CHIAMATA INTERNAZIONALE: “RAICES Y RADICALIDAD” DA MIGUEL PERALTA E JUAN SORROCHE

Diffondiamo questa nuova chiamata alla poesia, haiku senza haiku e versi liberi e scatenati, nata come continuazione del progetto “Haiku senza haiku” del 2023.

La nuova raccolta prenderà il nome di “Raices y radicalidad”, ed e’ stata lanciata dai compagni Juan Sorroche, detenuto nel carcere di Terni (nel territorio chiamato Italia) e Miguel Peralta, che in qualche parte del mondo in questo momento sfugge alla persecuzione dello “stato messicano”.

Raices y radicalidad aspira a creare uno spazio d’incontro, convergenza ed espressione per le persone che “affrontano, resistono e lottano contro il potere ogni giorno” in diverse latitudini.

Vi invitiamo a contribuire con versi, pensieri, sentimenti, parole a questo nuovo progetto.

Diamo il benvenuto a contributi in qualsiasi idioma, lingue originarie che resistono e fioriscono nonostante l’imposizione delle lingue coloniali, così come ad ogni modalità di espressione libera.

Questa è una chiamata per non smettere di sognare, immaginare e realizzare infiniti mondi nuovi!


Dal manifesto di lancio:

Fin dalla colonizzazione, i popoli hanno sviluppato diverse forme di resistenza e sopravvivenza in risposta al modo in cui il capitale ha saccheggiato i loro territori, dall’estrazione dell’oro a quella delle terre rare, dai megaprogetti alla grande menzogna del capitalismo verde, fino alla guerra.
Quanto più il capitale rafforza il suo sfruttamento e l’imperialismo coloniale, reprimendo e sterminando, tanto più la lotta e la resistenza dei popoli per difendere i propri territori devono essere rafforzate in ogni parte del mondo.
Nella nostra vita quotidiana, attraverso l’iperconnettività digitale, abbiamo normalizzato la ricezione di informazioni da tutto il mondo in tempo quasi reale. Abbiamo anche normalizzato l’idea che un click su un “like” ci renda partecipi di una lotta. Questo fenomeno sta limitando le azioni, erodendo pratiche che sono sempre appartenute a popoli e individui e ci priva di spazi per l’autodifesa e l’azione. Con questo appello, vogliamo creare uno spazio di convergenza attraverso la solidarietà internazionalista, condividere i nostri sentimenti per entrare nel profondo delle lotte del Sud globale in una prospettiva anticoloniale, dis-imparare, solidalizzarci e liberarci. Questa è una chiamata rivolta ai popoli in resistenza, ai/lle collettivi/e, alle individualità, alle persone prigioniere, in fuga, in clandestinità, alle persone migranti senza o con i documenti, alle dissidenze sessuali, collettivx di sex workers, alle famiglie in ricerca dei/le figli/e scomparsi, alle autonomie e autodifese, agli spazi occupati, ai gruppi di sostengo per detenutx, a creatrici/ori e artistx dissidenti, a tutti coloro che quotidianamente resistono e sfidano il potere.

Vi invitiamo a contribuire con versi, pensieri, sentimenti e parole a questa raccolta che abbiamo intitolato “Raices y Radicalidad”.

Raices y radicalidad, poiché le radici rappresentano l’origine, la memoria collettiva, che si trasmette nel lungo cammino del tempo. Queste radici influenzano la formazione dell’identità, il modo in cui gli individui si riconoscono e si definiscono. A sua volta, il territorio è il luogo in cui si vive, e queste radici si sviluppano ed esprimono in diverse pratiche politiche e socioculturali. Pertanto, la radicalidad è un profondo ritorno all’origine; è come una radice che penetra la terra in cerca d’acqua, scavando in profondità e connettendosi con la memoria e il territorio, vedendo con trasparenza chi siamo e da dove veniamo. È un modo di esistere che non si ferma in superficie, ma cerca le profondità dove nascono idee, identità e cambiamenti.

Vi invitiamo a contribuire con parole, disegni e creazioni a questa raccolta di parole finalmente libere, sillabe incendiarie, haiku senza haiku e versi scatenati dalla logica della metrica e lanciati a briglia sciolta verso l’infinito, scatenati da proprietà e mercificazione. Gli scritti raccolti saranno pubblicati in cartaceo attraverso delle autoproduzioni, verranno letti durante iniziative autogestite e diffusi non solo tra tutte le persone interessate e “libere”, seppur prigioniere nelle carceri, negli istituti psichiatrici e nei centri di detenzione per migranti, ma anche a tutti coloro che sono reclusi nelle scuole, nelle fabbriche, nei quartieri e nelle campagne, ma continuano a sentirsi liberi e non credono nell’illusione che questa società ecocida possa continuare.

“Raices e radicalidad” nasce dal dialogo scritto tra Juan Sorroche, compagno incarcerato nel maggio 2019 dopo due anni di clandestinità e detenuto in un carcere di quella che chiamiamo ancora Italia e Miguel peralta, anarchico della comunità di Eloxochitlan de Flores Magon, detenuto per cinque anni nelle carceri messicane, che ora vaga da qualche parte nel mondo, ma che è ancora sotto processo…

Invia i tuoi Haiku senza Haiku a:

raicesyradicalidad@canaglie.net

oppure

Spazio di documentazione Il Grimaldello
Via della Maddalena 81r.
16124 – Genova – Italia

SALENTO: LUOGHI – CORPI – FRONTIERE. TRE GIORNI CONTRO LA MERCIFICAZIONE DEI TERRITORI

Diffondiamo:

Tre parole per provare a tracciare ed intrecciare un’idea di internazionalismo che, per diventare concreta, necessita di dare significato a ciò che siamo, entro e attraverso i luoghi che abitiamo. Animate da questa tensione stiamo organizzando un campeggio di 3 giorni, in Salento, confine meridionale della fortezza europea, nel tentativo di agevolare questa prospettiva attraverso incontri e dibattiti. Perché pensiamo che lottare contro la colonizzazione e la rapina capitalista debba necessariamente comportare l’osservazione dei luoghi come a degli organismi complessi, composti di elementi umani e non umani che viaggiano nello spazio e nel tempo, resistendo o piegandosi alla pressione esercitata dall’esterno. Esattamente come fanno i nostri corpi.

Abbiamo visto lo stravolgimento del territorio in cui viviamo sotto la violenza della ragione dello Stato e del mercato: ridotto a discarica di rifiuti della grande industria europea, spopolato dal ricatto occupazionale, stravolto dalle infrastrutture energetiche e militari e oggi venduto sul banco del turismo. Che questa sia storia antica e non solo nostra, non ci induce a consolata rassegnazione ma ci incoraggia a cercare complicità attraverso e oltre quel limes abitato da altre come noi. Sappiamo che il colonialismo, la repressione e lo sfruttamento possono realizzarsi in forme e intensità molto diverse, fino ad arrivare al genocidio e all’ecocidio, ma sappiamo anche che c’è molto che ci accomuna, perché la frontiera, che è fatta per separare, è pur sempre il luogo in cui si può anche stare di fronte, in una postura dialogica.

Radicamento e disposizione alla mobilità hanno permesso di sviluppare una capacità di condivisione che vorremmo sperimentare attraverso la realtà concreta dell’incontro. Durante i tre giorni andranno a susseguirsi interventi e dibattiti, presentazioni ed escursioni alla scoperta del territorio circostante. Parleremo e ci confronteremo su pratiche di lotta ma anche di sussistenza e di resistenza, su forme di organizzazione e modi di intendere il nostro essere nel presente. Presenteremo una rivista antimilitarista redatta in Italia, che guarda da una prospettiva internazionalista alle pratiche di insubordinazione, disfattismo e sabotaggio della macchina bellica. In continuità con questo tema discuteremo di spazio mediterraneo come spazio di guerra con particolare riferimento alle rotte migratorie e alla città di Taranto come avamposto del controllo militare.

Parleremo della terra e del lavoro che la lega agli uomini e alle donne nel passato e nel presente dei territori che viviamo: la resistenza dei contadini attraverso la rivolta contro l’usurpazione e l’esproprio dei mezzi di sussistenza; la condizione del lavoro agricolo oggi, sotto il ricatto dell’industria per la grande distribuzione. Parleremo di turismo come industria di estrazione di profitto, mettendo a confronto le diverse realtà dei nostri territori, discutendo sulle prospettive che riusciamo a rappresentare.

Si parlerà di frontiera come luogo di possibilità: cerniera che mette le comunità una di fronte all’altra, nell’organizzazione di “ecoregioni” come quella occitana premoderna in cui le Alpi occidentali furono fertile luogo di incrocio. Ancora, frontiera come luogo da attraversare, luogo di sospensione e di pericolo, in cui fondamentale è la solidarietà e l’organizzazione: ne parleremo con un compagno attivo sul confine tra Polonia e Bielorussia. E poi ancora di frontiera come spazio di comunicazione e organizzazione fra margini, tema di discussione che sarà introdotto dalla presentazione del lavoro collettivo di “Les peuples veulent”, un piccolo libro illuminante che, in qualche modo, ha dato ispirazione e impresso una forte energia all’organizzazione di questo incontro.

La tre giorni sarà ospite all’interno di un campeggio attrezzato, a circa 5 chilometri dal mar Jonio, completamente autogestita e autofinanziata.

Avremo dunque necessità di sapere quanto prima il numero delle persone partecipanti. A tal fine scriveteci all’indirizzo: maisiaturista@riseup.net

BOLOGNA: CHIAMATA ANTIFASCISTA [9 MAGGIO]

Diffondiamo:

Se la faccia democratica del razzismo, nell’evidenza più stagnante, continua a erigere lager di Stato in cui deporta e uccide sempre più persone -quando non le ammazza nel Mediterraneo-, la sua espressione concreta si perpetua da sempre all’interno di politiche di controllo e sorveglianza su corpi e territori. Con la stessa retorica di confini e identità nazionali da difendere, i nostalgici delle camice nere il 9 maggio escono dalle fogne e chiamano un presidio in città sotto lo stemma di Remigrazione e Riconquista. Burattini consapevoli, agitati dallo stesso Stato Italiano razzista e colonialista, si uniscono in una parata grigia di islamofobia e odio verso persone razzializzate, considerate come la grande minaccia alla patria e alla sua sicurezza.

Ancora una volta, la creazione del nemico pubblico trova spazio tra i più servi per distogliere l’attenzione dall’unico terrorista esistente: lo Stato. E proprio a riproduzione di questo Stato, i fascisti di Remigrazione propongono tra i loro 10 punti anche un fondo per la Natalità Italiana, il cui obiettivo sarebbe quello di sostenere nuove nascite al fine di “contrastare il declino demografico e la crisi identitaria.” I costanti attacchi all’aborto dei cattofascisti si legano a doppio filo nelle mire identitarie dello Stato Nazione: è questo il connubio in cui razzismo e controllo dei corpi delle donne si fondono al fine di riprodurre la bianchezza della popolazione.

Remigrazione e Riconquista, composta da CasaPound e Rete dei Patrioti e sostenuta dalla Lega e dal partito di Vannacci, si inserisce all’interno di un contesto globale sempre più xenofobo e razzista. Non c’è da stupirsi davanti alla comparsa di scritte sioniste o di adesivi islamofobici, come quelli rinvenuti davanti alla Moschea di via Pallavicini, quando la normalità prestabilita si compone di CPR e deportazioni. Ad aggiungersi a tutto questo, anche il nuovo patto europeo sulla migrazione e l’asilo, che entrerà in vigore da questo giugno, rendendo i confini ancora più invalicabili, permettendo la detenzione dei richiedenti asilo, facilitando le deportazioni e finanziando ulteriori centri di detenzione per migranti Per questo non gridiamo allo scandalo, perché nelle adunate di nostalgici come quella di sabato ritroviamo, in forme diverse, le stesse logiche che governano la nostra società nel suo complesso.

Non abbiamo Stati amici o presunti valori democratici a cui richiamarci, perché sappiamo che il rapporto tra il fascismo e le istituzioni democratiche è un rapporto segnato dalla continuità molto più che dalla rottura. Per questo il nostro antifascismo è militante e conflittuale rispetto all’ordine costituito, e si pratica agendo in prima persona, senza deleghe. Dalla Palestina fino ai sud globali, colpire il colonialismo e i suoi fautori è la chiara risposta di chiunque si opponga alla distruzione e alla morte, e il passo che più ci avvicina alla liberazione. Sotto una lente che si oppone a gabbie mentali e fisiche, rifiutando l’imperialismo in tutte le sue forme, non ci resta che agire sovvertendo. Per tutto questo, il nove maggio facciamo rumore contro lo Stato e i suoi patrioti. Ovunque saranno loro, troveranno anche noi.

CESENA: “DAVANTI ALLA REPRESSIONE” – DISCUSSIONE SU COME TUTELARSI IN OCCASIONE DI INTERVENTI DI POLIZIA E SITUAZIONI DI PIAZZA

Diffondiamo

SABATO 23 MAGGIO 2026
Allo Spazio Libertario “Sole e Baleno”
via Sobborgo Valzania 27, Cesena.

* Ore 18:00 – “DAVANTI ALLA REPRESSIONE”, discussione aperta assieme a legali dell’Associazione di Mutuo Soccorso Per Il Diritto Di Espressione su come tutelarsi in occasione di interventi di polizia e situazioni di piazza + approfondimenti sugli ultimi decreti repressivi del governo.

Chi si avvicina alle lotte è il primo obiettivo della repressione: con questa strategia lo Stato cerca di isolare i movimenti e scoraggiare la partecipazione e la loro crescita.
Un’infarinatura di base… in modo da non farsi prendere dal panico!

spazio-solebaleno.noblogs.org/

PRESIDIO SOTTO LE MURA DEL CARCERE DI FORLÌ

Diffondiamo:

LUNEDÌ 18 MAGGIO 2026
Presidio sotto le mura del carcere di Forlì (lato via della Rocca)

Dalle ore 18.00 alle 20.00

Per rompere l’isolamento di chi è rinchiusx, per non dimenticare che le prigioni sono il frutto di una società ingiusta, spietata, basata sul privilegio che rinchiude ed elimina chi gli é scomodx o contrarix!

BOLOGNA: PRESENTAZIONE DELL’OPUSCOLO “DEPORTAZIONI. Riflessioni per attaccare gli ingranaggi del razzismo di Stato”

Diffondiamo:

Presentazione dell’opuscolo “DEPORTAZIONI Riflessioni per attaccare gli ingranaggi del razzismo di Stato”
MERCOLEDÌ 6 MAGGIO ore 18.30

In una società sempre più carceriera e guerrafondaia, dove il concetto di confine regna eterno, sia nelle dinamiche interne che esterne, riteniamo di fondamentale importanza affrontare e discutere della repressione che ogni giorno subisce chi cerca di superare queste frontiere. Parleremo quindi di deportazioni, considerando i diversi meccanismi e attori che le rendono possibili e analizzando lo sviluppo che ha avuto l’impianto normativo che le regola negli ultimi anni, senza dimenticare il laboratorio politico che il sistema migrazioni ha rappresentato e rappresenta per le società occidentali.

Al Tribolo in via Donato Creti 69/2 (BO)

Fuoco a galere e cpr!
Libertà per tuttx
Con Sara e Sandrone nel cuore!

MESTRE: IN PIAZZA CONTRO IL 41BIS

Diffondiamo:

Sabato 2 maggio alle ore 17 in piazzetta coin a Mestre (Venezia) per insistere ancora contro la tortura di Stato e le sue carceri di guerra. Al fianco di Alfredo con Sara e Sandro nel cuore.

Entro il prossimo 4 maggio il ministro della giustizia deciderà sul rinnovo del “carcere duro” per Alfredo Cospito, anarchico detenuto da quattro anni in regime di 41bis.

Il 41bis è a tutti gli effetti una “pena di morte viva”. Un’arma di guerra che lo Stato riserva ai suoi nemici interni. Una tortura legale da cui si esce da morti o da collaboratori.

Scendiamo in piazza, di nuovo.
Solidali con Alfredo e la sua lotta.
Contro il 41bis. Contro ogni galera.

Compagne e compagni dal Veneto

https://nonriciclabile.noblogs.org/2026/04/22/in-piazza-contro-il-41-bis/

SASSARI: PRESENTAZIONE DI “CARTE FORBICI SASSI. SFIDE DA E CONTRO LE PRIGIONI E IL PATRIARCATO”

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📌 27 aprile 2026 Ore 18:30
Ex Colonia Campestre di via Savoia
Sassari

a cura di Arkivia S’Apara

🔥 Presentazione e chiacchierata con le autrici.
Discuteremo i testi, le esperienze e le riflessioni a partire dal libro e intorno a noi

🍕 a seguire magnozia e beozia

“Questo libro é una sfida.
Sfida con noi stesse nel partire da sé attraverso il racconto autobiografico di prigioniere.
Sfida all’immaginario comune sul carcere femminile.
Sfida alle logiche carcerarie e patriarcali.”

FIRENZE: CORTEO AL CARCERE MINORILE [25 APRILE]

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❗❗❗PARTENZA DEL CORTEO SPOSTATA IN PIAZZA DEL CARMINE❗❗❗

Il 25 aprile 1945 ci liberavamo dal fascismo. Eppure come sappiamo il fascismo non ci ha mai lasciatǝ. Italianità, securitarismo e criminalizzazione è il mantra di questo governo fascista (che peraltro prosegue sul tracciato dei precedenti). Mentre il mondo capitalista sprofonda nella crisi perpetua e nelle guerre genocidarie e coloniali, la povertà, la disoccupazione e il lavoro precario avanzano a spese dellǝ giovani, dellǝ migranti, delle famiglie che faticano ad arrivare a fine mese.
E la risposta alla giusta rabbia di chi si vede emarginatǝ e spogliatǝ di tutto è un’ulteriore criminalizzazione. Fin da giovanissimǝ ci insegnano ad avere paura delle autorità, a tenere a freno le domande, a imparare nozioni a memoria, a subire senza reagire. Il nostro futuro ci viene rubato dalle industrie belliche, dalla scomparsa dei diritti umani e dalla desertificazione sociale e ambientale e noi dovremmo restare sedutǝ compostǝ dietro i banchi?

Negli ultimi anni la repressione delle persone giovani è aumentata sempre di più, anche grazie alla narrazione tossica dei media su “maranza” e “baby gang”. Con il decreto Caivano del 2023 sono aumentate le pene per molti piccoli reati, con il risultato di rinchiudere più giovani e giovanissimǝ dietro le sbarre. Non dimentichiamo, inoltre, il coraggioso protagonismo dellǝ minori stranierǝ non accompagnatǝ nelle mobilitazioni per la Palestina dei mesi scorsi. Ora pagano un prezzo più salato di altrǝ perché è più facile reprimere chi già è ai margini della società.
Ogni struttura detentiva lascia ferite indelebili, ma il carcere minorile è particolarmente crudele perché tarpa le ali a chi sta per spiccare il volo alla scoperta della vita. Simboleggia l’accanimento dello stato contro chi subisce un sistema malato architettato da altri e non riesce a trovarvi il proprio posto.

Libertà significa abolire ogni gabbia e ogni confine.
Per questo il 25 aprile 2026 vogliamo portare un po’ di rumore e solidarietà sotto il carcere minorile in Via Orti Oricellari 18, una struttura fatiscente e spesso sovraffollata.
Ci troviamo alle 14:00 in piazza Santo Spirito e partiamo in corteo verso il minorile, poi torneremo in Santo Spirito per convergere con il corteo antifascista.

Per tutte le realtà e persone interessate a organizzare insieme il corteo e a discutere di repressione dellǝ minori, appuntamento lunedì 20 aprile alle ore 19:00 all’occupazione di via del Leone 60/62
C.A.N.I.