RABBIA, REPRESSIONE E RIVOLTA NEL CPR DI MACOMER

Diffondiamo da Rifiuti:

a dentro al CPR le persone imprigionate continuano a lottare ogni giorno per la loro libertà e per la loro dignità. Le condizioni in cui vivono non sono un’eccezione, sono la quotidianità di un sistema razzista di stato che tortura e uccide lentamente. Giornalmente le persone rinchiuse in questo lager danno notizie e informazioni sulle condizioni in cui si trovano a vivere con chiamate, video e foto, privandosi anche di quel poco tempo che la gestione “concede” loro l’uso dello smartphone, unico modo per comunicare anche con le loro famiglie.

La rivolta di quindici giorni fa all’interno del CPR che ha permesso l’evasione, anche se di breve durata, di alcuni prigionieri e il trasferimento di altri, su loro richiesta, dopo una lunga trattativa sul tetto della struttura. Forse è per questo che tra epidemie di scabbia, scioperi della fame, prigionieri in isolamento e altri in condizioni sanitarie gravi, la tensione è altissima e gestori e sbirri sono tanto preoccupati che ieri, ogni 8 ore, trattenevano i prigionieri per perquisire i blocchi in cerca di accendini, corde etc.

Ci mandano questo video, chiedendoci di pubblicarlo, per gridare ancora una volta la violenza istituzionale che opprime chiunque passi per questo lager. Bisogna essere stupidi per non capire che intimidazioni, umiliazioni e repressione sono un incentivo per i prigionieri nella loro lotta per la libertà, è benzina su un fuoco che divampa.

 

LA SAGRA DEL NAZIFASCISMO – ANCORA SUL CONVEGNO DI FORZA NUOVA DEL 25 APRILE A PREDAPPIO

Diffondiamo

Alla fine dobbiamo ammettere che ci siamo un po’ cascatx anche noi, abbagliatx dalla bile e dai crampi allo stomaco che ti vengono ogni volta che si parla di Predappio e delle sempre più inquietanti manifestazioni fasciste che li si tengono puntualmente, non abbiamo carpito fin da subito il carattere essenzialmente propagandistico di tutta la faccenda.
Perché alla luce del fatto che il luogo scelto per la conferenza (l’ex fabbrica Caproni, che è un rudere con tutti gli ingressi murati) era chiaramente fasullo, e che di conseguenza i nazi si sono spostati al circolo ACLI di Rocca delle Caminate * dove sembrano ormai di casa (è un camerata predappiese che fa le prenotazioni) questa della conferenza del 25 aprile ci pare, a tutti gli effetti, una sparata mediatica per attirare attenzione da parte di chi vede la sua base di iscritti in forte decrescita, Forza Nuova appunto (a favore della Rete dei Patrioti, Casa Pound, addirittura Futuro Nazionale o formazioni simili).

Diciamo questo non per sminuire l’accaduto, ma per ridimensionare il carattere emergenziale che tutto il web mondo ha impresso alla cosa, o meglio, per ribadire, lucidamente, che la “questione Predappio” è un’emergenza, ma costante, radicata nel tempo e prolungata, non certo episodica, non certo nuova. Non che non sia grave organizzare un convegno con esponenti neonazi internazionali sulla “fine dell’antifascismo” proprio il 25 aprile: è certo che è stata una provocazione ed è anche certo che è stato un “saggiare il terreno” per vedere quanto in là ci si può spingere, ma è altrettanto certo che l’effetto più ricercato da tutta questa storia, da parte di Fiore, effetto aihnoi riuscito ci pare, sia stata la pubblicità per la sua facciona di merda e il suo partito.
Infatti per chi conosce il terriotorio, lo sa fin troppo bene che da anni il 25 aprile non è la “festa della liberazione” da queste parti, ma uno dei due appuntamenti annuali in cui il paese e la bassa valle del Rabbi si riempiono di merda nazi-fascista che scorrazza nei negozietti di “souvenir” (che faccia tosta chi li ha battezzati tali!). È stato coì l’anno scorso e quello prima ancora e ancora… Se la locale sezione ANPI almeno un tempo organizzava il pranzo del 25 apirle, assediati comunque nella ex casa del popolo (ora sostanzialmente abbandonata, eccezion fatta per una bruschetteria che fa soldoni con…i fascisti! Poveri comunisti che l’hanno costruita con sudore e ideali!) adesso manco quello!

Ogni aprile ed ogni ottobre Predappio si riempie di camerati e camerate e purtroppo la cosa è totalmente normalizzata. E seppure una minoranza antifascista (democratica) esiste, è totalmente silenziata, e una mini-minoranza non democratica pure, ma sbirrescamente guardata a vista.
Alla fine, come epilogo di questa ennesima storia di merda, ci pare che possiamo dire che i vincitori sono, come purtroppo spesso accade, questura e prefettura: hanno fatto la parte degli “equilibrati” vietando per pure ragioni tecniche l’aduanata alla Caproni (di essere democristiani non si smette mai) per poi lavarsene le mani quando la cosa si è spostata al circolo ACLI, hanno fortemente blindato l’intero paese per dare il duplice messaggio, da un lato ai fasci per dir loro, “sì camerati, quando ci servite a picchiare qualche zecca ok, ma del resto comandiamo noi, sia chiaro” e dall’altro a compagnx e antifascistx perché capissero che “nessunx provi a manifestare contro”. Così da ribadire ai primi che il racket dell’ordine (cioè l’esercizio della violenza) è saldamente nelle loro mani e ai secondi che la giustizia (cioè vendetta di stato contro chi lo mette in crisi/discussione) è sempre lì pronta a denunciare, perquisire, arrestare, trattenere, fermare e infine picchiare.

E poi, tuttx a casa contenti, col fez in testa o la divisa, con la tracollina del digossino o la croce uncinata, tutti soddisfatti a pancia piena, dopo dichiarazioni vittimiste ai giornalisti da parte del povero Fiore “boicottato” e foto di marziale ordine pubblico con le lucette blu, mentre la memoria di chi ha dato la vita per spazzare via sia gli uni (fascisti al soldo dei padroni) che gli altri (sbirri al soldo dei padroni) marcisce dimenticata e grida vendetta. Abbiamo scritto l’anno scorso per l’occorrenza del 28 ottobre quando appunto Fiore si riaffacciava sulla scena, abbiamo scritto quat’anno per il 25 aprile, perché almeno qualche parola che non fosse la viscida e traditrice retorica antifascista del PD e della CGIL (che purtroppo nel territorio regna sovrana) ci pareva doveroso, ma non vogliamo proseguire per emergenze, così come questo mondo ci ha ammaestratx a fare: Predappio è a tutti gli effetti, da decenni, la capitale nazionale e in parte internazionale, del nazi-fascismo e ogni anno viene invasa da centianai, migliaia di fascisti (ma anche ogni giorno dell’anno i negozietti attirano fasci da tutta la regione e da tutta Italia, spesso in bande non trascurabili dal punto di vista della pericolosità in strada**) e questa cosa non la cambieranno le parole allarmate ad ogni ricorrenza, che poi finiscono nel dimenticatoio digitale qualche istante dopo, nè tantomeno la cambieranno le sparate di politicanti in cerca di qualche sinistro consenso.

E se pure ad alcunx parrà una sorta di democratica indignazione, non possiamo non dire che, porco dio, ax anarchicx è vietato salutare per l’ultima volta un compagno e una compagna cadutx in azione (Sara e Sandro) e a folle di schifosi fascisti è steso il tappeto rosso a Predappio ogni volta che vogliano commerare un dittatore. Non è indignazione la nostra, ma rabbia, tanta rabbia, e vorremmo convincerci che non siamo lx solx a provarla. Se vogliamo cambiare questa situazione, se vogliamo contrastare il fascismo totalmente sdoganato in questa vallata (che è una specie di visione premonitrice dell’Italia intera, dieci, quindici anni prima?!) dobbiamo tirarci su le maniche, noi che viviamo il/nel territorio, in primis, ma con il supporto di tuttx lx compagnx che vorranno starci, per un lavoro che siamo già parecchio in ritardo col cominciare, benchè non sia mai troppo tardi.

– Antifascistx dalle colline Romagnole –

* (dove lo scorso 28 ottobre, per chi riesuma il ricordo dalle nebbie dei post virtuali, gli stessi camerati avevano organizzato il pranzo della Marcia su Roma e della scarcerazione del capo, Fiore appunto. La sede ACLI in questione è esattamente di fronte alla Rocca delle Caminate che, per dovere di cronaca, non è stata soltanto una delle “residenze estive” dell’infamone di Predappio, ma anche sede delle SS e luogo di tortura, nonché primissimo luogo di incontro tra Mussolini, ufficiali nazisti e gerarchi rimasti fedeli – post 8 settembre – per fondare la Repubblica Sociale Italiana, il capiotolo più violento, infame e servile del ventennio fascista.
Quella Rocca delle Caminate, contesa tra il Comune di Predappio e il Comune di Meldola, dove, tra i numerosi altri, hanno torturato e seviziato per quattro giorni consecutivi il partigiano Antonio Carini, che non tradì mai i compagni, per poi finirlo a pietrate e trascinarlo legato a un’auto fino al fiume Ronco, nei pressi di Meldola, dove oggi, su quel ponte, campeggia il monumento a Carini e ad altrx partigianx che hanno dato la vita contro queste carogne in camicia nera.)

(** se non abbiamo le prove provate, possiamo quantomeno supporre che i militanti di Casa Pound che hanno aggredito due ragazzi in pieno centro a Cesena, dove hanno la loro sede regionale e i trenta-quaranta ragazzi che inneggiavano all’Italia e al Duce che ne hanno pestati tre, sempre in centro Cesena, sempre l’anno scorso, fossero passati, almeno una volta di qua. Hai Dysneyland a due passi, che fai, non ci vai?! Il movente dei pestaggi: forse è superfluo dirlo, i ragazzi oggetto delle aggressioni erano razzializzati)

A’ CHIAZZE UNITE – RACCOLTA DI RIFLESSIONI SU CARCERE, LOTTA E RESISTENZA

Diffondiamo:

A’ chiazze unite
Raccolta di riflessioni su carcere, lotta e resistenza, scritte da detenutx e gruppi di supporto in Italia, Grecia e Germania per il 25 Aprile 2025.

Antudo, Luigi, Claudio, Giulio, Marianna, Gruppo di supporto per Nanuk, Stecco, Tonio, Alessandro e Graziano.

Redatto e stampato da
Valle d’Itria Antifascista
Settembre 2025

itria.antifa@autoproduzioni.net

Scarica qui il PDF


Dalla prefazione:

Siamo Valle d’Itria Antifascista, un gruppo attivo in puglia dal giugno 2024. Crediamo nell’importanza di fare politica fuori dalle grandi città e vogliamo portare, nella provincia, una narrativa diversa, una narrativa conflittuale che si oppone radicalmente alla politica istituzionale. Vogliamo creare uno spazio che dia la possibilità, a chiunque ne abbia voglia, di avvicinarsi all’anarchia, alla militanza, all’antisessimo, all’antifascismo e a tutte quelle lotte chi si oppongono all’oppressione e allo sfruttamento dei più deboli. Vogliamo interagire con la comunità locale attraverso manifestazioni pubbliche e soprattutto nella vita di tutti i giorni attraverso le conoscenze dirette e personali.

Questa fanzine nasce come conseguenza del nostro primo presidio pubblico nella piazza di un paesino, Locorotondo, dove i concetti di militanza, antifascismo e anarchia sono ben lontani dall’essere familiari.

Abbiamo deciso di organizzare il nostro primo presidio per il 25 aprile 2025. Per noi questa data è un’occasione per ribadire le nostre posizioni di resistenza, lotta e distruzione del sistema attuale imperniato su logiche di dominio e sfruttamento.

Abbiamo voluto ricordare che l’antifascismo non è legato solamente al passato e alle dittature del ‘900, esso non ha mai cessato di esistere e non ha mai smesso di opporsi a tutte le nuove forme di fascismo ed oppressione nella società. Con questo presidio abbiamo voluto ribadire, che l’antifascismo reale, non quello legato alle fasulle celebrazioni istituzionali di questa data, è presente e messo in pratica quotidianamente da moltx compagnx. Una militanza che viene duramente repressa e perseguitata. Numerosx compagnx sono infatti dietro le sbarre proprio perché si impegnano nella lotta contro il fascismo e contro ciò che lo perpetua, ovvero, lo stato e il capitale.

Durante questo presidio abbiamo voluto dare spazio allx compagnx in prigione. Abbiamo voluto portare le loro voci e le loro idee nella piazza del nostro paese, Locorotondo, in modo tale che anche in questo luogo, pieno di turisti, imprenditori e fascisti potessero risuonare le parole dellx compagnx che stanno pagando il prezzo più alto della loro militanza.

Abbiamo quindi scritto allx prigionierx, a collettivi e gruppi di supporto allx detenutx, chiedendo loro un contributo da poter leggere in piazza riguardo all’infame repressione che lx ha colpitx, e delle considerazioni su ciò che vogliano dire al giorno d’oggi, i concetti di resistenza, lotta e distruzione del potere e delle logiche di dominio. Questa fanzine raccoglie alcune delle lettere e dei contributi che ci sono stati inviati.

È USCITO IL N.15 DI IPERICO – RICETTARIO ANTIDEPRESSIVO

Diffondiamo:

Dopo 4 anni dall’ultimo numero, torna IPERICO – RICETTARIO ANTIDEPRESSIVO, il Bollettino dello Spazio Libertario “Sole e Baleno” di Cesena.

• Potete trovare il nuovo numero, il N.15 (Primavera 2026), in versione cartacea venendolo a prendere direttamente alla sede dello Spazio, in via Sobborgo Valzania 27 a Cesena, durante le iniziative e le aperture.

• Oppure richiedendolo via mail a: spazio.solebaleno@bruttocarattere.org

• Oppure ancora scaricandolo dal sito in PDF e fotocopiandolo autonomamente.
All’apposita sezione del sito, oltre all’ultimo numero, in PDF trovate anche i numeri precedenti del Bollettino:
https://spazio-solebaleno.noblogs.org/iperico/

SUL RADUNO NAZIFASCISTA “LA FINE DELL’ANTIFASCISMO” A PREDAPPIO.

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«Lo siamo tutti, cara Cate […] Se non lo fossimo, dovremmo rivoltarci, tirare le bombe, rischiare la pelle. Chi lascia fare e s’accontenta, è già un fascista»
– Cesare Pavese. La Casa in collina –

SUL RADUNO NAZIFASCISTA “LA FINE DELL’ANTIFASCISMO” A PREDAPPIO.
E se queste merde avessero ragione?

E’ di oggi (21/04) la notizia che i fascio-nazisti di Forza Nuova, capeggiati dal loro milionario capo-padrone, Roberto Fiore, insieme ad altri due partiti neo-nazisti, il greco Alba Dorata e l’inglese British National Party, organizzeranno in uno stabile di proprietà di Domenico Morosini (commerciante fascista di paccottiglia mussoliniana e proprietario di Villa Carpena, ex residenza forlivese del dittatore, oggi museo privato) nel giorno della “liberazione”, il 25 aprile, un convegno dall’eloquente titolo “la fine dell’antifascismo”.

La scelta è ricaduta sul “paese natale di Mussolini”, secondo noi, sì per ovvi fini propagandistici (nonchè la scelta provocatoria della data, così come di renderla pubblica quattro giorni prima: abbastanza per far loro pubblicità, non abbastanza per organizzare una risposta antifascista reale) ma anche perchè, e ci piange il cuore dirlo, tra le colline romagnole questi mercenari del capitale si sentono tranquilli.
La tragedia, infatti, è che queste merde (in doppioppetto, ma con al seguito sicari e picchiatori da strada) non hanno tutti i torti a parlare di “fine dell’antifascismo”, se in una terra come la Romagna, che ha avuto una storica mobilitazione popolare partigiana durante il perido della guerra civile antifascista, oggi non si muove una foglia di fronte a una provocazione simile.

Lungi da noi osannare il 25 aprile come data simbolo di una liberazione che non c’è mai davvero stata (basti citare la quasi totalità di prefetti, giudici, poliziotti e questori fascisti reintegrati nel neonato regime democratico e invece le centinaia di partigianx incarceratx o perseguitatx per le loro azioni) anche perchè si è passatx dal fascismo mussoliniano al capitalismo made in USA con tutto quello che ne è conseguito e le cui conseguenze vediamo ancora oggi più che mai (sudditanza neo-coloniale agli yankee, liberalismo sfrenato, strategia della tensione, tentati golpe orditi/patrocinati dalla CIA), ma ogni simbolo può essere svuotato o completato di significato, da chi lo fa proprio.

E’ pur vero che i fascisti sono al governo in Italia, e che da decenni ormai si sta erodendo ogni qualsivoglia senso di fratellanza/sorellanza e di solidarietà tra lx oppressx, ma una sberla così in pieno volto senza nemmeno un grido, o meglio, un gesto, di dissenso, senza un minimo di opposizione, senza una sana dose di giusta rabbia, fa davvero paura.
Perchè se passa questo, oggi, domani cos’altro passerà, in sordina, come se nulla fosse?!

Perchè se già abbiamo normalizzato le morti in mare e alle frontiere di chi scappa dalle tragedia che il nostro colonialismo impianta nel loro paese; se abbiamo normalizzato che politicx e padroni fanno quello che vogliono e “tanto non possiamo farci nulla”; se abbiamo normalizzato che le carceri sono sempre più luoghi di tortura dove seppellire le eccedeza marginali di questa società da incubo; se abbiamo normalizato un genocidio altamente tecnologico in diretta social; se abbiamo normalizzato l’esistenza del 41bis, un regime di tumulazione in vita per prigionierx (tra cui comunistx e un anarchico, Alfredo Cospito); se abbiamo normalizzato che le nostre città siano doventate dei deserti di asfalto e vetrine, dove se ti bevi una birra su un marciapiede ti becchi un DASPO; se abbiamo normalizzato, e lo abbiamo fatto, già tutto questo e molto altro e se normalizziamo che dei nazisti, che hanno sulle spalle morti ammazzati, pestaggi, stragi (Fiore è stato indagato e se ne andò in latitanza in Inghilterra dove fondò il suo impero, Easy London, per la strage di Bologna del 2 agosto) possano venire tra le “nostre” colline, in aperta provocazione, allora siamo già cadutx anche noi nel fascismo, siamo già un pò fascistx, e hanno vinto loro.

Se invece non siamo dispostx ad accettarlo, perchè la vita che abbiamo nei nostri sogni e nel cuore è una vita che non è disposta a scendere a patti con questi assassini e sicari al servizio degli oppressori, allora DOBBIAMO FARE QUALCOSA!

Per non lasciarci con solo alcuni slogan, impegniamoci a costruire, nel tempo, anzi, ricostruire, un antifascismo che sappia dare risposte concrete a situazioni come questa, che ci è capitata tra capo e collo come l’ennesima piccola-grande emergenza, che poi, il minuto dopo averla scrollata dallo schermo, già non esiste più.
Seminiamo, nuovamente, faticosamente, nel nostro territorio (dalla bassa fino agli appennini) un antifascismo che non sia solo un fregio – seppur sentito – da sfoggiare nelle ricorrenze, ma una pratica di conflitto e di solidarietà.

Contro il fascismo in ogni sua forma, anche quello che abbiamo introiettato, sotto le spoglie dell’abitudine alla banalità del male.

Qui l’articolo (preso da quel giornalaccio del Resto del Carlino, che per la cronaca è storicamente filo fascista) che racconta per sommi capi questa brutta e gravissima faccenda:

https://www.ilrestodelcarlino.it/forli/cronaca/sfregio-25-aprile-predappio-finito-antifascismo-vkbxyrpi

Antifascistx dalle colline romagnole.

MESTRE: IN PIAZZA CONTRO IL 41BIS

Diffondiamo:

Sabato 2 maggio alle ore 17 in piazzetta coin a Mestre (Venezia) per insistere ancora contro la tortura di Stato e le sue carceri di guerra. Al fianco di Alfredo con Sara e Sandro nel cuore.

Entro il prossimo 4 maggio il ministro della giustizia deciderà sul rinnovo del “carcere duro” per Alfredo Cospito, anarchico detenuto da quattro anni in regime di 41bis.

Il 41bis è a tutti gli effetti una “pena di morte viva”. Un’arma di guerra che lo Stato riserva ai suoi nemici interni. Una tortura legale da cui si esce da morti o da collaboratori.

Scendiamo in piazza, di nuovo.
Solidali con Alfredo e la sua lotta.
Contro il 41bis. Contro ogni galera.

Compagne e compagni dal Veneto

https://nonriciclabile.noblogs.org/2026/04/22/in-piazza-contro-il-41-bis/

DUE RIGHE CON GLI OCCHI RIVOLTI ALLE STELLE

Diffondiamo:

viscida e vorace
è la mano dello stato
con un morso
violenta e veloce
vorrei ucciderla

Dopo un mese Sara e Sandro sono ancora nei nostri pensieri. Giorno dopo giorno brucia sempre più!
Alimenta un fuoco che ci porterà sempre più, dalla parte di chi mette in gioco il proprio corpo nella lotta alla libertà.
Al fianco di Alfredo, Anna e tutte le persone colpite dalla repressione per le mobilitazioni contro il 41bis e questa società infame.
Con Kyriakos, Sara e Sandro nel cuore, con amore e rabbia, sino a distruggere l’ultima gabbia

Anarchicx pugliesx

SASSARI: PRESENTAZIONE DI “CARTE FORBICI SASSI. SFIDE DA E CONTRO LE PRIGIONI E IL PATRIARCATO”

Diffondiamo

📌 27 aprile 2026 Ore 18:30
Ex Colonia Campestre di via Savoia
Sassari

a cura di Arkivia S’Apara

🔥 Presentazione e chiacchierata con le autrici.
Discuteremo i testi, le esperienze e le riflessioni a partire dal libro e intorno a noi

🍕 a seguire magnozia e beozia

“Questo libro é una sfida.
Sfida con noi stesse nel partire da sé attraverso il racconto autobiografico di prigioniere.
Sfida all’immaginario comune sul carcere femminile.
Sfida alle logiche carcerarie e patriarcali.”

FIRENZE: CORTEO AL CARCERE MINORILE [25 APRILE]

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❗❗❗PARTENZA DEL CORTEO SPOSTATA IN PIAZZA DEL CARMINE❗❗❗

Il 25 aprile 1945 ci liberavamo dal fascismo. Eppure come sappiamo il fascismo non ci ha mai lasciatǝ. Italianità, securitarismo e criminalizzazione è il mantra di questo governo fascista (che peraltro prosegue sul tracciato dei precedenti). Mentre il mondo capitalista sprofonda nella crisi perpetua e nelle guerre genocidarie e coloniali, la povertà, la disoccupazione e il lavoro precario avanzano a spese dellǝ giovani, dellǝ migranti, delle famiglie che faticano ad arrivare a fine mese.
E la risposta alla giusta rabbia di chi si vede emarginatǝ e spogliatǝ di tutto è un’ulteriore criminalizzazione. Fin da giovanissimǝ ci insegnano ad avere paura delle autorità, a tenere a freno le domande, a imparare nozioni a memoria, a subire senza reagire. Il nostro futuro ci viene rubato dalle industrie belliche, dalla scomparsa dei diritti umani e dalla desertificazione sociale e ambientale e noi dovremmo restare sedutǝ compostǝ dietro i banchi?

Negli ultimi anni la repressione delle persone giovani è aumentata sempre di più, anche grazie alla narrazione tossica dei media su “maranza” e “baby gang”. Con il decreto Caivano del 2023 sono aumentate le pene per molti piccoli reati, con il risultato di rinchiudere più giovani e giovanissimǝ dietro le sbarre. Non dimentichiamo, inoltre, il coraggioso protagonismo dellǝ minori stranierǝ non accompagnatǝ nelle mobilitazioni per la Palestina dei mesi scorsi. Ora pagano un prezzo più salato di altrǝ perché è più facile reprimere chi già è ai margini della società.
Ogni struttura detentiva lascia ferite indelebili, ma il carcere minorile è particolarmente crudele perché tarpa le ali a chi sta per spiccare il volo alla scoperta della vita. Simboleggia l’accanimento dello stato contro chi subisce un sistema malato architettato da altri e non riesce a trovarvi il proprio posto.

Libertà significa abolire ogni gabbia e ogni confine.
Per questo il 25 aprile 2026 vogliamo portare un po’ di rumore e solidarietà sotto il carcere minorile in Via Orti Oricellari 18, una struttura fatiscente e spesso sovraffollata.
Ci troviamo alle 14:00 in piazza Santo Spirito e partiamo in corteo verso il minorile, poi torneremo in Santo Spirito per convergere con il corteo antifascista.

Per tutte le realtà e persone interessate a organizzare insieme il corteo e a discutere di repressione dellǝ minori, appuntamento lunedì 20 aprile alle ore 19:00 all’occupazione di via del Leone 60/62
C.A.N.I.

AGGIORNAMENTI OPERAZIONE CITY

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Sentenza di primo grado operazione City primo troncone e aggiornamenti
secondo troncone

Si è concluso il 16 aprile 2026 il primo grado di uno dei due “tronconi” dell’operazione city, relativo al corteo del 4 Marzo 2023 in solidarietà con Alfredo Cospito da mesi in sciopero della fame contro 41 bis ed ergastolo ostativo. In quella giornata migliaia di compagne/i e solidali sfilarono nel centro di Torino manifestando con rabbia e lasciando dietro di sé solo un millesimo di quella violenza elargita ovunque dai vari governanti e dal loro braccio armato. L’accusa di devastazione e saccheggio in concorso, già dalle/dagli imputate/i restituita al mittente, è caduta anche nelle aule tribunalizie, derubricata in danneggiamento pluriaggravato in concorso e violenza a pubblico ufficiale in concorso. Tutte/i condannate/i le e gli imputate/i con pene che vanno dai 18 mesi ai 5 anni e mezzo.

Nel frattempo procede anche il processo a carico di altre/i compagne e compagni accusate/i per la stessa giornata di lotta, procedimento separato per rendere più rapido il cosiddetto primo troncone.
Il 10 Marzo, in fase di udienza preliminare, la GUP ha archiviato la posizione delle/degli indagate/i per essere state/i fermate/i prima dell’inizio del corteo con l’accusa di quasi reato (art.115 c.p.), nonostante la richieste del PM di applicare la libertà vigilata. Rinvio a giudizio e udienza l’11 Novembre 2026, invece, per compagne e compagni accusate/i di concorso in devastazione, resistenza aggravata e porto di oggetti atti ad offendere: in totale 29 rinvii a giudizio.

Ricordiamo che Alfredo Cospito è ancora sottoposto al regime di tortura del 41 bis e che proprio in questi giorni verrà molto probabilmente rinnovato. Quella stagione di lotta a fianco di Alfredo è riuscita a portare al centro del dibattito pubblico la tortura di stato e la ” giustizia ” vendicativa di tribunali e politici, evidenziandone le contraddizioni. Ma rimane ancora da lottare contro il 41 bis.

In ogni caso nessun rimorso