FERRARA: RESOCONTO DEL PRESIDIO AL CARCERE DI VIA ARGINONE DI VENERDÌ 10 LUGLIO

Diffondiamo:

Venerdì 10 luglio si è tenuto a Ferrara un presidio sotto alle mura del carcere dove fino a giovedì 9 luglio era tenuto prigioniero il nostro compagno Nico, trasferito lì in AS2 a seguito degli arresti del 16 giugno.
Nonostante il rilascio di Nico insieme allx altrx compagnx per cui il riesame ha disposto la revoca delle misure cautelari, si è deciso comunque di portare la nostra solidarietà a tutte le persone detenute nel carcere di via Arginone.

Per un paio d’ore il presidio ha rotto l’isolamento con musica e interventi, scatenando una bella risposta da dentro. Abbiamo ripercorso i fatti del 16 giugno, ricordando i nostri compagni Tony e Pietro ancora in carcere con l’accusa di 270 quinquies-ter, “terrorismo della parola”, perché oggi anche solo immaginare di rivoltarlo questo mondo è qualcosa che lo stato non intende permettersi, così anche la detenzione di qualche opuscolo o video ritenuto “pericoloso”, basta a rinchiudere compagnx e nemici interni nelle patrie galere.

Siamo andati sotto al carcere di Ferrara, per dire che no, non ci annichiliscono.

È stata portata solidarietà a Ra’ed Dawoud, prigioniero palestinese nell’alta sicurezza ferrarese, arrestato lo scorso 27 dicembre con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo internazionale.
Vi sono stati interventi di solidarietà rivolti a tutte le persone che affrontano sulla propria pelle il razzismo di stato e l’oppressione carceraria, e che continuano a rivoltarsi da dentro, ma anche a chi resiste al di fuori delle mura di questa società carcere militarizzata in cui si consumano guerre, genocidi e devastazioni in nome del cosiddetto “ordine democratico dello Stato“.

Fa paura a chi detiene il monopolio della violenza pensare che si capisca che chi ha il potere non è intoccabile.

Lx prigionierx si sono fatti sentire con urla e fischi, e sebbene le loro parole non ci arrivassero chiare, ci è arrivata tutta la determinazione delle loro voci!

Ricordiamo il presidio al carcere di Ferrara sabato 18 luglio alle 18, al fianco di Dawoud e tuttx le prigionierx palestinesx

Con Pietro e Tony, con Alfredo. Con Bak e Luigi, con Dawoud

TUTTX LIBERX

SICILIA: PROIEZIONI DI “181 GIORNI CONTRO IL 41 BIS”

Diffondiamo:

Proiezioni di “181 giorni contro il 41 bis”, documentario che racconta la mobilitazione e le proteste in solidarietà con Alfredo Cospito, e il suo lungo sciopero della fame contro 41 bis ed ergastolo ostativo.

MESSINA
Sabato 11 luglio h.19
Piazza Casa Pia
Cena benefit, proiezione del documentario e dibattito

CATANIA
Domenica 12 luglio h.19
Parco Falcone
Hummus e birrette benefit inguaiatx
Chiacchiere su carcere e repressione

CHIUDERE IL 41 BIS 
LIBERX TUTTX

BOLOGNA: CONTRO QUESTO MONDO, CONTRO LE OLIMPIADI Di GUERRA, SOLIDARIETÀ AX NOSTRI COMPAGNX

Diffondiamo:

Ieri un gruppo di compagnx ha interrotto rumorosamente la placida attesa dei bolognesi che aspettavano l’inizio di uno spettacolo della rassegna del cinema sotto le stelle in Piazza Maggiore. L’intento è stato quello di urlare la solidarietà ax compagnx arrestatx il 16 giugno, con volantini, torce e un grande striscione con scritto: contro le olimpiadi di guerra. Con Mic, Ste, Nico, Arnau, Toni, Bibi, Pietro, Giulia, Luna.

Di seguito il testo dei volantino distribuito:

Siamo qui oggi per portare tutta la nostra solidarietà ai compagnx arrestati il 16 giugno a seguito di un’operazione repressiva che ha coinvolto diverse città, tra cui la nostra. Sono accusati di associazione con finalità di terrorismo, inoltre, tra i capi di imputazione compare un sabotaggio all’alta velocità in concomitanza di quella macchina di distruzione chiamata Olimpiadi. Quell’evento che dietro la facciata dello sport e del dialogo, nasconde gli interessi dei signori della guerra e della devastazione. Un momento in cui mentre si celebra la “multiculturalità” si ignora che le frontiere sono luoghi di morte e respingimento, come le nostre città, dove esistono luoghi in cui rinchiudere le persone che non hanno i documenti giusti e chi lotta contro quest’ordine di cose. Lo stesso trucco che usa la città di Bologna, che si maschera di inclusione e veste di grandi eventi, ma lascia senz’acqua ad asfissiare le persone detenutx alla Dozza in condizioni disumane. Le roventi strade che attraversiamo ci ricordano come gli eventi climatici estremi di questi giorni ricadano sulla pelle di pochx e siano il risultato diretto di politiche di sfruttamento di corpi e territori.

I nostrx compagnx sono accusati di voler sovvertire questo mondo e noi siamo al loro fianco. Sappiamo che non c’è fatto più spaventoso per lo stato di sapere che esiste la possibilità di pensare e creare un altro presente, qui e ora.

Con Mic, Ste, Nico, Arnau, Toni, Bibi, Pietro, Giulia, Luna e tuttx lx prigionierx

PADOVA: CONTRO L’AFA CHE AVANZA. TRE GIORNI BENEFIT [10-12 LUGLIO]

Diffondiamo da Non Riciclabile:

Contro l’afa che avanza.
L’afa, quella sensazione di non riuscire a respirare. Svegliarsi al mattino già col fiato corto, con l’impressione di non farcela ad arrivare fino a sera. Spesso ci sentiamo così, in queste prime giornate d’estate. Ma non è solo il caldo, non è solo l’umidità opprimente dell’aria. È soprattutto l’esistenza in questa società, che continua a stringere le catene che ci legano i polsi e che cercano di tenerci lontanx da ogni alternativa che non faccia della miseria il suo tempo e del profitto il suo luogo, provando a cancellare la nostra capacità di immaginare una vita diversa. Questa è l’afa che avanza. Quell’afa che ingombra il pensiero e toglie il respiro, in quei giorni in cui non riesci più a vedere una possibilità al di fuori di quelle offerte, anche quando le catene che ti appesantiscono sono un po’ più lunghe e meno visibili, mascherate da gentili concessioni.

Nel tentativo di combattere tutto questo e rendere l’aria un po’ più respirabile anche nella nostra città, il 10, 11 e 12 luglio a Padova ci sarà “Contro l’afa che avanza”: un festival dove trovarsi e stare assieme tra discussioni, banchetti, pasti collettivi e musica. Un’occasione per condividere esperienze, visioni e strategie e per sostenere la cassa antirepressione locale e lx compagnx recentemente colpitx dall’operazione anti-anarchica del 16 giugno, dall’operazione ipogeo e per i fatti del carnevale no ponte.

Ci raggiungeranno amicx da varie parti d’italia e non solo, con cui condividiamo l’opposizione a questo mondo e la voglia di crearne di nuovi, attraverso modi imprevisti di relazionarsi e fare musica, liberx dalla razionalità di cui siamo pregnx.
La musica non sarà un sottofondo né un mezzo per richiamare gente, ma una voce che amplificherà la rabbia e il malessere che questo mondo ci mette addosso. I gruppi e lx artistx che suoneranno sono persone con cui condividiamo non solo legami di amicizia, ma soprattutto una visione del mondo e un modo di fare musica in contrasto con le logiche dell’intrattenimento e del profitto.

Contro l’afa che avanza.
Per creare nuove forme di complicità e solidarietà che rendano possibili intrecci di vite ed esperienze anche apparentemente distanti tra loro, ma annodate alla radice.

DALLA PARTE DI CHI SI RIBELLA
TUTTX LIBERX


Programma:

VENERDÌ E SABATO 10 e 11 Luglio presso Bike Stop Padova, Via isonzo 15 (PD)

DOMENICA 12 Luglio presso Fenice Green Park Energy, lungargine Gerolamo Rovetta 28 (PD)

A FIANCO DELLE PERSONE ARRESTATE ED INQUISITE IL 16 GIUGNO

Diffondiamo:

Lo scorso 16 giugno l’apparato repressivo statale ha messo in campo l’ennesima operazione anti-anarchica, diretta dalla procura di Roma, effettuando a livello nazionale una serie di perquisizioni, arresti ed infine lo sgombero del Bencivenga, storica occupazione di movimento attiva a Roma dal 2001.

Le accuse ufficiali per giustificare un simile sforzo poliziesco vertono principalmente su sabotaggi alla rete ferroviaria avvenuti in occasione delle recenti olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, nonché sulla costituzione di fantomatiche associazioni finalizzate “al terrorismo e all’eversione dell’ordine democratico” o sul cosiddetto autoaddestramento per i medesimi scopi, applicando alla lettera anche alcune novità in ambito legislativo (come l’art. 270 quinquies 3, il cosiddetto “terrorismo della parola”) realizzate ad hoc per imbavagliare il dissenso, in un’epoca sempre più votata alla soppressione di ogni forma di insubordinazione, che si tratti delle mobilitazioni per Alfredo Cospito prigioniero in 41bis o di quelle contro il genocidio della popolazione palestinese, degli scioperi nella logistica o dei blocchi nelle stazioni e nei porti contro il traffico di armi.

Nove in tutto le persone inquisite e sottoposte alla consueta gogna mediatica, due delle quali attualmente ai domiciliari, le restanti in carcere, progressivamente in trasferimento presso circuiti di Alta Sicurezza dislocati in lungo e in largo per tutta la penisola. Tra queste, il nostro amico e compagno Pietro recluso a Terni.

Da anarchichx, non ci stupiamo del goffo tentativo dello Stato nel creare espedienti per togliere di mezzo tutte quelle individualità che in qualche modo abbiano deciso di mettersi in gioco in prima persona per combattere contro questo presente di cemento, alienazione tecnologica, confini e gabbie. L’unico interesse di chi reprime è bloccare e mettere a tacere chi non è dispostx ad abbassare la testa di fronte alla barbarie del sistema di oppressione capitalista, che ci vorrebbe inermi ed indifferenti di fronte ad un futuro di guerre, riarmo, sfruttamento, devastazione dei territori e controllo sociale. Quello che però ci dà forza in questi giorni bui, è una ferma consapevolezza: chi lotta non è mai solx. La nostra passione per la libertà supera ogni sbarra, ogni muro, ogni frontiera.

La solidarietà è la nostra arma, e non smetteremo mai di essere complici e affini alle persone che oggi stanno pagando sulla propria pelle il duro colpo della repressione. Mandiamo un grande abbraccio solidale a tuttx loro, aspettando il giorno in cui potremo brindare assieme sulle ceneri di ogni autorità.

Micol, Stefano, Nico, Pietro, Toni, Luna, Giulia, Arnau, Bibi liberx! Tuttx Liberx!

Compagnx dello spazio libertario “Sole e Baleno”, Cesena
https://spazio-solebaleno.noblogs.org


Di seguito diffondiamo gli estremi del conto corrente sul quale versare benefit e contributi economici per l’operazione del 16 giugno:
D’ORA IN AVANTI FARE RIFERIMENTO SOLO A QUESTO CONTO:

Giovanna di Romano
IT67E3608105138259570159586
Numero Carta PostePay
5333174809836489

BOLOGNA: RESOCONTO DEL PRESIDIO AL CARCERE DELLA DOZZA DI SABATO 4 LUGLIO

Diffondiamo:

Sabato 4 luglio siamo tornatx sotto al carcere della Dozza per rompere l’isolamento a cui sono costrette le persone recluse e ascoltare un po’ di musica assieme, cosa sempre apprezzata. Si sa che l’estate è un periodo sempre difficile per chi è dietro le sbarre, in particolar modo in questi giorni di caldo estremo abbiamo ritenuto ancora più importante non lasciare solx chi è reclusx.
Al nostro arrivo lx prigionierx si sono fattx subito sentire, è stata urlata a gran voce la mancanza di acqua, da settimane intere sezioni sono infatti senza, una situazione oltre al limite, considerate le temperature. È stata fatta presente la presenza di persone anziane e malate che non si possono lavare, sole. Tante richieste di supporto ma anche tanto odio contro le guardie schierate sul muro di cinta, le cui intimidazioni e minacce non sono servite nè a spegnere la rabbia delle persone reclusx per le condizioni inumane a cui sono sottopostx, nè a impedire la comunicazione dentro-fuori.
Abbiamo portato tutta la nostra solidarietà a chi affronta sulla propria pelle il razzismo di stato e questa società autoritaria, classista e patriarcale. Una violenza che si manifesta nelle strade, alle frontiere, nelle armi prodotte qui, nella distruzione dei territori che abitiamo. In un momento in cui è evidente come gli eventi climatici estremi che stiamo subendo sono la diretta conseguenza di questo sistema che si nutre di sfruttamento e devastazione, abbiamo ricordato lx nostrx compagnx in carcere e ai domiciliari accusatx di voler sovvertire questo mondo, urlando forte e chiaro che, se anche cercano di spezzare la solidarietà e le lotte a colpi di DDL sicurezza e operazioni repressive, ciò che otterranno sarà soltanto che a sostenere le lotte e la solidarietà saremo sempre di più.

Tutta la nostra solidarietà alle persone recluse da settimane senza acqua e a chi subisce la violenza del carcere.

Con Mic, Ste, Nico, Arnau, Toni, Bibi, Pietro, Giulia, Luna. Con Alfredo. Con Bak e Luigi, e tuttx lx prigionierx

BOLOGNA: ESITO PRIMO GRADO DEL PROCESSO PER LA MOBILITAZIONE CONTRO IL 41BIS

Diffondiamo:

Il 1 luglio 2026 a Bologna si è tenuta l’udienza conclusiva, con relativa sentenza di primo grado, per il processo sulla mobilitazione contro il 41 bis e in solidarietà allo sciopero della fame di Alfredo . L’esito è stato un’assoluzione per tutte le persone ancora coinvolte e per tutti i capi di imputazione.

Senza fare alcuna noiosa cronistoria, ricordiamo solo alcuni passaggi rilevanti. Il procedimento, condotto dai carabinieri del Ros di Bologna, viene noto nell’estate del 2023 come un’indagine per associazione con finalità di terrorismo (270bis) relativa a delle azioni compiute durante la mobilitazione (blocchi, sabotaggi e presidi). Nell’autunno 2023 l’inchiesta si allarga ad un gruppo più ampio di persone. Col pretesto del ritrovamento di un accendino recante tracce biologiche sul luogo di uno dei fatti oggetto di indagine, nell’inverno 2023, venne richiesto il prelievo coatto del DNA per tutte le persone coinvolte, a prescindere dai fatti contestati a ciascuna.

Durante l’iter processuale il 270bis è caduto e si è proceduto solo per alcuni fatti specifici: l’interruzione di una messa, l’occupazione di una gru con relativo presidio solidale, l’incendio di un ripetitore. Nel corso della seconda udienza Alfredo ha potuto prendere parola come testimone della difesa, facendo uscire la sua voce dalla tomba per vivi in cui è tutt’ora rinchiuso, dopo due anni di silenzio.

All’oggi, di questa pomposa operazione repressiva rimane ben poco, anche se, è noto, la repressione non è sempre quella che trova traccia nelle carte, ma colpisce spesso nel suo dispiegarsi più che nei suoi risultati formali.
Sebbene ci corra un pensiero in meno nella testa, ricordiamo i due procedimenti ancora in corso a Bologna per le calde manifestazioni solidali di quell’inverno, che vede ancora coinvolte diverse persone a cui ribadiamo vicinanza e solidarietà. Così come vicinanza e solidarietà va a chi, nell’ultima operazione antianarchica del 16 giugno, ha visto la sua vita incrociare le porte del carcere o della detenzione domiciliare, lo sgombero della propria casa o l’ennesima accusa di terrorismo.

Siamo con Giulia, Luna, Pietro, Tony, Bibi, Micol, Nico, Stefano e Arnau, con chi si rivolta, si organizza e colpisce.

Anarchiche e anarchici a Bologna

1000+3 COLPI PER BAK E LX DETENUTX DEL CARCERE DI BRINDISI

Diffondiamo:

Oggi (1 luglio) una scatenata dozzina di compagnx ha portato la sua solidarietà sotto le mura del carcere di Brindisi, con un saluto MOLTO RUMOROSO per Bak e lx altrx detenutx.

Il nostro amico e compagno, coinvolto nell’operazione Ipogeo, attende, dopo il rinvio del 16 giugno, la sua prossima udienza per il 14 luglio. Tra le accuse, devastazione e saccheggio.

Non smetteremo di supportarlo e non smetteremo di farci sentire.

BAK E LUIGI LIBERI! TUTTX LIBERX!
CHI DEVASTA È LO STATO!

Per scrivere a Bak:
Gabriele Maria Venturi
C/o Casa Circondariale
Via Appia 131, 72100 Brindisi

Per scrivere a Luigi:
Luigi Calogero Bertolani
C/o Casa Circondariale
Piazza Vincenzo Lanza 11,
95123 Catania

PRESIDIO AL CARCERE DI FERRARA [10 LUGLIO]


Diffondiamo:

Il 16 giugno una nuova operazione repressiva antianarchica mette in carcere 7 compagnx e altrx 2 ai domiciliari. Uno di loro si trova nella sezione AS2 di Ferrara. Dicono che cospirassero per sovvertire questo mondo e che abbiano compiuto dei sabotaggi per opporsi alla guerra. Ecco perché saremo li sotto. La vicinanza alle idee pericolose e la solidarietà a chi vengono contestate va urlata, urlata forte!

Venerdì 10 LUGLIO ore 18, via Arginone 327 Ferrara.

BIBI, TONY, STE, ARNAU, MICOL, PIETRO, NICO, GIULIA e LUNA LIBERX! TÚTTX LIBERX!

BOLOGNA: PAROLE PRATICHE

Diffondiamo.  Qui il testo in pdf.

In solidarietà allx compagnx anarchicx arrestatx il 16 giugno 2026

All’alba di martedì 16 giugno l’ennesima operazione repressiva antianarchica, diretta stavolta dalla procura e dalla Digos di Roma, ha portato alla perquisizione di varie case di compagnx e spazi occupati in tutta la penisola, da Bologna a Roma, Torino, Napoli e Forlì. Oltre alle perquisizioni sono state applicate cinque custodie cautelari in carcere e due arresti domiciliari con braccialetto elettronico e divieto di comunicazioni.

L’accusa contestata è l’ormai nota “associazione con finalità di terrorismo” (art. 270 bis). Per due dex sette compagnx si aggiunge inoltre l’accusa di sabotaggio alle linee dell’Alta Velocità sulla tratta Roma-Firenze, in riferimento ai fatti dello scorso 14 febbraio. In quell’occasione la devastazione dei territori di Milano e Cortina, anche nota come olimpiadi invernali, coincise con una serie di sabotaggi in varie parti della penisola, tra cui quello contestato in questa operazione.

Ad altri due compagni, tratti in arresto a seguito delle perquisizioni, è contestato inoltre il possesso di alcuni opuscoli. L’accusa è quella di “detenzione di materiale con finalità di terrorismo” (art. 270 quinquies-ter), il cosiddetto “terrorismo della parola”, nuova fattispecie di reato entrata in vigore nel 2025 con l’ultimo pacchetto sicurezza.

Inoltre, a seguito di questa operazione è stato sgomberato il Bencivenga, spazio occupato attivo da venticinque anni a Roma.

Vogliamo esprimere con amore e rabbia la nostra incondizionata solidarietà a tuttx lx compagnx incarceratx, colpitx dalle misure cautelari, indagatx, perquisitx, sgomberatx, cogliendo l’occasione per dar voce ad alcuni pensieri su questa ennesima operazione e il contesto in cui avviene.

L’articolo 270bis è ormai il dispositivo principale con cui lo stato, in difesa di sé stesso e del suo ordine democratico, colpisce il mondo anarchico.
Un ordine democratico basato sulla divisione razzista, classista, patriarcale della società. Un ordine democratico fondato su guerre e genocidi, realizzati in un altrove abbastanza lontano -come quello palestinese- così da non perturbare la finta pace sociale.

La distruzione e lo sterminio, però, nascono proprio qui, nei territori che abitiamo, prodotti all’interno delle fabbriche di armi e organizzati attraverso politiche belliche e di riarmo. Parallelamente, in questi altrove lontani, dispositivi repressivi, di controllo e sorveglianza vengono sperimentati, per poi essere importati e applicati nel nostro caro occidente.

La violenza del famoso ordine democratico si manifesta con pratiche e meccanismi differenti: le frontiere che qualcunx può attraversare liberamente sono linee di morte e di respingimento per altrx, le città e i luoghi che abitiamo ospitano carceri e cpr, caserme, questure, basi militari e luoghi di sfruttamento e oppressione. L’ordine democratico si nutre della devastazione del mondo animale e vegetale. Esso quotidianamente produce e riproduce relazioni umane forgiate dalla violenza strutturale del colonialismo, del razzismo, del patriarcato e del classismo. Un ordine che vorrebbe ogni essere vivente fondamentalmente isolato e anestetizzato.

Di fronte a tutto questo, chi non vorrebbe sovvertire lo stato e il suo ordine democratico?
È chiaro che allo stato fa paura che a lottare contro tutto ciò non ci sia lo specchio di sé stesso, ovvero delle presunte associazioni, organizzate, muscolari e gerarchiche, ma delle individualità che credono e vivono per la libertà e l’anarchia.

L’introduzione dell’art. 270 quinquies-ter è l’ennesimo tassello che si aggiunge ai dispositivi di repressione. Un chiaro segno dei tempi, in cui la sola espressione di ideali di libertà o il rinvenimento di un testo scomodo allo stato, sono sufficienti per costruire operazioni, agitare lo spauracchio del terrorismo interno, ingabbiare e reprimere. Lo abbiamo già visto con la repressione che si è abbattuta nei confronti della resistenza palestinese e delle manifestazioni in solidarietà ad essa. In particolare ci riferiamo alla condanna del prigioniero Ahmed Salem per questa stessa accusa di “terrorismo della parola”, comminatagli sulla base di alcuni video provenienti da Gaza rinvenuti nel suo cellulare, ma in fin dei conti fondata principalmente sul fatto che fosse palestinese. Così come, prima di lui è avvenuto, per altre persone inserite nel calderone del cosiddetto “terrorismo di matrice islamica”.

Tutto questo ci dice quanto può alzare il tiro la macchina della repressione, che vorrebbe convincerci che lottare abbia un costo troppo alto, dissuadendoci dal farlo o semplicemente controllando le esistenze di chi ritiene nemico del suo ordine.

Ma le lotte sono incontrollabili. Esistono ancora cuori coraggiosi che non solo con le parole, ma anche con l’azione diretta lottano per la libertà. Così è stato per il sabotaggio della linea AV a febbraio di quest’anno. Chiunque sia statx, ha compiuto un gesto necessario per opporsi alla guerra, basti pensare all’accordo inerente la logistica bellica tra la Leonardo e RFI, e alla devastazione che in quel momento trovava espressione concreta nelle olimpiadi invernali.

Il legame tra pensiero e azione, fondamento della tensione anarchica, è ciò che lo stato teme e che, ancora una volta vuole colpire, tentando di isolare e stigmatizzare le pratiche “terroristiche” da quelle del “legittimo dissenso”. Questo modus operandi, fondamento dell’agire repressivo, ha toccato il suo massimo apice con la morte di Sara e Sandro, avvenuta in un casolare di Roma il 19 marzo a seguito dell’esplosione di un probabile ordigno. Lo stato infatti, con i suoi scribacchini pennivendoli, ha tentato in ogni modo di isolarlx, di stigmatizzarlx e delegittimarne la memoria, proprio a causa delle circostanze in cui la loro morte è avvenuta. A differenza di quanto lo stato avrebbe voluto, intorno ax due compagnx cadutx, si è stretto invece non solo l’intero movimento anarchico, ma ben oltre. A testimonianza del fatto che ci sono idee e pratiche proprie di un bagaglio di lotta e di giustizia che ha un orizzonte ben più esteso di quello che lorsignori vorrebbero. Non è dunque un caso che la richiesta di custodia cautelare dex 7 compagnx indagatx per 270bis è giunta alla gip un mese dopo la morte di Sara e Sandro.

E sempre non a caso, l’esecuzione delle misure cautelari avviene nello stesso periodo in cui il Tribunale di Sorveglianza di Roma è stato chiamato a esprimersi in merito al rinnovo della detenzione in 41bis ad Alfredo Cospito per ulteriori due anni. Sappiamo bene come ogni operazione prepari il terreno alla successiva, e sia funzionale a legittimare ulteriormente le misure applicate allx compagnx già prigionierx dello stato.

Ma se la loro carta di oggi farà la loro carta di domani, è bene che sappiano che la nostra solidarietà, quella di ieri come quella di oggi, sarà il motore della nostra solidarietà di domani, e di sempre. E la migliore solidarietà che possiamo portare, oltre a stringerci allx nostrx compagnx e supportarlx, è continuare nelle lotte.

COMPLICI E SOLIDALI CON BIBI, ARNAU, NICO, STE, MICOL, PIETRO, TONY, GIULIA e LUNA.

TUTTX LIBERX!

 

Compagnx da Bologna e dintorni