TORINO: AGGIORNAMENTI PROCESSO SCRIPTA MANENT

Da Radio Blackout

 

Il 5 dicembre si è tenuta la prima udienza del processo d’appello bis contro Anna Beniamino ed Alfredo Cospito, già condannati in primo e secondo grado per un attentato alla Caserma degli allievi carabinieri di Fossano nel 2006.

La Corte d’appello di Torino, chiamata a ridefinire la pena nei loro confronti, dopo la decisione della Cassazione di configurare i fatti di Fossano come strage politica, ha accolto una delle tre eccezioni di incostituzionalità avanzate dalla difesa e ha rimandato alla Corte Costituzionale la decisione su quel punto. Nello specifico hanno sollevato la questione di legittimità costituzionale sul divieto di prevalenza di una attenuante specifica (fatto tenue, previsto per i reati contro la personalità dello stato) perché non sarebbe applicabile a Cospito in ragione della recidiva reiterata specifica. Questo significa che avrebbero accolto la tesi difensiva che si tratti di un fatto tenue. Sia chiaro: la prospettiva, nella migliore delle ipotesi, sarebbe comunque di moltissimi anni di carcere.

Durante l’udienza, Alfredo Cospito e Anna Beniamino, arrivati rispettivamente a 46 e 31 giorni di sciopero della fame erano collegati in video conferenza dal carcere di Sassari e da quello di Rebibbia ed hanno fatto dichiarazioni spontanee.
Cospito, recluso in regime di 41bis ha dichiarato che avrebbe continuato la propria lotta contro l’ergastolo ostativo e il 41bis sino al suo ultimo respiro.
In seguito c’è stata la requisitoria del Procuratore generale che ha chiesto l’ergastolo, con un anno di isolamento diurno per Alfredo Cospito e 27 anni ed un mese per Anna Beniamino. Poi la parola è passata agli avvocati difensori. Il 19 dicembre in corte d’appello leggeranno le motivazioni della decisione presa oggi. Poi bisognerà attendere che si pronunci la corte costituzionale.Tempi lunghi, mentre le prospettive di sopravvivenza di Alfredo Cospito, diminuiscono giorno dopo giorno. Il tribunale di Sorveglianza, dopo il ricorso contro il 41bis presentato dai difensori il 1 dicembre, continua a tacere.
Davanti al tribunale ieri c’è stato un presidio di solidali, che prima hanno fatto un blocco stradale e poi si sono mossi in corteo sino ai giardini reali.


Ne abbiamo parlato con l’avvocato Gianluca Vitale, uno degli avvocati della difesa. Dalla diretta è emerso in modo chiaro che l’intera operazione “Scripta Manent” si basa su forzature giuridiche, che si incardinano in una logica di diritto penale del nemico. La logica che animò il legislatore, quando negli anni Trenta introdusse nell’ordinamento il reato di “strage politica”, un reato che all’epoca prevedeva la condanna a morte immediata, ed oggi porta alla morte con lenta tortura tra carcere a vita e 41bis.
Dal fascismo alla democrazia lo Stato non tollera chi lotta per la sua distruzione.

Ascolta la diretta:

https://radioblackout.org/…/cospito-il-pg-chiede…/

PROCESSO SCRIPTA MANENT: DICHIARAZIONI DI ALFREDO ED ANNA

Diffondiamo le dichiarazioni di Alfredo e Anna all’udienza d’appello per il ricalcolo delle condanne nell’ambito del processo Scripta Manent (Torino, 5 dicembre 2022)

DICHIARAZIONE DI ALFREDO COSPITO

Leggo soltanto quattro righe. Prima di scomparire definitivamente nell’oblio del regime del 41 bis lasciatemi dire poche cose e poi tacerò per sempre. La magistratura della repubblica italiana ha deciso che, troppo sovversivo, non potevo più avere la possibilità di rivedere le stelle, la libertà. Seppellito definitivamente con l’ergastolo ostativo, che non ho dubbi mi darete, con l’assurda accusa di aver commesso una “strage politica”, per due attentati dimostrativi in piena notte, in luoghi deserti, che non dovevano e non potevano ferire o uccidere nessuno e che di fatto non hanno ferito e ucciso nessuno. Non soddisfatti, oltre all’ergastolo ostativo, visto che dalla galera continuavo a scrivere e collaborare alla stampa anarchica, si è deciso di tapparmi la bocca per sempre con la mordacchia medievale del 41 bis, condannandomi ad un limbo senza fine in attesa della morte. Io non ci sto e non mi arrendo, e continuerò il mio sciopero della fame per l’abolizione del 41 bis e dell’ergastolo ostativo fino all’ultimo mio respiro, per far conoscere al mondo questi due abomini repressivi di questo paese. Siamo in 750 in questo regime ed anche per questo mi batto. Al mio fianco i miei fratelli e sorelle anarchici e rivoluzionari. Alla censura e alle cortine fumogene dei media sono abituato, queste ultime hanno l’unico obiettivo di mostrificare qualunque oppositore radicale e rivoluzionario.

Abolizione del regime del 41 bis.
Abolizione dell’ergastolo ostativo.
Solidarietà a tutti i prigionieri anarchici, comunisti e rivoluzionari nel mondo.
Sempre per l’anarchia.
Alfredo Cospito

 

DICHIARAZIONE DI ANNA BENIAMINO

Questo è un processo politico, che si è mostrato teso fin dall’inizio alla somministrazione della pena esemplare, processo alle nostre identità di anarchici più che ai fatti, processo a chi non abiura le proprie idee.
Una strage senza strage attribuita senza prove è il culmine di un crescente impegno di Antiterrorismo e Procure per esorcizzare lo spettro dell’anarchismo d’azione. Nello stesso disegno si colloca l’imposizione del regime 41 bis ad Alfredo Cospito, reo di intrattenere rapporti con il movimento anarchico dal carcere. Lo sciopero della fame ad oltranza che il compagno sta portando avanti dal 20 ottobre è l’extrema ratio contro isolamento e deprivazione sensoriale, fisica, psichica, contro un bavaglio politico. Bavaglio che gli ha impedito finanche di leggere le motivazioni dello sciopero stesso. Il 41 bis è il grado estremo di accanimento dei regimi differenziati: carceri dove l’isolamento continuato e il sovraffollamento delle sezioni comuni sono le due facce di un sistema teso ad annullare l’individuo. Carceri dove le stragi, quelle vere, si sono verificate e si verificano: nella repressione delle rivolte del 2020, nello stillicidio di suicidi, nel trattamento dei più poveri e fragili tra i prigionieri come “materiale residuale” della società tecno-capitalistica imperante. Se qualcosa accadrà ad Alfredo Cospito qualsiasi individuo dotato di pensiero critico capirà chi siano i mandanti ed esecutori del suo annientamento fisico, non essendo riusciti ad effettuare quello politico e ideale. Sono cosciente di essere ostaggio di un sistema che nasconde dietro al feticcio di “sicurezza” e “terrorismo” il suo collasso politico, economico, sociale, ambientale.

Opporsi a questo è necessario.
Potete distruggere la vita delle persone, non riuscirete a spegnere il pensiero e le pratiche antiautoritarie.
Non riuscirete a spezzare la tensione rivoluzionaria, non riuscirete a spegnere l’anarchia.
Saluto Alfredo e tutti i compagni.
Anna Beniamino

 

BOLOGNA: HACKERIAMO LA GABBIA! SOCIALITÀ ANTIPSI

Da Collettivo Antipsichiatrico Strappi

Questo lunedì 21 dalle 17:30 ci uniremo all’iniziativa prevista in Piazza Verdi contro il 41-bis e in solidarietà ad Alfredo Cospito in sciopero della fame.

Dalle 20:00 saremo al nuovo spazio occupato (Via Stalingrado 31) con un piccolo rinfresco e un po’ di musica, a cospirare per un mondo senza psichiatria, senza carcere e senza frontiere!

MESSINA: SOLIDARIETÀ SOTTO ATTACCO, SPEZZIAMO LE CATENE DELL’ISOLAMENTO E DELLA REPRESSIONE!

In questi giorni alcuni compagni siciliani sono stati raggiunti da 5 decreti penali di condanna dall’ammontare di 4.450 euro a testa per aver portato la loro solidarietà alle persone recluse nel carcere di Messina.

Questa estate, a seguito del  campeggio antimilitarista svoltosi nella città dello Stretto – una tre giorni partita dalla necessità di mettere in relazione le lotte antimilitariste per un momento di intersezione e scambio sul territorio – un nutrito gruppo di compagni e compagne ha raggiunto il carcere di Gazzi per portare un saluto alle persone detenute, improvvisando un corteo intorno alle mura del carcere. Il gruppo di solidali ha poi appeso uno striscione e lasciato delle scritte sui muri.

Qualche scritta solidale è diventata immediatamente materiale per la costruzione del “disegno criminoso” del pubblico ministero, mentre il corteo solidale e i cori contro il carcere si sono aggiudicati  “vilipendio all’ordine giudiziario e all’assemblea legislativa autrice dell’istituzione dell’articolo 41 bis”. Questo non ci stupisce se pensiamo che per i solerti tutori della legge un manifesto affisso sui muri della città si è tradotto in “istigazione a delinquere” e un’intervista rilasciata in radio da un compagno per raccontare del percorso assembleare siciliano “Per chi sente il ticchettio” è diventata indizio di “pericolosità sociale”, così come l’aver occupato un parco durante un’iniziativa antimilitarista.

E’ evidente quanto l’operazione che si sta muovendo su Messina si riferisca al fermo proposito della Procura di spezzare qualsiasi intersezione e vivacità antagonista sul territorio. Lo Stato teme la solidarietà e perciò l’attacca con l’obbiettivo di scoraggiare, dividere e isolare chiunque intenda sfidare l’attendismo dilagante e lottare. Ad essere sotto attacco infatti non è solo qualche compagno, ma tuttx noi. In un momento in cui è sempre più chiaro a molte la necessità di mobilitarsi e agire sul presente, le maglie della legge e della repressione si stringono con l’obiettivo di tenerci isolate e ancorate ad un’esistenza rassegnata, fatta di miseria e oppressione.

Noi ci rivendichiamo la nostra ostilità ad una realtà regolata dalla guerra e fatta di sfruttamento, ci rivendichiamo la solidarietà nei confronti delle persone recluse, nei confronti di Anna, Alfredo, Juan e tuttx x prigionierx, contro il 41-bis, il carcere e la società che lo produce: finchè dell’ultima galera non rimarrà neanche una pietra.

AGGIORNAMENTO SULLA SITUAZIONE DI ALFREDO IN SCIOPERO DELLA FAME

Diffondiamo un aggiornamento sulla situazione di Alfredo Cospito in sciopero della fame dallo scorso 20 ottobre contro il 41bis e l’ergastolo ostativo.

Alfredo ad oggi ha perso 16 chili, sta complessivamente in buona salute. Non sta ancora prendendo integratori. Informiamo inoltre che è stato fissato per il primo dicembre il riesame della disposizione di 41bis nei suoi confronti. L’udienza è molto importante in quanto dovrà pronunciarsi sulla legittimità della decisione del precedente ministro della giustizia Marta Cartabia di applicazione del regime carcerario del 41 bis contro il nostro compagno.

IL 41-bis È TORTURA, FUORI ALFREDO DAL 41-bis, LIBERX TUTTX!

REGNO UNITO: AGGIORNAMENTI SUL PRIGIONIERO ANARCHICO TOBY SHONE

“Questa tattica di “psichiatria punitiva” è stata utilizzata da altri Stati autoritari, in particolare dalla Russia sovietica, dalla Cina e dagli Stati Uniti.”


L’anarchico prigioniero Toby Shone sta combattendo una nuova battaglia mentre conta le settimane che lo separano dal suo rilascio, previsto per il 28 dicembre 2022.


Mentre il Regno Unito sta sprofondando in un qualcosa che assomiglia sempre di più ad una mediocre dittatura e a un ospizio vittoriano, Toby continua a essere preso di mira dal Servizio per la Libertà Vigilata, dall’Antiterrorismo e del MAPPA (Multi-Agency Public Protection Arrangements)(1) per i suoi “reati ideologici”, il suo “anarchismo” e il suo “stile di vita alternativo”.

A settembre, Toby è stato informato che l’ufficiale incaricato della sua sorveglianza, il Sig. Paul Smith, con sede a Cardiff, aveva prenotato per lui una serie di colloqui (senza darne comunicazione ai suoi avvocati come da procedura) con la psicologa forense dott.ssa Harriet Chapman del Centro di psicologia forense e criminologica dell’Università di Birmingham. L’intenzione della dottoressa Chapman era quella di interrogare Toby sulla base dello strumento di formulazione delle Linee Guida sul rischio di Estremismo, ERG22+. Questa valutazione, “destinata a persone che sono state condannate per reati di estremismo o correlati all’estremismo” (e lui non lo è stato), considera almeno 22 fattori in base ai quali un individuo può essere considerato un estremista e quindi essere soggetto a misure di de-radicalizzazione. Non siamo riusciti a trovare alcun documento pubblico che descriva in dettaglio questi 22 fattori o il modo in cui si svolgeranno questi colloqui.

Queste misure di de-radicalizzazione, in gran parte sperimentali e profondamente autoritarie, che sembrano essere attuate su base individuale, comprendono l’Intervento per una Sana Identità, il Programma di Desistenza e Disimpegno, l’Intervento Motivazionale e di Coinvolgimento e i Dialoghi di Sviluppo. Tutti questi programmi sono altamente invasivi e intensivi, progettati per indagare e smantellare la narrativa personale, l’infanzia e le influenze di un individuo preso di mira, per tentare di minare la sua critica dell’esistente, per isolarlo dalle sue relazioni e affinità e per rimodellarlo nel cittadino perfetto in condizioni di costrizione. Si pensi ai campi di rieducazione e all’indottrinamento politico. A tutti gli effetti si cerca di “patologizzare” il possesso di convinzioni anarchiche: l’anarchismo come malattia psicologica. Questa tattica di “psichiatria punitiva” è stata utilizzata da altri Stati autoritari, in particolare dalla Russia sovietica, dalla Cina e dagli Stati Uniti.

Naturalmente Toby si è rifiutato di collaborare, a quel punto ha ricevuto una lettera dai toni minacciosi da parte del suo responsabile per la libertà vigilata: “Sebbene lei abbia tutto il diritto di non impegnarsi in questo lavoro, la valutazione verrà effettuata indipendentemente dal fatto che lei prenda o meno parte attiva ad esso. Per il suo bene, tuttavia, sarebbe preferibile che la valutazione includesse la sua voce piuttosto che essere una semplice valutazione cartacea”.

Nonostante sia stato dichiarato non colpevole di reati di terrorismo nell’ottobre 2021, e il successivo rifiuto da parte di un giudice dell’Alta Corte della richiesta dell’accusa di una Sorveglianza Totale contro Toby sulla base della “Non Necessità”, i poliziotti hanno trovato alleati disponibili nel Servizio per la Libertà Vigilata. Anche se a questo punto non sembra esserci alcuna base legale per le loro richieste, i poliziotti e il servizio per la libertà vigilata stanno continuando a portare avanti le stesse accuse e le stesse prove, che non sono riuscite nemmeno a portare al processo dell’ottobre 2021, ma questa volta davanti a un giudice diverso.

Le restrizioni imposte, prese in considerazione dal Servizio per la Libertà Vigilata, dall’Antiterrorismo e del MAPPA sono ancora più estreme ed estese di quelle richieste nell’ambito della Sorveglianza Totale che Toby ha sconfitto nel maggio 2022. Toby è stato ricategorizzato dall’ufficiale incaricato della sua sorveglianza, incontrato una sola volta per circa 15 minuti, come un soggetto ad alto rischio in un nuovo rapporto OASIS (il precedente agente per la libertà vigilata aveva dichiarato che Toby era a basso rischio) ed è stato inserito nella MAPPA 4, livello 3, la categoria di rischio più alta secondo questa agenzia. Il tutto senza un processo o una condanna.

È chiaro che lo Stato di polizia britannico sta cercando di porre le basi per il LASIT (Terrorismo di sinistra, anarchico e monotematico). E Toby è il banco di prova.

Le condizioni previste includono:

– Nessun contatto con estremisti o persone arrestate per estremismo;
– Nessuna discussione (la condivisione di opinioni sarà considerata come “adescamento”, “radicalizzazione” e “predicazione”);
– Divieto di partecipare a riunioni o incontri se non per motivi di culto;
– Un solo telefono, che deve essere consegnato alla polizia ogni qualvolta venga richiesto, e da cui non può essere cancellato nulla senza previa autorizzazione;
– Toby inoltre deve soggiornare in un Approved Hostel (o Probation Hostels, strutture per la libertà vigilata) (2) per un anno.

Le prime due condizioni (contatti e discussioni) non stanno in piedi, se non si definisce bene chi e cosa è un estremista, e viene da chiedersi se per arrivare a un piano attuabile non si sottoporranno all’ERG22+ anche tutti gli amici e i compagni di Toby. Allo stesso tempo, sarà interessante e illuminante scoprire esattamente quali argomenti di conversazione e quali opinioni sono proibiti nella Gran Bretagna di oggi: nelle ultime settimane, abbiamo già visto che tenere silenziosamente e pacificamente un cartello anti-monarchia è un reato che prevede l’arresto.

Inoltre, un anno in una struttura per la libertà vigilata è una decisione senza precedenti e assolutamente non necessaria. Queste strutture sono destinate a coloro che hanno difficoltà ad “integrarsi di nuovo nella società”: persone prive di sostegno sociale, molestatori sessuali, tossicodipendenti e autori di reati violenti.

Nel Regno Unito ci sono più prigionieri politici che a memoria d’uomo. Il caso di Toby Shone – più di ogni altro – è di fondamentale importanza, poiché si tratta di un tentativo quasi extra-legale di criminalizzare e distruggere non solo un avversario che viene percepito come tale, ma anche l’insieme degli ideali e delle idee anarchiche e libertarie, in un momento in cui gli attacchi schiaccianti e senza scrupoli ai poveri danno a queste idee più forza e potenzialità che mai.

È tempo di smantellare qualsiasi linea di demarcazione che le persone possono ancora tracciare tra di loro nella speranza di apparire legittime agli occhi dello Stato. In particolare, in questi tempi, in cui la civiltà come la conoscevamo è al collasso, e si stanno creando le infrastrutture per la quarta e la quinta rivoluzione industriale, chiunque di noi abbia un briciolo di pensiero libero è una minaccia e un bersaglio. Questo attacco a Toby Shone non è un episodio isolato. In tutto il mondo, gli anarchici e gli attivisti vengono arrestati e imprigionati. Siamo responsabili di mantenere in vita queste idee e dobbiamo prestare attenzione, stare uniti, sostenere coloro che sono intrappolati nel sistema giudiziario e attaccare dove possiamo.

Nota: Dal 20 ottobre Toby è in isolamento come punizione, a causa di una protesta tenutasi fuori dal carcere di Parc, dove è detenuto, in cui i manifestanti hanno dimostrato la loro solidarietà a Toby e letto le richieste degli altri detenuti.

(1) Accordo istituito in Gran Bretagna nel 2001, rivolto alle “autorità responsabili” incaricate di gestire gli autori di reati sessuali, reati violenti e gli autori di reati che rappresentano un grave pericolo per la comunità.

(2) Le strutture per la libertà vigilata, sono destinate ai soggetti più a rischio quando escono dal carcere. Esse fungono da abitazione temporanea prima che la persona possa far ritorno al suo luogo di residenza abituale, e hanno due funzioni principali: contribuire alla riabilitazione e al reinserimento di queste persone e garantire la protezione dei cittadini nei primi mesi di permanenza nella comunità.

Fonte: abc-brighton

Traduzione: Inferno Urbano