BOLOGNA: CHI SI ARMA POI FA LA GUERRA

Diffondiamo:

Le guerre partono anche da qua, ragioniamo assieme su come contrastarle!
Esistono aziende e complicità sul territorio con chi finanzia stermini e genocidi, confrontiamoci per organizzare assieme una biciclettata contro chi arma la guerra, martedì 4 giugno alle 20 al Tribolo, in via Donato Creti 69/2 a Bologna.

“L’unica catena giusta è quella della bici”

BOLOGNA:  CONTRO GALERE E CPR, JONATHAN LIBERO, TUTTX LIBERX

Bologna 40127 – Ponte di San Donnino
Fuoco ai CPR

Riceviamo e diffondiamo:

Negli scorsi giorni, in San Donato, è avvenuto un fatto gravissimo, l’ennesimo atto di repressione e abuso da parte della polizia e degli apparati di potere: forme di violenza in divisa che negli ultimi mesi si stanno moltiplicando nel quartiere.
A dicembre ci manganellavano davanti alla sede della RAI, proprio sotto i palazzi della Regione Emilia-Romagna, mentre si protestava contro la complicità dello stato e dei mezzi di comunicazione governativi con il genocidio in corso a Gaza. Ad aprile invece provavano a sgomberare il presidio resistente del parco Don Bosco: quel giorno siamo riusciti ad allontanare le divise, ma al prezzo di decine e decine di feritx, 7 alberi del parco e un arresto violentissimo due giorni più tardi, proprio dentro al parco, che oltretutto ha visto l’utilizzo di taser, per la prima volta usato in Italia contro qualcunx del movimento.
Oggi invece hanno deciso di colpire Jonny, un ragazzo che è cresciuto in San Donato, dove vive, e che ha attraversato il quartiere fin da bambino. Lì si trova la sua famiglia, lx amicx, la casa.
Dopo essere stato fermato in via Andreini per un controllo di routine, Jonny è stato portato con l’inganno in questura per “accertamenti”. Qui è stato trattenuto due giorni in una cella senza cibo e acqua, fino a sabato, giorno in cui è stato trasferito in fretta e furia nel CPR di Via Corelli a Milano in attesa della decisione sul suo espatrio, udienza prevista per martedì 28. Un ragazzo che ha costruito a Bologna tutta la sua vita, i suoi affetti e i suoi ricordi, è stato preso a forza dai Carabinieri e dal mattino alla sera rischia di essere espatriato a Cuba, senza possibilità di vedere la sua famiglia, lx sux amicx, anche solo prendere i suoi oggetti personali.
Tutto questo in vista delle elezioni europee dove il governo Meloni vuole portare la sua politica razzista, omofoba e militarista in un’Europa che sembra sentirsi sempre più vicina a questi ideali.
Ribadiamo che un pezzo di carta non può determinare le nostre vite, che è inaccettabile che per mancanza di quest’ultimo la vita di un ragazzo possa essere stravolta per la decisione arbitraria di uno stato che determina come e dove dobbiamo esistere. Se questo è quanto, allora Noi non riconosciamo questo stato.

Al fianco di un amico che ha attraversato e che vuole continuare ad attraversare le strade del suo quartiere.

Fuoco a Frontiere e CPR.
Tuttx Liberx.⁩

BOLOGNA: LA LIBERTÀ NON SI MISURA

Aggiornamenti:

Lunedì 20 maggio a Bologna si sono tenute presso il Tribunale delle Libertà sia l’udienza di riesame per chiedere la revoca/attenuazione delle misure sia l’udienza d’appello con cui la PM chiedeva il riconoscimento dell’aggravante per 270bis per i reati contestati e il conseguente aggravamento (arresti domiciliari) delle misure cautelari a cui attualmente sono sottopostx 3 compagnx a seguito delle indagini aperte relative ad episodi avvenuti in territorio bolognese durante la mobilitazione in solidarietà ad Alfredo Cospito in sciopero della fame contro il 41bis e l’ergastolo ostativo.

Né il riesame né l’appello sono stati accolti, confermando le misure ax 3 compagnx: per 2 compagnx obbligo di firma, per una compagna obbligo di dimora con rientro notturno e obbligo di firma.

TUTTA LA NOSTRA SOLIDARIETÀ E COMPLICITÀ AX COMPAGNX COLPITX.

ALFREDO LIBERO!
41BIS È TORTURA!
CHE DELLE GALERE RIMANGANO SOLO MACERIE.

BOLOGNA: ALLA BASE DEL VULCANO [26 MAGGIO – PIAZZA DELL’UNITÀ]


Diffondiamo:

Cosa accomuna l’aggressione a un ragazzo da parte dei carabinieri nel contesto di una lotta contro un piano speculativo locale, le manganellate che piovono su chi protesta contro la guerra e il genocidio di un popolo, l’inasprimento del rischio repressivo per chi protesta fuori dalle carceri, la repressione che si abbatte silenziosa su chi ha sostenuto un compagno anarchico in sciopero della fame, con tanto di misure cautelari a seguito (le ultime solo in ordine di tempo a Torino e Bologna)? Il contesto bellico in cui ciò sta avvenendo. Un contesto in cui economia, città e territori sono in fase di ristrutturazione e in cui chi domina non aspira più a un’ipocrita pace sociale, ma all’ordine puro e schietto. E il vulcano sotto ribolle. Presentiamo la rivista aperiodica “Lahar” per avere un punto di partenza per chiarirci le idee, discutere assieme e trovare delle possibili vie d’uscita.

Programma:

DOMENICA 26 MAGGIO, PIAZZA DELL’UNITÀ

Dalle 16: distro, serigrafia, birrette

Dalle 17: presentazione della rivista anarchica aperiodica “LAHAR”

Dalle 19: cibo benefit a sostegno di Ali, Anan e Mansour prigionieri palestinesi dello stato italiano.

SOLIDALI CON CHI E’ COLPITO DALLA REPRESSIONE PER ESSERE STATX A FIANCO DI ALFREDO

CONTRO IL 41BIS E L’ERGASTOLO OSTATIVO

AL FIANCO DI CHI LOTTA PER UN MONDO SENZA GUERRE NE’ GALERE

https://tribolo.noblogs.org/dom-26-mag-presentazione-di-lahar-in-pza-dellunita/

BOLOGNA: LA LIBERTÀ NON SI MISURA

Diffondiamo:

PRESENZA SOLIDALE  DAVANTI AL TRIBUNALE IN VIA D’AZEGLIO 56

A fine aprile 3 compagnx sono state sottoposte a misure cautelari (obbligo di firma per due di loro, firme, obbligo di dimora e rientro notturno per una terza). I fatti loro contestati fanno principalmente riferimento alla campagna che si è svolta a Bologna lo scorso anno, in solidarieta ad Alfredo contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo. Come se ciò non fosse abbastanza il pm ha fatto appello: chiede che venga riconosciuta l’aggravante di terrorismo e che lx 3 compagnx siano messe ai domiciliari. Oggi 20 maggio si sta tenendo l’udienza.

Sempre al fianco di chi lotta!

BOLOGNA: RONDE FASCISTE IN BOLOGNINA

⁨E’ di questi giorni la notizia della ronda di un gruppo di fascisti legati alla Rete dei Patrioti, costola di Forza Nuova nata ufficialmente nel 2020. La notizia viene rilanciata da Bulaggna Dsdadet, gruppo locale di ultras di estrema destra.
Una trentina di uomini si sono aggirati nelle zone della Bolognina e della Stazione mirando in particolare a “pusher magrebini e del centrafrica” per restituire la zona “agli italiani per bene”. Risulta chiara la commistione di fascismo, razzismo, proibizionismo e odio per chi sta al margine.
Se i fasci sono sempre più a loro agio nello sfilare nelle città, come il 29 aprile a Milano in ricordo di Sergio Ramelli, o come è accaduto gli scorsi anni durante la chiamata nazionale del primo maggio a Bologna, è anche grazie al clima di costante legittimazione politica da parte dei media e dell’informazione mainstream, in cui PD e destre non sono altro che due facce della stessa medaglia. Vediamo infatti la costante giustapposizione tra una notizia del poliziotto buono che fa la spesa alla signora in difficoltà, alternata a ronde, retate o a notizie che criminalizzano spacciatori e giovani migranti, o strumentalizzano episodi di cronaca . L’abbiamo visto con Caivano, con le retate in Bolognina, con le carceri sempre più piene: dove lo Stato nelle sue forme repressive istituzionali non arriva si lascia lo spazio alle ronde degli ex forzanovisti.
E mentre i picchiatori fascisti riprendono terreno nelle strade, i cattofascisti lanciano la loro campagna territoriale verso le europee con lo slogan “No al diritto all’aborto”.
Ma è proprio questa la prassi inaugurata negli ultimi anni da figure di spicco della destra fascista del territorio, come Massimiliano Mazzanti, sedicente giornalista, che fa da connettore tra la destra extraparlamentare e i fasci nelle istituzioni, anche attraverso mirate operazioni di revisionismo storico, come nel caso di interi seminari che Mazzanti tiene sulla Uno Bianca e sulla strage del due agosto del 1980.
“Movimento nazionale rete dei patrioti”, “Bologna gente libera”, “Una Bologna che cambia”, “Bulaggna Dsdadet”… tanti nomi, stesse facce, stessa feccia. Fasci 4.0 che hanno imparato ad usare i social e la comunicazione, a farsi camaleonti per cavalcare ansie, malcontento e paure: in pandemia li abbiamo trovati insieme a padroncini e ristoratori, accanto ai costruttori edili contro il blocco degli sfratti, di recente li abbiamo visti cavalcare le proteste contro Bologna città 30 e prossimamente forse li ritroveremo anche ecologisti contro il taglio degli alberi! Per quanto si ridipingano di cittadinismo, la loro puzza rimane inconfondibile.

Vogliamo sbirri e fasci fuori dai quartieri! Vogliamo strade solidali, antifasciste, antirazziste, tranfemminsite, antiproibizioniste!

FUORI I FASCI DAI QUARTIERI⁩

BOLOGNA: MEZZ’ORA D’ARIA [RADIO]

Diffondiamo:

Di seguito la puntata di Mezz’ora d’aria, trasmissione per un mondo libero da tutte le gabbie sulle frequenze di Radio Citta Fujiko (FM 103.1), andata in onda sabato 11 maggio alle 17:30. Si tratta della prima di una serie di puntate per rompere l’isolamento del carcere e cercare di superare le mura che ci dividono tra dentro e fuori. Uno spazio a disposizione delle persone private della libertà, e di chi gli è accanto.

Per scrivere a Mezz’ora d’aria:
Via Zanardi 369, 40131, Bologna
E-mail: mezzoradiliberta@autistici.org

https://www.autistici.org/mezzoradaria/

BOLOGNA: VOI DECORO. NOI DE CORE

Riceviamo e diffondiamo:

Aggiornamento sul processo per alcune scritte comparse sui muri della città durante il corteo dello sgombero dell’occupazione di Via Zago 1 , che vede coinvolto come parte civile nientepopodimeno che il signor Sindaco di Bologna, Matteo Lepore.

In data 22 marzo 2024 presso il tribunale di Bologna si è tenuta la discussione relativa al processo che vede coinvolt tre compagn con l’accusa di imbrattamento e minaccia. Entrambi i reati si riferiscono ad alcune scritte comparse sui muri della città durante il corteo dello sgombero dell’occupazione di Via Zago 1 a Bologna, nel maggio del 2022: “Lepore infame” e “Lepore nel cofano: 180 in curva”.
Per entrambi i reati viene contestata anche l’aggravante del concorso.
Non è tutto. L’ultimo dei due capi di accusa vede coinvolto come parte civile nientepopodimeno che – udite! udite! – il Mega-Sindaco-Progressista-Galattico della democratica ridente città di Bologna, Matteo Lepore in persona, il quale, per il grave oltraggio subito e per potersi garantire vacanze estive coi fiocchi, richiede al giudice la condanna per tutt e tre i compagn ed un risarcimento di 25.000 euro, di cui 10.000€ come provvisionale subito.
Non è tutto. Per non farsi mancare niente sua maestà il Sindaco richiede inoltre al Gup che la condizionale sia subordinata solo ed esclusivamente al pagamento della provvisionale di 10.000€, pertanto, qualora i compagn condannat non volessero o non fossero nelle condizioni di pagare, si vedrebbero preclus l’accesso alla sospensione della pena, il che significherebbe il gabbio.
Diversamente, il Pm chiede al giudice la condanna di 4 mesi per un compagno per il reato di minaccia, e di 1 mese per il reato di imbrattamento, mentre per le altre 2 persone coinvolte chiede l’assoluzione.
L’udienza di primo grado é stata fissata per il 5 luglio 2024.

Sarà il fascino discreto della pista anarchica a solleticare la pancia del Sindaco, un’occasione per vendicarsi di quella melassa anarcoide senza referenti, come la definì il suo assessore Daniele Ara, che sgombero dopo sgombero, nonostante il deserto sociale imposto, continua ad insidiare dai bassifondi suburbani l’inesorabile messa a profitto di ogni angolo di città. Sarà perchè la Trap non incontra i gusti del Sindaco, con i suoi testi decisamente irrecuperabili per una persona per bene come lui, sarà perchè 180 km all’ora sono troppi e che 30 è meglio, ma il Sindaco si è offeso, e a questi compagn intende farla pagare.

D’altronde di questi tempi la vita non è facile per Sua Altezza Reale: se dopo lo sgombero di via Zago aveva annunciato alla stampa la fine “dell’epoca delle occupazioni”, in questi anni a dirla tutta T.A.Z., occupazioni, riappropriazione di spazi e lotte contro i processi di gentrificazione e speculazione in città, non solo non si sono mai fermate, ma si sono riprodotte, moltiplicate.

A chi vorrebbe fare di Bologna un museo per turisti e pensa di spaventarci con queste assurde richieste, rispondiamo con la nostra solidarietà indecorosa, partigiana e bandita, voi decoro, noi de core!

Più forte dell’amore per la libertà c’è solo l’odio per chi ce la toglie!