
Diffondiamo qualche parola sullo sgombero del Bencivenga, seguito
all’operazione repressiva del 16 giugno. Qui il pdf.
All’alba di martedì 16 giugno il rumore dei flessibili anticipava l’irruzione al Bencivenga Occupato di una grande quantità di carogne in maschera. Annunciandosi con un mandato di perquisizione, tentavano di nascondere quello che si è poi rilevato ben altro una volta che le barricate hanno ceduto al loro passo: due provvedimenti di custodia cautelare in carcere per un compagno e una compagna che hanno trovato all’interno. Dalle prime pagine dell’ordinanza si è avuto modo di comprendere che la vastità dell’operazione stava colpendo altre compagne ed altri compagni in svariate parti d’Italia. Reato contestato: associazione con finalità di terrorismo (art. 270Bis). Un classico dell’armamentario statale per tentare di imprigionare chi non si piega alla sua pretesa sovranità. Formalizzata la notizia dei mandati d’arresto è iniziata una perquisizione che si è protratta per circa 7 ore, concentratasi, come da manuale, su dispositivi informatici e materiale cartaceo. E’ dopo questo lunghissimo periodo di tempo che lo sgombero è stato annunciato, anche se in mancanza delle scartoffie che lo ufficializzavano.
Ax compagnx che si trovavano lì, prima che venissero trasportatx verso carceri e questure, non è stata data dalla sbirraglia la possibilità di prendere praticamente niente, tra effetti personali e materiale d’archivio presente nello spazio. Niente di cui stupirsi: nella contrapposizione delle parti, in questo conflitto, l’annientamento reciproco è un obbiettivo a cui miriamo entrambi. Nessun grido di sdegno, dunque. Sappiamo benissimmo come la logica dei diritti portata avanti dallo Stato è solo uno degli strumenti per soggiogare la struttura sociale, e perdura fin quando il dominio decida che far valere la propria forza è la strategia preferibile per neutralizzare l’indesiderato in questo presente di guerra.
L’operazione repressiva e il conseguente sgombero ci portano a fare delle valutazioni su cui sarà necessario soffermarsi, quello che adesso sappiamo è che, se nei loro intenti lo sgombero del Bencivenga è finalizzato a spezzare i legami tra compagnx, in questo hanno già fallito. Non si può contenere in quattro mura l’odio che proviamo per questa società, come non si potranno contenere nelle quattro mura di un carcere la forza e gli ideali dex nostrx compagnx. Portiamo nel cuore la stessa rabbia! La stessa rabbia di chi non è più al nostro fianco, ma vive nel presente di ogni lotta contro il dominio sull’esistente.
Libertà per Mic, Arnau, Ste, Pietro, Giulia, Nico, Luna, Toni e Bibi!!!
Tuttx Liberx!!!
Con Sara e Sandro, verso un orizzonte di libertà!
Con odio, per amore.
Per l’anarchia!
Compagnx del Bencivenga.