UN APPELLO DA JUAN IN VISTA DELL’UDIENZA IN CASSAZIONE DEL 26 GENNAIO

Diffondiamo un appello di Juan in vista dell’udienza in Cassazione del 26 gennaio:

Chiamata a tutti i compagni per una presenza energica al processo di Cassazione del 26 gennaio 2024 a Roma per l’azione alla Lega di Treviso.
Oppure quello che ogni individualità si sente con la creatività come unico limite.

Il 26 gennaio a Roma si terrà il processo di Cassazione a mio carico per l’azione alla Lega di Treviso.
– In primo grado, anche togliendo il PM l’accusa di strage politica, mi condannarono a 28 anni di carcere più 3 anni di libertà vigilata.
– In Appello mi hanno condannato a 14 anni e 7 mesi, ridimensionando quasi a metà.
I PM hanno fatto appello in Cassazione per riqualificare peggiorativamente, così da tornare alla condanna precedente di 28 anni e 3 di libertà vigilata, oppure peggio. Anche il mio avvocato ha fatto appello, vista la condanna a 14 anni e 7 mesi, che non sono bruscolini.
Ora io non sarò presente per protesta contro la videoconferenza, a nessuna udienza del processo per l’azione alla Lega di Treviso, come dichiarai già durante il primo grado. E così ho fatto fino ad oggi.
Perchè nella mia dichiarazione che ho letto l’11/06/2022 a Treviso di fronte al tribunale dichiarai:
“ E’ per questo motivo che questo processo e qualsiasi Stato non mi rappresentano, viste le continue stragi della classe degli oppressi di cui io faccio parte, e le continue falsificazioni e manipolazioni di cui lo Stato è responsabile. Per questo oggi rivendico la mia identità di anarchico, che ha motivazioni ben profonde, politiche e sociali da un secolo e mezzo di lotta contro lo Stato stragista. Un anarchismo ribelle di prassi e di lotta, un anarchismo individuale che va al di là delle vostre falsità e ipocrisie.
La mia consapevolezza di quello che è lo Stato stragista non può essere manipolata perché da anni la mia individualità non si rispecchia in quella di nessuna Autorità, tanto meno quella dello Stato.
Ho rinnegato, rifiutato lo Stato da anni. Da quando ho consapevolezza del mio anarchismo non nutro fiducia su quello che si pona al di sopra di me.
L’unico rapporto che ho con lo Stato è con la sua forza che mi imprigiona qui. Non ho fede in nessuno dei vostri fantasmi rappresentati dal Diritto e dalla ipocrita frase che la legge è uguale per tutti. Non sono stupido.
Oggi, in modo assoluto, rifiuto questa farsa statale, rifiuto questo tribunale e qualsiasi verdetto, sia esso di colpevolezza che di innocenza.
Oggi dichiaro che per me questo processo è finito e non vedrete più la mia immagine”.
E perciò faccio una chiamata a tutti i compagni che vorranno fare presenza energica per il mio processo e far sentire la solidarietà. Oppure quello che ogni individualità si senta, con la creatività come unico limite.
Comunque vorrei fare una piccola precisazione del contesto della mia ultima condanna in Appello di 14 anni e 7 mesi. Io credo che il ridimensionamento della mia condanna è anche grazie al clima di lotta che abbiamo creato insieme, tutti noi, anarchici e non, nel periodo di lotta di solidarietà ad Alfredo, e ciò secondo me si è articolato e collegato alla mia condanna. Questo ridimensionamento è anche grazie alla lotta che abbiamo creato e al clima generale di tensione e attenzione che c’era in
Italia sui nostri processi, e dunque durante il mio Appello a Venezia. “Bisogna lottare e lottare perché la sproporzione sia stroncata”

Per la propagazione delle pratiche di solidarietà rivoluzionarie!
E, qualsiasi via stiamo percorrendo, sempre col cuore e per l’Anarchia!

– Juan Sorroche –
c.c. Terni – AS2 – 04/01/2024


Qui il file dell’appello in PDF