
Diffondiamo
Sabato 28 febbraio h. 15:00
Ritrovo parcheggio di via Cavriana di fronte al centro sportivo
Ci vediamo di nuovo sotto le mura infami del CPR di Milano Corelli per portare un saluto di solidarietà ai reclusi e squarciare il silenzio che lo Stato e la città di Milano vorrebbero imporre attraverso la detenzione amministrativa. A ridosso dell’approvazione in Consiglio Ue di un nuovo patto sulle migrazioni e di un disegno di legge del governo italiano che rendono ancora più precarie le condizioni delle persone senza documenti, nei Cpr d’Italia si continua a morire. Per ultimo ci giunge notizia di un giovane morto nel cpr di Bari: ad uccidere sono le condizioni degradanti all’interno di queste strutture, la privazione della libertà e il razzismo sistemico.
Vogliamo ribadire che dei cpr non devono rimanere che macerie. Sappiamo cosa succede in questi posti di merda, centri di morte e tortura. Sappiamo delle violenze, dei ricatti, dei pestaggi, del forzato imbottimento di psicofarmaci e tutte le sofferenze imposte che si dispiegano in ogni sfaccettatura del quotidiano di chi vive dentro. Sappiamo delle morti e vogliamo vendetta.
Ma sappiamo anche delle forme di ribellione che lx ribelli portano avanti con il proprio corpo quotidianamente, da Gradisca a Trapani, passando per Gjader e Macomer.
Continuiamo a gridare che l’unico cpr accettabile è quello in fiamme.
Portiamo solidarietà e calore a chi dentro prova a restituire allo Stato un briciolo della violenza quotidiana che riceve.
Per Abdel, morto di cpr
Per un ragazzo ucciso dal razzismo di cui lo stato ancora non diffonde il nome, perché a queste persone non viene nemmeno concessa la possibilità di esistere come individui
Freedom, hurriya, libertà!