
Diffondiamo:
SABATO 21 febbraio torniamo sotto al carcere della Dozza per portare un po’ di musica e tutto il nostro calore a chi vive la violenza del carcere. Rompiamo l’isolamento con cui tentano di annichilirci!
Ci vediamo alle ore 15:00 in via Ferrarese davanti le sezioni femminili (in prossimitá del benzinaio), per poi spostarci insieme sotto le sezioni maschili.
Il carcere di Bologna sta vivendo una situazione insostenibile fatta di sovraffollamento, violenze e abusi quotidiani subiti dalla popolazione carceraria.
Anni di leggi classiste e razziste hanno riempito quelle mura, facendo della repressione l’unica risposta al crescente disagio economico e sociale, trasformando le nostre strade in “zone di conflitto” sempre piu militarizzate, esclusive ed escludenti.
In un mondo dove ritorna ad essere presente la minaccia di una guerra esterna quale soluzione all’attuale crisi capitalista – dove con l’attiva collaborazione dei governi globali si normalizza il genocidio del popolo palestinese e la violenza coloniale quale forma di gestione ed eliminazione di un umanità considerata inutile/eccedente ai progetti del potere – si rafforza anche alle nostre latitudini la necessità per Stato e padroni di serrare i ranghi alimentando la guerra interna volta a mantenere lo sfruttamento, la violenza e l’ingiustizia sociale dominante.
Una guerra ai poveri e tra poveri portata avanti a colpi di decreti sicurezza contro chi è emarginato, migrante, povero e sfruttato e/o provi a ribellarsi a questa realtà fuori e/o dentro le galere.
Le rivolte a Bologna e Oristano sono solo le ultime di una lunga serie di proteste che hanno scosso le carceri da nord a sud, represse da una brutalità della polizia che non distingue più né limiti d’azione, né differenze tra prigioni e periferie.
Al fianco di quelle rivolte ci sono le nostre lotte, perché solo la solidarietà può abbattere ogni muro e distruggere definitivamente questa società assassina e il carcere di cui ha bisogno.
Tuttx liberx
Palestina libera
NO 41 BIS