CATANIA: ASSEMBLEA CITTADINA CONTRO LA REPRESSIONE

Diffondiamo:

Mentre il genocidio palestinese viene perpetrato fuori dalla luce dei riflettori, gli stati preparano la guerra. L’Italia prevede di aumentare gradualmente le spese per la difesa nei prossimi tre anni per un totale di circa 12 miliardi, denari che invece di essere utilizzati per istruzione, sanità e altre politiche sociali serviranno ad addestrare soldati ed accumulare armi.

Il quadro che si sta configurando è chiaro: l’Italia, come tutta l’Europa, si muove verso un’economia di guerra a scapito delle masse popolari e, per continuare indisturbata, ha bisogno di disciplinare quelle stesse masse che, già da due anni esprimono il loro dissenso in piazza.

Ne sono un chiaro esempio il DDL sicurezza approvato nel 2025 e il suo “gemello” in preparazione nelle prossime settimane.

Questi decreti delineano una precisa cornice repressiva che incide sui reati di piazza come oltraggio, resistenza, imbrattamenti, travisamenti e lesioni.

La scure repressiva, negli ultimi mesi ha colpito anche qui in Sicilia. Partendo dall’operazione che riguarda il corteo del Carnevale No Ponte tesa a criminalizzare l’opposizione alla grande opera.

A seguire l’Operazione Ipogeo che colpisce una manifestazione contro il Decreto Legge Sicurezza a Catania con 16 perquisizioni, 3 arresti 12 fogli di via e 4 avvisi orali.

Poi è la volta di due cortei per la Palestina e contro il genocidio del 22 settembre e del 3 ottobre. Il “Blocchiamo Tutto”, parola d’ordine che ha radunato affluenze massicce in tutto lo Stivale, è stato il primo vero test per la tenuta del Decreto Sicurezza che solo a Catania ha prodotto 41 multe, 4 obblighi di firma e 13 denunce. Si prosegue con Niscemi, territorio devastato dalla recente frana e mutilato dall’imponente base militare USA, dove il movimento No Muos è stato pesantemente colpito da svariate denunce.

Da menzionare inoltre l’Operazione Safe Zone che con la scusa dello spaccio prova a bonificare la marginalità del quartiere catanese di San Berillo per donare il rione agli speculatori e al turismo.

Se la lotta dei Palestinesi ci insegna qualcosa è che la Solidarietà è il cuore di qualsiasi ribellione e che solo praticandola attivamente abbiamo la possibilità di ribaltare lo stato delle cose.

Per discutere di repressione e creare nuovi sentieri di lotta ci vediamo venerdì 06 febbraio alle 19 .

Tuttx liberx!