avranno anche le motivazioni del provvedimento, valuteranno un’istanza al Gip di modifica della misura. Ma serve fin d’ora continuare ad esprimergli la nostra vicinanza e solidarietà!
Scriviamogli e antenne dritte sulle prossime mobilitazioni.

Pietro Rosetti
C.C. Terni
Strada delle Campore 32
05100 Terni

– Solidali dalla Romagna –

https://piccolifuochivagabondi.noblogs.org/pietro_riesame/

BRESCIA: PRESIDIO AL CARCERE [25 LUGLIO]

Diffondiamo:

Giornata di chiusura estiva del circolo anarchico Bonometti. Presidio al carcere di Brescia, sabato 25 luglio

sabato 25 luglio , Giornata di chiusura estiva del circolo anarchico Bonometti
ORE 11- Presidio al carcere di Brescia
ORE 13- Paninata benefit al circolo
ORE 15- Musica e caciara

Nelle scorse torride giornate, dentro le mura di Canton Mombello, si è innescata la scintilla della rabbia di alcunx detenutx che vivono in una delle carceri più sovraffolate d’ italia.
Ancora una volta, il fuoco dei materassi marci sui quali dorme chi è statx privatx della libertà, fa meno rumore dei giorni di prognosi che vengono regalati alle guardie dopo le rivolte.
A fare notizia, ancora una volta, non è stata la condizione micidiale di chi sta dietro le sbarre, ma il secondino rimasto “ferito” durante quelle che vengono definite operazioni per riportare la situazione sotto controllo.

Sotto quello stesso controllo che spesso e volentieri uccide, sotto i manganelli, in solitudine, nella sporcizia delle celle, soffocando nel contare i respiri.
Tutte le carceri e i cpr sono luoghi in cui si muore, o meglio, si viene assassinatx dallo stato e Canton Mombello, con il suo tasso di sovraffollamento del 203%, non fa certo eccezione.
Infatti, l’ agosto scorso, dietro quelle mura, una persona è stata suicidata dallo stato nella sua cella rovente, riuscendo a uscirne soltanto con l’ inutile tentativo di raggiungere l’ ospedale.
E se nelle gabbie dello stato lo spazio è già infinitamente insufficiente, a toglierne ulteriore ci pensano i decreti legislativi di un governo che fa dei suoi vessilli sicurezza e repressione.

L’ ultimo, approvato qualche giorno fa, estende il fermo preventivo, già in vigore nel pacchetto sicurezza, anche ai minori di 18anni.
Lo scopo è palesemente quello di profilare razzialmente quella fascia di giovani che fino ad ora venivano “soltanto” fermati dagli sbirri e sparati a sangue freddo nei parchi di Rovereto,come Abderrahim Mansouri, o investiti sotto le gazzelle delle guardie, come Ramy.
In materia di misure preventive il governo Meloni ha dimostrato di averle adottate come strumento prediletto per affogare il dissenso con punizioni esemplari, inasprendo sempre di più le pene ed estendendo il potere d’ intrepretazione della legge a sbirri sempre più armati e legittimati.

Ed è proprio nel colpire chi lotta che queste misure trovano la loro massima espressione,come il rinnovo del regime di tortura del 41bis ad Alfredo.
Come il carcere preventivo a Luigi e Bak che da 8 mesi sono agli arresti in attesa di giudizio.
Come le indagatx del 16 giugno rilasciatx settimana scorsa dopo due settimane agli arresti con la sola “prova” di possedere fanzine di carta, operazione evidentemente costruita con la squallida scusa di sgomberare lo spazio del Bencivenga.
O ancora come le 91 persone schedate per aver espresso solidarietà a Sara e Sandro sul luogo della loro morte.

Se il potere costituito si illude di riuscire ad affogare la libertà sotto una pioggia di decreti legislativi attraverso il ricatto della prigione, resistere in questa tempesta liberticida, oltre ad essere una necessità inalienabile, è un compito indispensabile alla frantumazione di un sistema sempre più elitario e fascista.
Quando la repressione è legge la rivolta è dovere

Contro ogni frontiera e ogni prigione
Libertà per tuttx!

 A fianco di Alfredo, Anna, Juan, Bak, Luigi, Pietro, tuttx le indagatx del 16 giugno e tuttx lx detenutx