
Diffondiamo:
Sabato 4 luglio siamo tornatx sotto al carcere della Dozza per rompere l’isolamento a cui sono costrette le persone recluse e ascoltare un po’ di musica assieme, cosa sempre apprezzata. Si sa che l’estate è un periodo sempre difficile per chi è dietro le sbarre, in particolar modo in questi giorni di caldo estremo abbiamo ritenuto ancora più importante non lasciare solx chi è reclusx.
Al nostro arrivo lx prigionierx si sono fattx subito sentire, è stata urlata a gran voce la mancanza di acqua, da settimane intere sezioni sono infatti senza, una situazione oltre al limite, considerate le temperature. È stata fatta presente la presenza di persone anziane e malate che non si possono lavare, sole. Tante richieste di supporto ma anche tanto odio contro le guardie schierate sul muro di cinta, le cui intimidazioni e minacce non sono servite nè a spegnere la rabbia delle persone reclusx per le condizioni inumane a cui sono sottopostx, nè a impedire la comunicazione dentro-fuori.
Abbiamo portato tutta la nostra solidarietà a chi affronta sulla propria pelle il razzismo di stato e questa società autoritaria, classista e patriarcale. Una violenza che si manifesta nelle strade, alle frontiere, nelle armi prodotte qui, nella distruzione dei territori che abitiamo. In un momento in cui è evidente come gli eventi climatici estremi che stiamo subendo sono la diretta conseguenza di questo sistema che si nutre di sfruttamento e devastazione, abbiamo ricordato lx nostrx compagnx in carcere e ai domiciliari accusatx di voler sovvertire questo mondo, urlando forte e chiaro che, se anche cercano di spezzare la solidarietà e le lotte a colpi di DDL sicurezza e operazioni repressive, ciò che otterranno sarà soltanto che a sostenere le lotte e la solidarietà saremo sempre di più.
Tutta la nostra solidarietà alle persone recluse da settimane senza acqua e a chi subisce la violenza del carcere.
Con Mic, Ste, Nico, Arnau, Toni, Bibi, Pietro, Giulia, Luna. Con Alfredo. Con Bak e Luigi, e tuttx lx prigionierx