
Diffondiamo
⚠️PRESIDIO IN PIAZZA PIETRO LUPO (CT) LUNEDI 23/03/26 DALLE 9:00
Dopo averla tirata per le lunghe, fino all’ultima scadenza possibile, per il Comune di Catania è arrivata l’ora dello sgombero della L.U.P.O. Questo spazio aggregativo al di fuori delle logiche di profitto sta per scomparire inghiottito dal Nulla, che tutto divora per trasformare in merce. La L.U.P.O. verrà demolita per fare spazio ad una piazzetta con parcheggio per completare il progetto vetrina del centro città, ad uso esclusivo dei turisti. Con i soldi del PNRR invece di mettere in sicurezza una città devastata da incuria e malagestione in cui il fronte mare crolla, i teatri prendono fuoco e i quartieri popolari restano degradati e privi dei servizi fondamentali, decidono di mettere a profitto ogni singolo pezzo di storia, con la scusa della cultura. L’ipocrisia si trasforma in sfacciataggine, grazie a un’amministrazione che crea una percezione mediatica artificiale, spremendo ogni monumento per monetizzare a favore di una città esclusiva che invece crea marginalità e miseria.
Il clima repressivo che l’intero pianeta sta subendo giustifica ulteriormente l’atteggiamento di un potere che non trova più freni o ostacoli a rallentare la sua marcia, così tramite degli avvisi di zona rimozione affissi alla L.U.P.O., (che fanno riferimento ad una ordinanza sul progetto PUI) validi da lunedì 23 marzo al 31 dicembre ci rendono noto la data dello sgombero o meglio ancora dell’apertura del cantiere per portare a termine la demolizione della L.U.P.O.
Quando la legalità si nutre di sfruttamento del lavoro, sorveglianza, deportazioni, reclusioni, guerre e genocidi, rivendichiamo con orgoglio la nostra indipendenza, rivendichiamo le pratiche di autogestione, rivendichiamo la matrice antifascista, antirazzista, antimachista e anticapitalista che guida il nostro agire, rivendichiamo di aver sperimentato rapporti sinceri ed orizzontali, rivendichiamo la nostra illegalità.
Con lo sgombero della L.U.P.O. un altro pezzo del puzzle si incastra perfettamente alla creazione della sterile città dei padroni, purgata dal degrado del vivente, consegnata alla monocultura del capitale. In pratica un vero e proprio deserto sociale dove abbandonare le centinaia di ragazzx che ogni settimana hanno attraversato la L.U.P.O. coscienti di essere in un luogo che gli appartiene, conquistato attraverso il conflitto e non per una concessione e malgrado l’opposizione delle istituzioni. Il governo cittadino ha deciso di sgomberare manu militare per sanare una contraddizione con la forza, per imporre la sua decorosa idea di città. Ma un’idea è un fuoco che divampa nelle nostre teste e nessuna repressione può spegnere l’incendio che si è propagato nelle menti di chi ha vissuto la L.U.P.O.











