GIULIANOVA, CAMPETTO OCCUPATO: SOLIDARIETÀ CONTRO LA REPRESSIONE!

Diffondiamo questi due testi riguardanti la raffica di avvisi di conclusione indagini che in queste settimane hanno raggiunto lx compagnx del campetto occupato di Giulianova. Contro sgomberi e repressione, la solidarietà è la nostra arma!

In questi giorni stanno notificando a diversi di noi, la conclusione indagini per vari reati, per i tre anni di occupazione del Campetto Occupato all’Annunziata.
Per chi anche un minimo segue le nostre vicende si sarà accorto che ormai le denunce, e tutto il corollario repressivo, si susseguono senza soluzione di continuità.
Il tentativo fin troppo netto, da parte delle autorità, è quello di dare una spallata decisiva, in questo momento di difficoltà, all’esperienza di autogestione, autorganizzazione e lotta che, pur tra mille difficoltà e contraddizioni che interessano chi ha a che fare con la realtà, è stata viva nel territorio provinciale nell’ultimo decennio.
In questa inchiesta, nelle centinaia di pagine che ci riguardano, c’è di tutto.
C’è l’accusa di reato recidivo per gli anziani che avevano ritrovato un tetto all’Annunziata. E poi si parla delle innumerevoli iniziative che al Campetto venivano fatte: dibattiti, cene benefit, musica, feste, presentazioni, spettacoli, laboratori… Il tutto coinvolgendo centinaia di persone, da ogni dove, dicono le carte.
Perché ad essere perseguito non è la giustezza o meno di quel che si faceva, ma il fatto che si ponesse al di fuori del sistema.
Parola forse desueta e che ricorda la nostra adolescenza… ma tanto è!
Una società ridotta al controllo capillare ed asfissiante in ogni aspetto, che non tollera ciò che si colloca al di fuori.
E lo deve schiacciare.
A maggior ragione se ciò che è al di fuori, continua ad alzare la testa, lotta e si organizza contro le ingiustizie.
«La dittatura perfetta avrà sembianza di democrazia, una prigione senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno mai di fuggire. Un sistema di schiavitù dove, grazie al consumo e al divertimento, gli schiavi ameranno la loro schiavitù».
Si scriveva qualche decennio fa.
I tempi moderni, ne sono triste riprova.
Per quanto ci riguarda, questo controllo capillare emerge anche nelle centinaia di pagine di questa ultima inchiesta.
Episodi come striscioni piazzati in città, in cui vengono monitorate tutte le telecamere del quartiere per risalire agli autori, e, non riuscendo a riconoscerli, iniziano le ricostruzioni fisiognomiche dei “soggetti”.
Fino ad arrivare alle telecamere piazzate davanti ai due ingressi del Campetto Occupato, il monitoraggio costante e la richiesta di intercettazioni telefoniche ed ambientali a sette di noi…
Compresi, lo diciamo per fare capire il “livello”, agli anziani che vivevano al Campetto.
Potremmo continuare, ma il quadro è fin troppo chiaro e delineato.
Di sicuro, tutte le persone indagate, denunciate o che subiranno conseguenze, nessuna verrà lasciata sola!
Si parte e si torna insieme, sempre.
E per far ciò, vista anche la mole enorme di procedimenti a nostro carico, chiediamo anche una mano a tutte le persone di buon cuore che in questi anni abbiamo incontrato.
O che non abbiamo incontrato ed hanno il nostro stesso sentire.
Un sentire che, ancora una volta, ci fa dire che abbiamo fatto quello che andava fatto. Che era ed è giusto. E ne siamo fieri ed orgogliosi.
E non abbiamo niente di cui pentirci.
E nessuna Repressione potrà mai farci cambiare idea.

[testo del 13 marzo]
Sono state notificate ad una decina di compagne/i la conclusione indagini per l’occupazione di settembre in viale dello Splendore. Occupazione, violenza, deturpamento ed altre amenità, in concorso, ad un paio di noi con la recidiva. Mentre una compagna è stata denunciata per le fantomatiche minacce al sindaco fuori al comune il giorno dello sgombero.
Dalle carte emergono alcune questioni significative.
La prima, che la Questura per tale inchiesta aveva fatto richiesta di misure cautelari nei confronti di un compagno.
Richiesta che, fortunatamente, non è andata in porto.
Ma un altro dato che si evidenzia dalle carte dell’inchiesta, è che la giornata dello sgombero in Viale dello Splendore nel settembre scorso – un presidio “pacifico” della proprietà che si è trasformato in degli esaltati con la bava alla bocca, con protagonisti, il sindaco Costantini, l’assessore Giorgini e la presidente dell’Asp 2 Giulia Palestini – esula totalmente dalle regole del vivere democratico.
Si badi bene, non diciamo ciò perché ne siamo difensori o perché ci sentiamo vittime di chissà che cosa…
Siamo compagni/e che hanno scelto, pur rischiando sulla propria pelle, di cambiare questa società e sappiamo le conseguenze.
Diciamo ciò come evidenza dei fatti e come contraddittorio a chi, in tutti questi anni ci ha fatto la guerra, in nome di un “vivere civile”, che in realtà lorsignori sono stati i primi e i più cruenti a non rispettare.
Infatti, nelle carte si evince come le istituzioni locali, in barba ad ogni procedimento giuridico in corso (per quella occupazione era già partito l’iter a seguito di denuncia), mettevano in campo azioni che avrebbero seriamente potuto provocare danno a qualcuno.
Pensiamo ai ragazzi con disabilità “portati” in quella situazione e a quali pericoli siano stati esposti, anche emotivamente. Pensiamo alla presidente dell’Asp 2 che si arrampicava sul cancello, lo stesso il sindaco che ingiuriando tutto e tutti metteva in scena il peggio della sua esaltazione di cui è turbato, fino ad arrivare all’assessore con la mola.
L’abbiamo detto e lo ripetiamo, non scriviamo ciò come nostra difesa, ma come constatazione di fatti, in cui le carte hanno evidenziato ci sia stata una sostanziale “sospensione della democrazia”.
Crediamo lo stesso sia avvenuto per lo sgombero di qualche settimane prima all’Annunziata, ma per la conferma attendiamo anche lì gli atti.
Per concludere, abbiamo ben poco da stupirci, ma crediamo che quando l’evidenza dei fatti si palesa in modo così netto, sia giusto che tutte/i siano messi al corrente.
D’altronde, l’abbiamo sempre saputo che chi ha passato questi anni con l’unico intento di distruggerci, avrebbe usato ogni mezzo.
Fateci almeno la cortesia, di levare l’ipocrisia dalla narrazione dei fatti.
Perché siete solo bestie, con la bava alla bocca, che non volete sentir alcun dissenso…
Ma, purtroppo per voi, continueremo a ridervi in faccia.
Potrebbe essere un'immagine in bianco e nero raffigurante 12 persone, bambino e il Muro Occidentale